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“Perso mezzo milione per la sicurezza del Misa. Olivetti si faccia rispettare in Regione”

Il Capogruppo PD Senigallia Dario Romano sui fondi destinati al fiume e il progetto di prolungamento del Molo di Levante

Era il 23 marzo del 2021, quando durante la Commissione Urbanistica da noi richiesta sul fiume sollevammo forti perplessità sul progetto di prolungamento del Molo di Levante.

110 metri di prolungamento, un progetto alquanto impattante, tanto che la Provincia ha richiesto al Consorzio di Bonifica la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, dopo aver letto le osservazioni di alcuni professionisti del settore e docenti universitari, i quali sollevavano grandi dubbi sull’utilità dell’intervento.

In quella Commissione, con il Sindaco presente, il dirigente regionale, dopo aver usato parole molto forti contro quei professionisti che avevano espresso le proprie osservazioni, dichiarò che se i fondi non fossero stati utilizzati sarebbero stati “dirottati” altrove. Alla fine è accaduto proprio questo e dal bilancio regionale ci sono state tolte risorse per più di mezzo milione d’euro. Risorse che erano destinate al nostro fiume.

E’ ora che il Sindaco si faccia sentire, su questo argomento non si può prendere tempo: si deve evitare in ogni modo che si facciano interventi che non abbiano alcuna utilità – così sembrerebbe sia per il prolungamento del molo che per l’altro intervento del canale scolmatore, che potrebbe potenzialmente danneggiare tutte le attività economiche e turistiche del nostro Porto.

Inoltre, sull’escavo, ancora è tutto fermo e non si capisce quando e come ripartirà l’intervento. Siamo esterrefatti dall’assenza del nostro Sindaco e dell’Amministrazione su decisioni così importanti: sulle vasche d’espansione, intervento che stiamo aspettando da anni, unica vera azione prioritaria nella difesa della città e finanziato finalmente nel quinquennio scorso, cosa si sta facendo? Per affrontare i temi legati al fiume non basta rivendicare finanziamenti di modeste entità, serve una visione complessiva che parta dalla vallata e arrivi sino al centro e al porto della nostra città.

Fonte: Senigallia Notizie

Un’analisi delle elezioni del 4 marzo nel libro che verrà presentato a Palazzetto Baviera giovedì 14 giugno alle 21

“Fate presto!”

In molti si ricordano questo titolo, apparso a caratteri cubitali sul Sole 24 Ore in una piovosa giornata di metà novembre 2011. Si riferiva, ovviamente, alla precaria situazione in cui versava il Paese nei giorni dello spread Btp-Bund sopra a 500 punti.

Bene, penso in qualità di militante e dirigente del Partito Democratico che nessun titolo possa essere più indovinato rispetto alla nostra situazione partitica attuale. Di fronte alla débâcle elettorale del 4 marzo, infatti, ci aspettavamo –e ce la aspettiamo tutt’ora- una seria analisi di quanto avvenuto. Un’analisi che non sia sulle persone, o almeno non solo, e che tenga conto dei fatti che ci hanno portato a quel voto: no, non parlo dell’aumento del PIL, dei bonus, delle assunzioni di personale precario di cui tanto ci vantavamo in campagna elettorale. Parlo dell’aumento delle disuguaglianze, vero tema sul quale si è persa la campagna elettorale e che si sta ancora ignorando. Non è però questo l’argomento di questo post.

La realtà con la quale stiamo convivendo, in una situazione di grande difficoltà, ci vede a livello nazionale asserragliati su logiche di potere che non hanno più senso di esistere (vedi Gigli magici o presunti tali). Tralasciando le difficoltà con le quali si prova a dialogare con altre forze rispetto al ruolo che dovremmo avere nel Parlamento, è evidente il momento non facile tra i livelli amministrativi e quelli politici.

Partendo da Roma e arrivando alla Regione e alle amministrazioni locali, infatti, è necessario ragionare sulla nostra organizzazione interna e sulla selezione delle classi dirigenti che compongono il Partito e le Amministrazioni. Se non si capisce che siamo in una fase diversa e che il mondo è radicalmente cambiato, in futuro faremo sempre lo stesso errore: proporre gli stessi metodi per problemi diversi. Metodi che vengono prima delle persone ma che inevitabilmente richiedono interpreti diversi e più adatti all’ambiente nel quale stiamo vivendo.

E’ chiaro che non possiamo ragionare più su situazioni specifiche: se facessimo valutazioni ad personam commetteremmo un grande errore politico di valutazione. Dovremmo invece partire da noi stessi, da cosa intendiamo per Partito Democratico, quali sono i nostri valori, quali le nostre priorità, e da lì declinare gli obiettivi dei prossimi 2-3 anni. Se non si parte da una riflessione seria e da porre in essere a strettissimo giro, saremo destinati a una lunga agonia politica e amministrativa. Gli ultimi risultati delle elezioni Regionali in Molise e le prossime in Friuli ci hanno dato e ci daranno un ennesimo segnale: le elezioni locali, forse, non sono così diverse da quelle nazionali.

Partendo da quel presupposto allora dobbiamo impegnarci tutti di più per analizzare, capire, proporre soluzioni che diano impulso alle nostre stanchissime (in termini di proposte politiche, risorse e amministratori) amministrazioni locali e a quella regionale. Regione che vede nel Terremoto, nella Sanità e nel Dissesto Idrogeologico (li metto volutamente in maiuscolo) i cardini della propria azione politica dei prossimi due anni e che avrebbe bisogno di una seria riflessione a porte chiuse tra amministratori e Partito per capire se tutto quello che è stato fatto va nella giusta direzione o servono dei forti correttivi a livello di struttura politica e burocratico-amministrativa. Il tutto per riuscire a dare quelle risposte che oggi, purtroppo, o non riusciamo a dare o non sono percepite come tali. Siamo comunque di fronte ad un problema, sia esso comunicativo, organizzativo o politico. Di certo lo spartito va cambiato, perché se no saremmo destinati ad anni bui a tutti i livelli, partendo dal Comune, passando per la Regione e arrivando fino a Roma.

