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“La firma della convenzione S.A.P.E. è un atto di programmazione e lungimiranza: Senigallia sarà protagonista, grazie al Sindaco Mangialardi, di una nuova stagione”
Ieri (16/06/2014, ndr) è stata apposta la firma alla convenzione per la creazione del S.A.P.E da parte dei Sindaci coinvolti e della provincia di Ancona. E’ un evento storico per tutta la Regione, oltre che per la Provincia: i primi cittadini di Ancona, Senigallia, Fabriano e Jesi, insieme alla Provincia di Ancona nella persona del Commissario Straordinario Patrizia Casagrande, hanno dato vita al primo vero strumento condiviso di governo del territorio. Con l’istituzione del Servizio Associato Politiche Europee, i comuni della provincia potranno discutere tutti insieme del futuro dell’area vasta. L’ufficio si pone, come obiettivo, quello di attrarre fondi internazionali, europei, ministeriali e regionali su alcune linee di interesse comune: basti pensare all’efficienza energetica. Oppure al sociale, alla sostenibilità ambientale, al turismo. Oppure all’assetto idrogeologico, come sottolineato dal Sindaco Mangialardi durante la conferenza di presentazione del Servizio.
Un ringraziamento e un plauso vanno, in particolare, al Comune di Ancona nelle persone del Sindaco Valeria Mancinelli e dell’Assessore Fabio Fiorillo. Senza la forte volontà politica del comune capoluogo di Regione, questo processo sarebbe stato sicuramente molto più impervio e irto di ostacoli. Insieme agli altri Sindaci, però, in questo momento, un sincero e quanto mai dovuto ringraziamento va fatto al Sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi. Insieme avevamo discusso sin dal 2010 di una delega sulle politiche Europee, ora la stessa trova la piena concretizzazione in questo atto. La lungimiranza della scelta dell’Amministrazione, però, è stata premiata: programmando il futuro, la verità e i risultati politici e amministrativi vengono a galla. Magari non dopo il primo mese o il primo anno, perché per programmare seriamente ci vuole tempo, impegno, competenza e dedizione. E’ iniziata una nuova stagione, e noi ne dobbiamo essere protagonisti.
2014 Firma convenzione SAPE Unione Europea
Cambiamo l’Europa degli Enti Locali: se ci sarà l’approvazione del Consiglio Comunale, a giugno partirà il Servizio Associato Politiche Europee (S.A.P.E.)
Dopo un lungo percorso, partito diversi mesi fa e promosso dalla Provincia di Ancona e altri comuni della zona (Jesi e Fabriano, con Ancona nel ruolo di capofila), la Giunta ha approfondito e approvato la pratica relativa all’approvazione di uno schema di Convenzione (Senigallia, Ancona, Jesi, Fabriano, Provincia di Ancona) per la costituzione e gestione del Servizio Associato Politiche Europee (S.A.P.E.).
Avere messo d’accordo quattro municipalità con culture, persone, rapporti ed esperienze politiche diverse, è per noi motivo di grande orgoglio. Come consigliere delegato alle questioni attinenti all’Unione Europea, ritengo questo un passaggio fondamentale per costruire le nostre politiche europee nei prossimi anni. Un particolare ringraziamento va al Comune di Ancona e alla Provincia, che metteranno a disposizione risorse e conoscenze dedicate all’obiettivo.Il S.A.P.E., che sarà attivo dopo l’approvazione in Commissione e Consiglio Comunale da parte dei quattro comuni, avrà tra le sue funzioni quella di studio e analisi delle opportunità di finanziamento sui Fondi Strutturali 2014-2020, con un focus particolare su cultura, turismo, innovazione, energia, ambiente, sociale, mobilità sostenibile e altri settori strategici delle politiche pubbliche.
Una struttura che sarà praticamente a costo zero da un punto di vista dei costi e delle spese, che saranno rendicontati annualmente insieme ad una valutazione qualitativa e quantitativa degli obiettivi prefissati. Nessuna spesa inutile, solo investimenti –pochi ed oculati- per il futuro. Le potenzialità di questa struttura, composta da dipendenti delle singole amministrazioni che lavoreranno in sinergia tra loro, sta nell’elaborare e realizzare progetti comuni che, potendo contare su una massa critica più vasta, possano con maggiori probabilità di successo intercettare risorse pubbliche derivanti dai bandi europei. Inoltre, al S.A.P.E. competeranno altri ruoli, tra cui il fundraising per i servizi alla collettività; la gestione di progetti, finanziamenti e partenariati comunitari (assistenza tecnica ed amministrativa, rendicontazione di progetti finanziati, monitoraggio e valutazione); la funzione di supporto tecnico ad una stazione appaltante nel caso in cui il contributo erogato dai bandi preveda l’attivazione di una specifica gara.
Questa è la risposta a chi fa della demagogia e del populismo le proprie armi di campagna elettorale. L’Europa va cambiata, non possiamo sopravvivere con le politiche di austerità e rigore imposte dai soliti noti. D’altro canto, distruggere è sempre più facile che costruire. Rispondendo alle parole con i fatti, questo strumento ci permetterà di immaginare il futuro dell’area vasta e di Senigallia, una città da sempre a forte vocazione europea. Come dimostrano, in caso non bastassero le parole, la Rotonda a Mare e la Biblioteca Antonelliana, ristrutturate con fondi europei e fiori all’occhiello della nostra città.
