A Senigallia non vige l’economia creativa: il mattatoio va chiuso

(da viveresenigallia.it) – Il giorno 21 luglio 2011 si è riunita la sesta Commissione, presieduta da Mauro Gregorini. Lo stesso presidente aveva chiesto ai revisori dei conti, circa un mese fa, una verifica circa l’economicità del mattatoio comunale. Per questo, il sottoscritto e il gruppo di Vivi Senigallia intendono ringraziare il presidente Gregorini per aver sollevato la questione.20120131_mattatoio_2

Prima di giungere ad alcune valutazioni, è necessario e doveroso fare alcune premesse riguardanti lo stato di utilizzo della struttura. Il mattatoio comunale, nell’anno 2010, ha macellato 8564 tra suini, ovini e bovini: gran parte di questi capi proveniva da un consorzio e dai suoi associati, per la grande maggioranza provenienti dalla provincia di Pesaro – Urbino. E’ necessario specificare questo punto poiché va chiarito che il mattatoio di Senigallia non era principalmente a servizio dei cittadini senigalliesi, bensì degli abitanti di altre zone delle Marche (o addirittura di altre regioni, il Veneto per esempio). Nel 2011, allo stato attuale, si prevede siano macellati circa 1200 capi in meno rispetto all’anno 2010. Questo significa che i proventi, chiaramente, diminuiranno in maniera sensibile.

La situazione economica del mattatoio è deficitaria da parecchi anni: nel 2009 circa 31.500 € di risultato economico negativo, nel 2010 circa 39.000 € e per il 2011 le previsioni sono ancora peggiori. A Senigallia non si applica l’economia creativa, come vorrebbe qualche consigliere di opposizione: per valutare l’operato del mattatoio comunale non vanno considerati solamente gli equilibri finanziari, ma è giusto (come in ogni azienda, municipalizzata o privata) che si consideri anche una serie di costi economici intangibili, come le quote di ammortamento di esercizio ad esempio. Solamente in seguito a questo tipo di analisi si può avere una visione del servizio a 360°.

Inoltre, a questo contesto, va aggiunto che il servizio ha bisogno di importanti spese di investimento improcrastinabili, siccome in questo momento la struttura risulta obsoleta e da ammodernare sotto svariati punti di vista.

La chiusura del mattatoio, per il Comune, potrà permettere la realizzazione di un Centro Servizi comunali sulla stessa area. Ciò si tradurrà in un notevole risparmio per quanto riguarda i fitti passivi, attualmente pagati dal Comune per diverse migliaia di euro. Oltre a ciò, l’efficienza di avere un Centro dislocato in un’unica struttura migliorerebbe e non di poco la qualità dei servizi offerti. Infine, la possibilità di re-inserire il personale che lavorava nel mattatoio in altri uffici comunali significherebbe un mantenimento di standard elevati che altrimenti non potrebbero essere garantiti a causa dello scellerato turnover pubblico “1 a 5” imposto dalla riforma Brunetta.

E’ chiaro che, guardando il quadro sotto una luce più ampia, si può notare come il servizio del mattatoio, purtroppo, va chiuso per la sua “antieconomicità”, certificata – come se non bastassero gli impietosi bilanci degli ultimi anni – anche dal Collegio dei Revisori dei Conti.

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