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Spazi per le società sportive per l’anno 2021-2022, una interrogazione di Dario Romano

Dario Romano (Pd) ha proposto una interrogazione a risposta scritta sulla concessione di palestre e spazi alle società sportive.

Premesso che da mesi circa 100 società sportive stanno programmando la stagione senza conoscere con esattezza i termini per l’assegnazione degli impianti;

Premesso che queste società hanno dovuto programmare ugualmente i propri corsi e le proprie attività agonistiche senza avere alcuna informazione o supporto dall’assessorato allo Sport; Premesso che, nonostante in passato ci siano stati dei ritardi, non si era mai arrivati a metà agosto in questa situazione di incertezza;

Premesso che sembrerebbe che l’assessore allo Sport riferisca alle società, tramite gli uffici, che la situazione “si sta valutando”;

Tutto ciò premesso si chiede all’assessore allo Sport: – Per quanto ancora l’assessore allo Sport intende valutare l’assegnazione degli spazi alle società sportive, vista l’imminenza degli inizi delle stagioni agonistiche?

da PD Senigallia
www.pdsenigallia.it

“Bilancio vuoto nel merito e forzato nel percorso istituzionale. Così non si va da nessuna parte, Senigallia rischia l’isolamento”

Si sono appena concluse le commissioni di “approfondimento” sul bilancio. Speravamo di incidere sviscerando i numeri, giorno dopo giorno. Un percorso del genere ha bisogno di almeno 5-6 giorni di commissioni. Il Presidente Bello, ancora non si capiscono i motivi, ha forzato la mano, come tra l’altro segnalato anche dal Presidente di Commissione Campanile, convocando lui stesso (senza averne competenza e senza presupposti di regolamento) le commissioni. Da svolgersi in due giorni, mattina pomeriggio e sera. Un atteggiamento, nel rispetto dei regolamenti, ai limiti della legittimità, ma questo sarà oggetto di un percorso separato tutto da verificare.

Nel merito, invece, si può vedere come questo bilancio sia sostanzialmente vuoto e preveda numeri e investimenti già previsti dalla passata amministrazione. Non che ci fosse da aspettarsi una rivoluzione, però non c’è praticamente nulla di quanto promesso. Non c’è nessuna riduzione della TARI, in attesa del decreto che arriverà da Roma. Non si procederà nemmeno con i ristori richiesti da imprese e associazioni di categoria, come è stato fatto a Pesaro e ad Ancona. Nulla su opere pubbliche, vedi il ritorno al doppio senso del Ciarnin, promessa sul quale si è battuto molto in campagna elettorale. Si è tolto dal piano dei lavori per quest’anno, invece, il rifacimento di Piazza Simoncelli: un errore grave e un’assenza di visione/programmazione del centro storico.

Necessario che si parli in modo serio della macchina comunale, poi: togliere la previsione dei dirigenti è una scelta programmatica scriteriata, un comune di quasi 50.000 abitanti e con 300 dipendenti ha necessità di dotarsi di un coordinamento dirigenziale. Questo non deve escludere in alcun modo la necessità di assunzioni, ma la farraginosità vista nel percorso di Bilancio è figlia anche dell’assenza di un dirigente preposto. Non bisogna cedere al populismo del piccolo risparmio, perché poi quelle cifre risparmiate nel breve periodo possono diventare problemi in futuro e tradursi in una paralisi dell’attività amministrativa. Altri comuni che hanno scelto questa soluzione sono immediatamente tornati indietro. Faccio appello al Sindaco e assessore al Personale per fermare questo percorso, prima che sia troppo tardi.

Durante la sessione di bilancio, comunque, presenteremo le nostre proposte e i nostri emendamenti per migliorare questa manovra nata male, perché tutti abbiamo a cuore le sorti della nostra città.

Interrogazione a risposta scritta su escavo foce fiume Misa

Senigallia, 02/03/2021

Al Sindaco

P.c. al Presidente del Consiglio Comunale

Premesso che, tra le misure di mitigazione del rischio idraulico di Senigallia, una di questa è relativa all’escavo della foce del fiume Misa;

Premesso che, essendo il fiume di competenza della Regione, l’intervento legato all’escavo sarà svolto dal Consorzio di Bonifica delle Marche;

Premesso che, in data 03/11/2020, con il decreto regionale 467, il Dirigente della P.F. Tutela del Territorio di Ancona e Gestione del Patrimonio ha approvato il progetto esecutivo e ammissibilità a contributo e concessione della somma di € 870.000 per quanto riguarda l’”ESCAVO CANALE ED ADEGUAMENTO DELLA SEZIONE IDRAULICA DEL TRATTO TERMINALE DEL CANALE DELLA FOCE DEL FIUME MISA A VALLE DEL PONTE RFI”;

Premesso che, dal 10/01, data di allestimento del cantiere, alla data del 01/03, i lavori si sono fermati e sembra che non si abbia certezza di quando ripartiranno;

Premesso che a breve partirà la stagione estiva e un protrarsi dei lavori in quella zona potrebbe rendere infruibile una delle parti più affascinanti della città oltre che produrre un movimento di sedimi che andrebbe a modificare conseguentemente il colore del mare durante l’estate, cosa non propriamente opportuna nel bel mezzo del periodo più propizio per il turismo balneare;

Tutto ciò premesso si chiede al Sindaco:

  • Perché si sono interrotti i lavori dell’escavo canale? Quando riprenderanno e quando termineranno?

