PROGRAMMA DI GOVERNO DELLA CITTÀ 2026-2031
COALIZIONE DI CENTROSINISTRA
PRESENTI PER IL FUTURO DI TUTTI
I primi vent’anni del nuovo secolo hanno rappresentato per Senigallia una stagione di trasformazioni senza precedenti, un’epoca in cui il governo delle forze progressiste, laiche, cattoliche e dei movimenti civici ha saputo anticipare le grandi sfide contemporanee con una visione coraggiosa e innovativa. Grazie a quella lungimiranza, la nostra città è diventata un modello di buon governo riconosciuto a livello regionale e nazionale, fondato sull’equità sociale, sulla rigenerazione urbana e su un’offerta culturale di altissimo profilo capace di attrarre talenti e investimenti. Tra le principali opere pensate: via Carducci, la pedonalizzazione del Foro Annonario, Piazza del Duca, la Complanare, solo per citarne alcune.
Il “Modello Senigallia” non è nato per caso, ma è stato il frutto di scelte chiare e di una programmazione che ha voluto mettere il bene collettivo e la tutela del territorio davanti alle ambizioni di parte, lasciando in eredità le basi progettuali, le infrastrutture strategiche e un sistema di servizi alla persona su cui la comunità poggia ancora oggi la propria sicurezza e la propria identità.
Purtroppo, questo straordinario percorso di crescita è stato bruscamente frenato da una gestione di centrodestra che negli ultimi cinque anni ha smarrito la rotta, preferendo assecondare logiche di interesse particolare e spinte speculative a discapito di una pianificazione armoniosa, trasparente e partecipata del territorio. Sotto l’Amministrazione Olivetti, abbiamo assistito a un progressivo scivolamento verso l’immobilismo: una paralisi decisionale che ha trasformato il governo della città in una stanca gestione dell’ordinario. Invece di guidare il cambiamento, l’attuale Giunta ha sceltodi restare ferma, limitandosi a capitalizzare l’eredità ricevuta e spegnendo quel dinamismo progettuale che era la linfa vitale della nostra comunità.
L’emblema di questa stasi è sotto gli occhi di tutti: il caso di Ponte Garibaldi è divenuto il simbolo di una gestione incapace di sbloccare i nodi strategici della vita cittadina. Qui, la tanto decantata “filiera istituzionale” tra Comune, Regione e Governo si è rivelata un limite invalicabile: Sindaco e Giunta hanno rinunciato a difendere con la necessaria forza gli interessi di Senigallia nei tavoli che contano e accettando supinamente rinvii inspiegabili.
Gran parte degli interventi pubblici oggi sbandierati – si pensi alla nuova scuola Marchetti – sono stati finanziati dal PNRR o da fondi sovracomunali, ovvero fondi derivanti da una programmazione europea e nazionale che le forze politiche di destra italiane hanno sempre osteggiato e che oggi l’attuale Amministrazione si limita a gestire per pura inerzia amministrativa. Non solo: tali opere sono per lo più un’eredità progettuale del passato, che ha permesso alla Giunta Olivetti di vivere di rendita senza aggiungere alcuna nuova visione, privando così la città di una vera strategia di sviluppo per i prossimi anni.
La nostra sfida è invertire questa rotta prima che sia troppo tardi, puntando su un nuovo modello di vivibilità urbana e territoriale che parta dalla “Città dei 15 minuti”, coniato da Carlos Moreno, professore associato presso l’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne. Vogliamo una Senigallia dove i servizi essenziali siano facilmente accessibili, efficienti e distribuiti capillarmente, affinché ogni cittadino, dal centro storico alla frazione più lontana, possa trovare risposte ai propri bisogni quotidiani a breve distanza da casa. Crediamo in una Senigallia “Città delle tante economie”, dove turismo, innovazione, filiere locali e cultura generino valore 365 giorni l’anno, superando la stagionalità.
Ma Senigallia non può e non deve correre da sola: la nostra visione non si ferma ai confini comunali. È fondamentale riallacciare un rapporto di cooperazione e solidarietà autentica con i comuni delle valli del Misa e del Nevola. Senigallia deve tornare a essere il motore di un territorio unito, capace di gestire insieme i nodi critici legati alla sicurezza ambientale, alla sanità territoriale e alle infrastrutture, valorizzando l’identità delle aree interne come risorsa strategica per l’intera vallata.
Vogliamo una Senigallia che torni a occuparsi dei giovani non come categoria da assistere, ma come soggetti da coinvolgere, scommettendo sul loro talento e sulla loro energia anche per innovare i processi decisionali della cosa pubblica. E vogliamo anche una Senigallia che rimetta al centro i diritti civili e le politiche di genere, oggi drammaticamente cancellate dall’agenda politica.
Vogliamo, insomma, un nuovo Patto di Cittadinanza, uno slancio collettivo dove competenza, passione e trasparenza tornino a essere i pilastri di una comunità aperta, inclusiva e solidale. Siamo pronti a riprendere il filo conduttore che si è spezzato cinque anni fa, per restituire a Senigallia un’Amministrazione in cui davvero ogni cittadino possa orgogliosamente riconoscersi.