”La Google tax rappresenta il provincialismo e la cecità della nostra classe dirigente: evitiamo di mandare a Bruxelles i ”trombati” e affrontiamo il tema in quella sede”
Tra gli emendamenti presentati all’interno della legge di stabilità 2014, ho potuto notare come si stia provando ad affrontare una tematica molto importante, legata al web e all’e-commerce.

Google, Facebook, Yahoo, Linkedin, eBay e molti altri sono sotto l’occhio del fisco italiano, poiché dichiarano spesso i propri redditi in Paesi che hanno un regime fiscale molto più vantaggioso del nostro (Irlanda e Lussemburgo in primis). Il Governo e diversi deputati hanno deciso di affrontare la questione facendo venire questi colossi del web allo scoperto, e costringendoli ad aprire una partita IVA italiana per continuare a offrire servizi web nel nostro Paese.
Come delegato alle questioni europee e occupandomi spesso di temi legati al web e all’agenda digitale, vorrei fare alcune precisazioni su questo soggetto così importante.
Le motivazioni alla base di questa scelta sono sicuramente condivisibili, perché spesso le multinazionali cercano di aggirare la fiscalità locale per fatturare e pagare tasse dove è più vantaggioso. Perciò, concordo con le ragioni di fondo di questo emendamento.
Quello che trovo illogico, incoerente, inefficace, è il metodo con il quale si vuole far pagare queste società: facendo aprire una partita IVA italiana a Google, pensiamo di avere ottenuto qualcosa? Di sicuro vedremo la nostra reputazione europea compromessa, ancora di più. Visto che una tassa del genere è palesemente illegittima da un punto di vista del diritto comunitario, in quanto lesiva della concorrenza.
Avremmo potuto dire: “Per questo tipo di aziende scegliamo di abbassare la tassazione al livello di Irlanda e Lussemburgo”, divenendo noi stessi attrattivi per degli investimenti esteri. E invece no, non vediamo il contesto nel suo complesso e non capiamo che l’Italia è solamente la minima parte di un mercato globale nel quale non siamo più competitivi, oramai, perché governati da una classe dirigente provinciale e cieca nelle proprie scelte.
Oltre che illegittima, infatti, questa tassa sarebbe anche estremamente dannosa, perché con il comma 1 dell’emendamento (“1. I soggetti passivi che intendano acquistare servizi on line sia come commercio elettronico diretto che indiretto, anche attraverso centri media ed operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita IVA italiana”) tutte le aziende –non solo le multinazionali, ma anche piccole start up- sarebbero obbligate ad aprire partita IVA in Italia, con la burocrazia e i costi a essa connessi. Una vera e propria barriera all’ingresso.
Un tema così importante va affrontato a livello europeo, come andrebbe affrontato a livello europeo lo spinoso argomento dell’armonizzazione fiscale. In tutti gli Stati membri dell’Unione Europea le tasse sul lavoro, sul profitto, l’IVA, dovrebbero essere uguali: solo in questo modo si costruisce una vera Unione Europea, che sappia far pagare il giusto prezzo a quelle multinazionali che oggi si prendono gioco di noi.
Purtroppo, a parte rari casi, i nostri eurodeputati non prendono posizione e non incidono in alcun modo sulla legislazione comunitaria e sui lavori del Parlamento Europeo.
Forse sarà il caso, a maggio 2014, con le elezioni europee in vista, di avere una delegazione italiana che sia presente, unita, competente e vogliosa di costruire un’Europa dei cittadini. E che, magari, non sia composta da “trombati” a da politici di lungo corso che devono svernare a Bruxelles.
Sosteniamo Pittella come segretario del PD: ripartiamo dall’Europa, dai territori e dal merito
Ieri sera (10 ottobre ndr) abbiamo avuto il piacere di ospitare uno dei quattro candidati alla segreteria nazionale del Partito Democratico, il vice-presidente del Parlamento Europeo On.Gianni Pittella. E’ stato un incontro breve e informale, di circa mezz’ora, ma molto intenso. In trenta minuti di discussione, abbiamo parlato per la metà del tempo di argomenti di interesse europeo. Per noi questa è una svolta da un punto di vista culturale, perché con la candidatura dell’on.Pittella si prende atto che le tematiche più importanti per il Paese vanno affrontate alla fonte, ovvero a Bruxelles.
Da sempre siamo convinti che al primo posto dell’agenda politica del Paese ci debba essere l’Europa: una Europa diversa, federale, legata ai territori da un Parlamento Europeo che possa essere camera legislativa; che possa eleggere direttamente il Presidente del Consiglio dell’UE; che abbia un Ministro Europeo per gli Affari Esteri.