Si richiede risposta scritta.

Dario Romano

Capogruppo consiliare Partito Democratico

Interrogazione a risposta scritta su pista ciclabile in Viale Anita Garibaldi

All’assessore ai lavori pubblici
P.c. al Presidente del Consiglio Comunale

Premesso che negli ultimi 20 anni sono stati implementati decine di km di percorsi ciclabili all’interno del Comune di Senigallia al fine di garantire sempre più una mobilità che sia da un lato sostenibile e rispettosa dell’ambiente, dall’altro che abbia al centro la sicurezza degli utenti;
Premesso che si è in attesa di vedere completato il progetto di Ciclovia Adriatica per quanto riguarda Lungomare Mameli (non più rinviabile) e il Lungomare Da Vinci in primis;
Premesso che, soprattutto per quanto riguarda le vie che interessano una viabilità cosiddetta di “quartiere” l’esistenza delle piste ciclabili sia un elemento fondamentale per aumentare la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti;
Premesso che pochi giorni fa è stato approvato in Giunta il progetto di fattibilità tecnico-economica per il risanamento conservativo di Viale Anita Garibaldi;
Premesso che passeranno ancora diversi mesi prima dell’approvazione del progetto a livello prima definitivo e poi esecutivo, quindi c’è tutto il tempo necessario di apportare migliorie al progetto;
Tutto ciò premesso si chiede all’assessore ai lavori pubblici:
– E’ in previsione l’inserimento, nelle nuove fasi di progettazione del risanamento di Viale Anita Garibaldi, di una pista ciclabile che possa così permettere a chi viene dalla zona del Campus in Via D’Aquino e Via Capanna di raggiungere Piazza Diaz –e quindi il lungomare- in piena sicurezza? Tale previsione dovrebbe contenere la pista ciclabile, la corsia per le automobili, i parcheggi per i residenti/attività;
Si richiede risposta scritta.

Dario Romano

Capogruppo consiliare Partito Democratico

La ciclovia Adriatica non proseguirà verso Marzocca, almeno per i prossimi due anni

In seguito all’interrogazione presentata a metà gennaio, è arrivata ieri la risposta dell’assessore Regine, inequivocabile vista la chiarezza messa in campo.

A domanda precisa sul prolungamento della Ciclovia Adriatica di Lungomare Da Vinci verso Marzocca, mi è stato risposto che il Comune ha chiesto alla Regione Marche la proroga dei termini per la fine dei lavori. Con questa proroga i lavori possono essere terminati entro il 31/12/2023. Perciò, per almeno due anni, se non tre, del prolungamento della pista ciclabile non se ne parlerà. La motivazione ufficiale? E’ presto detto, l’assessore afferma che si chiederà l’autorizzazione alla Regione Marche per utilizzare le risorse economiche, quasi 200.000 €, per il collegamento tra il ponte ciclabile sul Fiume Cesano e la viabilità ordinaria.

La domanda che sorge spontanea è: perché dirottare risorse già previste, con una fase di progettazione già presente, su qualcosa che è ancora in corso di progettazione dalla Regione Marche e che ha un orizzonte temporale molto più lungo mentre la Ciclovia verso Marzocca poteva essere realizzata immediatamente? Uno non esclude l’altro, è vero, ma le risorse per il collegamento dal Cesano alla viabilità ordinaria potrebbero essere comunque chieste alla Regione, poiché tra l’altro al Governo della stessa c’è anche il partito dell’assessore Regine (la Lega). Invece no, è molto meglio spostare risorse da una questione spinosa e che sarebbe difficile da affrontare da un punto di vista del consenso a una più semplice. Immobilismo, in una sola parola. Sulla futura Ciclovia adriatica verso Marzocca, infatti, i nostri amministratori dovrebbero scegliere se farla a senso unico, doppio senso, sacrificare parcheggi, mettere al primo posto la sicurezza. Sono tutte scelte che non producono consenso, a differenza di quelle ad alto impatto mediatico che magari non saranno mai realizzate (ve lo ricordate il doppio senso del Lungomare al Ciarnin?). Vigileremo attentamente su questo spostamento di risorse per fare in modo che non si perdano, perché questo è il vero rischio dell’immobilismo: perdere le opportunità di progresso e di sviluppo per la nostra città.

100 giorni di (non) governo cittadino

Sono passati cento giorni, oramai, dall’elezione del nuovo Sindaco e della nuova Giunta. Cento giorni in cui, ovviamente, ci si aspettava un cambio di passo per quanto riguarda la programmazione e la visione della città, in attesa della realizzazione di quanto dichiarato e scritto sulle linee programmatiche di governo.