Dario Romano: ecco perché venerdì prenderò le parti di Andrea Orlando

17/04/2017 – Venerdì 21 alle ore 21:00 presso l’Auditoriom San Rocco Vivere Senigallia organizza un dibattito tra tre esponenti del PD. Dario Romano che sostiene la candidatura di Andrea Orlando, Michele Castestelli che sostiene Matteo Renzi e Gianluca Fioretti che prende le parti di Michele Emiliano. In attesa del dibattito oggi abbiamo intervistato Dario Romano.

Vivere Senigallia: Presentati in tre righe.
Dario Romano: Dario Romano, 30 anni, laurea magistrale in Economia e Commercio Internazionale. Lavoro come consulente aziendale. Da circa 7 anni sono amministratore presso il Comune di Senigallia, prima come consigliere e ora come Presidente del Consiglio Comunale. Prima di entrare in politica ho lavorato tra Bruxelles e Strasburgo presso le istituzioni europee e nella delegazione della Regione Marche a Bruxelles.

VS: Perché voterai alle primarie del PD?
DR: L’unico modo per non subire le scelte è quello di farle. E il Partito Democratico permette agli elettori, non solo agli iscritti, di poter decidere il prossimo segretario. Segretario che non deve necessariamente coincidere con il candidato premier, a nostro avviso.

VS: Perché voterai per Orlando? Quali sono i motivi della la tua scelta?
DR: Abbiamo bisogno, in questa fase, di un Partito che sappia nuovamente ascoltare la base prima di imporre le proprie scelte. Siamo passati da anni di indecisionismo e di attendismo ad un decisionismo politico che purtroppo ha creato diverse criticità e tensioni nel tessuto sociale. La realtà è che ci vuole una giusta mediazione con i corpi intermedi, i quali non dovrebbero ostacolare processi di riforma, ma condividerli. Questo Orlando lo afferma chiaramente nella propria mozione
Un altro motivo sta nella mancata analisi del post 4 dicembre –il sottoscritto ha votato convintamente SI-. Non ho condiviso un campagna referendaria impostata sulla personalizzazione e sulla demagogia: non si può giustificare una riforma costituzionale con il presunto abbattimento dei costi della politica…non basta! Non avere compreso che il 70% degli italiani ha votato contro un modo di governare e non contro la riforma, purtroppo, rischia di lasciare pesanti strascichi nel futuro della gestione del Partito e del Governo. Orlando batte molto su questo punto ed è l’unico dei candidati che lo fa in modo chiaro.
Il terzo motivo sta nella distinzione, posta da Orlando, nelle figure del segretario e del candidato premier. Questa scelta, inserita diversi anni fa in Statuto per motivi di opportunità, ha creato problemi non di poco conto. Bisogna operare una distinzione tra politica e amministrazione, tra governo e partito. Non ci può essere un appiattimento totale alle idee del leader unico.

VS: Se non potessi votare per Orlando per chi voteresti?
DR: Significherebbe che non potrei votare il 30 aprile. Seconde scelte, per me, non esistono. A forza di compromessi al ribasso ci stiamo accontentando della mediocrità. In ogni campo. Orlando è la scelta giusta come segretario del Partito Democratico.

Dario Romano si ricandida per il Consiglio Comunale di Senigallia, stavolta con il PD

Politiche dell’Unione Europea e innovazione digitale per turismo, sicurezza, cultura e sburocratizzazione

Il Partito Democratico di Senigallia, dopo aver ufficializzato la lista, presenta i propri candidati al Consiglio Comunale. Dario Romano si presenta a pieno titolo nella lista del Partito Democratico con la sua esperienza maturata in ambito Europeo.Romano-Dario

Nato il 12 agosto del 1986, dopo aver frequentato il liceo classico “Perticari” ho conseguito prima la laurea triennale e poi quella laurea magistrale in International Economics and Business presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università Politecnica delle Marche.

Sono impiegato in un’organizzazione dell’artigianato e della piccola e media impresa, occupandomi di servizi innovativi e di internazionalizzazione. Dal 2010 al 2015 ho ricoperto il ruolo di consigliere comunale a Senigallia, rivestendo il ruolo di delegato alle politiche per l’Unione Europea. Sono anche responsabile Europa del Partito Democratico della Provincia di Ancona.

Prima di entrare in politica, ho collaborato con un funzionario al Parlamento Europeo, nell’ufficio di un deputato italiano a Bruxelles e Strasburgo grazie ad un tirocinio universitario, specializzandomi nel settore dei trasporti, del turismo ed in quello delle libertà pubbliche dell’UE. Nel 2011 ho avuto la possibilità di tornare a Bruxelles con la delegazione della Regione Marche. Nel tempo libero partecipo al torneo UISP tra le fila della Beretti Marmi-Amici di Paolo. Rivesto anche il ruolo di dirigente nell’A.S. Football 93 (calcio a 5).

Il mio impegno nel Partito Democratico per Maurizio Mangialardi Sindaco deriva dalla volontà di dare un contributo a Senigallia soprattutto per quello che riguarda le piccole-medie imprese (artigiani, commercianti), i giovani e l’Europa. In particolare, poi, lavorando in una associazione di PMI e vivendo la città in ogni sua sfaccettatura, mi piacerebbe trovare nuovi approcci legati alle potenzialità del digitale applicate al turismo, alla sicurezza, alla sburocratizzazione e alla cultura.

da PD Senigallia