Se andiamo a vedere cosa ha dichiarato il Sindaco Olivetti in campagna elettorale, nei primi cento giorni si parla di un “cambio forte che è quello che ci chiedono i cittadini”. Finora, di cambi se ne sono visti pochi, e sarebbe pure comprensibile, visti gli appena tre mesi e mezzo trascorsi e le tante opere programmate dalla precedente amministrazione che sono in corso di realizzazione: quello che preoccupa seriamente, invece, è l’assenza di visione della città e l’estemporaneità di alcune misure prese.

Tutto parte, purtroppo, da un documento, che è quello delle linee programmatiche, che è stato preso per larga parte dal programma elettorale di Stefano Parisi per Milano, nel 2016. E’ imbarazzante pensare che, in circa 10-12 pagine di testo, non si sia riuscito a elaborare uno scritto che avesse al centro Senigallia e non un copia-incolla preso da altre esperienze (per giunta, perdenti). Da questo si può percepire come, questo Sindaco e questa Giunta, non sanno come comportarsi su Senigallia. Il lapsus del Sindaco, in una intervista, che confonde la bandiera Blu con la bandiera Arancione (conferita ai piccoli comuni dell’entroterra per la loro qualità turistica) fa sorridere, ma anche riflettere.

Parlano di dialogo, ascolto, partecipazione, ma prendono le decisioni avendo interloquito non si sa con chi (vedi Ponte 2 Giugno, quali sono i cittadini che sono stati ascoltati? Le categorie, i residenti? Chi passa sul ponte? Oppure il doppio senso al lungomare Ciarnin: chi sono i cittadini interpellati?). Parlavano di un cambio di passo all’Ospedale di Senigallia, ma i problemi che ci sono prima restano adesso e resteranno anche in futuro, a partire dalla situazione al Laboratorio Analisi passando per la gestione del Covid. Abbiamo dei Comitati di cui il Sindaco era Presidente (come il Comitato dell’Ospedale) che sono, di fatto, il megafono dell’amministrazione comunale, occupandosi praticamente di tutto tranne che di sanità.

Una maggioranza che si è spaccata sin dalla prima votazione sul Presidente del Consiglio Comunale e che ha posizioni diversissime su alcuni temi chiave, come quello del Covid. Stiamo ancora aspettando, 14 giorni dopo la sua uscita infelice, le scuse del vicesindaco a tutta la città, ne parleremo nel prossimo consiglio comunale.

Senigallia non ha bisogno di tutto questo. Senigallia non ha bisogno di un Comune dove il bilancio non riesce ad essere approvato entro fine anno precedente, perché quel documento è fondamentale per la visione politica e amministrativa della città. Come opposizione non smetteremo di vigilare e di controllare l’operato del Sindaco e della Giunta su tutti gli atti, è questo il ruolo che abbiamo e lo svolgeremo al massimo.

 

Dario Romano – capogruppo PD

Margherita Angeletti – consigliera PD

Chantal Bomprezzi – consigliera PD

Ludovica Giuliani – consigliera PD

Rodolfo Piazzai  – consigliere PD

Cambiare tutto per tornare indietro, che errore!

Il consiglio comunale prossimo si riunirà mercoledì 21 ottobre. Al Sindaco e alla Giunta, come già detto pubblicamente, rinnovo i miei auguri per un buon lavoro nell’interesse della città.

Rimango purtroppo basito, però, nel leggere interviste, interrogazioni e comunicati che non danno un’idea chiara del progetto che hanno in mente il Sindaco Olivetti e la sua coalizione di destra per la nostra Senigallia. Leggo, ad esempio, che il Sindaco (ma non esiste un assessore ai lavori pubblici e viabilità?), tra le sue priorità, ha disposto agli uffici di verificare la possibilità di ripristinare il doppio senso di marcia in Lungomare Da Vinci. Non sa il Sindaco, oppure non ha verificato, che l’eventuale ripristino del doppio senso (sempre se possibile, da verificare con nuovo codice della strada) equivarrebbe a togliere almeno il 30-40% di parcheggi dal lato monte? Un’operazione spot, gestita e ordinata politicamente da uno dei tanti comitati “contro” che è totalmente disorganica rispetto a una città turistica e aperta all’accoglienza come la nostra. Un’idea alternativa, a nostro avviso, potrebbe essere quella di dare disposizione agli uffici di verificare se esiste un luogo idoneo per un nuovo sottopassaggio in entrata/uscita da collocare in una zona strategica di quel tratto di lungomare, che possa essere di aiuto sia ai cittadini della zona sia alle attività e ai turisti. Un’interlocuzione con le FFSS e uno studio su questo tema sarebbero certamente più auspicabili piuttosto che tornare indietro in maniera a dir poco superficiale e azzardata. Lasciare il senso unico tenendo conto delle esigenze dei cittadini, invece, oltre che rendere la zona più sicura porrebbe Senigallia all’interno di quelle mete italiane ed europee che valorizzano le proprie infrastrutture al servizio dei turisti e dei residenti.