Una Europa che non parli solo di austerità ma sappia guardare oltre, capendo che bisogna rivedere il Patto di Stabilità e Crescita e le sue assurde regole. Una Europa non più germano-centrica, ma che sia patrimonio politico e culturale di tutti e 28 gli Stati membri. Questo taglio viene accentuato e messo in risalto dall’on.Pittella, che essendo vice-presidente del Parlamento Europeo (prima carica politica per importanza, tra gli italiani all’estero) riesce a comunicare perfettamente quali siano le priorità politiche del Partito Democratico.
Sosteniamo la candidatura di Gianni Pittella perché sosteniamo una idea, e non una singola persona. Vogliamo proporre qualcosa di nuovo e non essere antagonisti di un modello vecchio e obsoleto. Sarebbe troppo semplice schierarsi contro un modo di fare politica. A nostro avviso, invece, chiunque vinca le primarie deve essere sostenuto con forza da tutto il resto del Partito e del centro-sinistra. E non creare ulteriori spaccature basate su tristi questioni personali che interessano poco agli elettori e al Paese.
L’importanza e il passaggio culturale di proporre qualcosa di nuovo, nei metodi e nelle persone, devono essere un altro punto sul quale costruire un nuovo Partito. A partire dai congressi di circolo, provinciali, regionali per poi arrivare alle candidature nazionali.
Per questo motivo crediamo in una Europa diversa, basata sui territori e sul merito. E per questo motivo sosterremo la candidatura dell’on.Gianni Pittella. E speriamo che in tanti ci possano contattare per dare un contributo…perché la squadra è più importante del singolo.
Jacopo Francesco Falà – Segretario PD Chiaravalle (AN)
Alessandro Pieroni – iscritto PD Falconara Marittima (AN)
Dario Romano
”Bene la patente a punti per i locali, ma ci vuole un cambio di mentalità tra i giovani”
In questi giorni ho assistito alla ripresa di un dibattito che coinvolge diverse categorie economiche della città: la licenza a punti per i locali che somministrano bevande alcooliche.
Su questo punto ho avuto modo di confrontarmi, l’anno scorso oramai, con diversi proprietari e gestori di locali. Ho incontrato il comitato dei locali del centro storico e mi sono confrontato con alcune associazioni di categoria. In passato ho anche avuto modo di presentare una interrogazione scritta per quanto riguarda la questione della musica e dei decibel. Mi trovo d’accordo con le dichiarazioni di Francesco Zoppini, portavoce dei locali del centro storico e, in particolare, di Giacomo Cicconi Massi della Confartigianato.
Sostenere la licenza a punti nei locali deve essere un primo passo per “alzare l’asticella” dei servizi offerti dai locali, in questo caso del centro storico. A mio parere, però, il discorso va esteso al Lungomare, che d’estate vive delle stesse problematiche –amplificate- del centro storico in autunno e inverno. E’ chiaro che il Comune, con questa licenza, potrà inserire sanzioni per quei locali che non rispettano le norme; dall’altro lato, però, l’amministrazione potrà prevedere meccanismi premiali per chi si “comporta bene”.
Il passaggio e l’approvazione di questa licenza dovrebbe avere un obiettivo educativo in primis. Sia per i locali che, soprattutto, per i ragazzi che frequentano questi locali. Spesso il sabato sera mi trovo in giro e vedo, in alcuni casi, situazioni che si spingono ben oltre il semplice eccesso o il bicchiere di troppo. Nessuno ha in mente di re-inserire il proibizionismo, non compete di certo a noi e non mi trova per niente d’accordo. E’ impensabile però che ogni sabato sera ci siano atti vandalici nei confronti dei beni pubblici o privati.
La voglia di divertirsi e di passare una serata spensierata non può coincidere con questo tipo di situazioni, anche perché dopo siamo stessi noi giovani che ci lamentiamo dei troppi controlli delle forze dell’ordine, delle misure restrittive, delle ordinanze e delle norme che tendono a reprimere questi atteggiamenti.
Cerchiamo di alzare anche noi l’asticella: mettiamo “in difficoltà” chi vorrebbe una città silenziata, senza eventi, senza musica e senza locali. Basta comportarsi in maniera civile, rispettando i beni pubblici e quelli privati, divertendosi in maniera sana.
2013 Riduzione orari biblioteca
Interrogazione scritta – Orari estivi 2013 della Biblioteca Comunale Antonelliana
Interrogazione scritta – Orari estivi 2013 della Biblioteca Comunale Antonelliana
Premesso che dal 1 giugno è in vigore il nuovo orario estivo di apertura della biblioteca comunale e dei relativi servizi
Premesso che, rispetto all’orario invernale, per quanto riguarda l’apertura al pubblico c’è una minore copertura degli orari da parte del personale
Premesso che questo si traduce in una mancata apertura al pubblico nei pomeriggi di lunedì e venerdì e nella giornata di sabato
Considerato che la biblioteca comunale, dopo lo spostamento della sede dai Portici Ercolani al Foro Annonario e i relativi lavori di ristrutturazione, è diventato uno dei fiori all’occhiello di tutta la Regione
Considerato che, negli scorsi anni, sono stati anche effettuati importanti investimenti come l’aria condizionata all’interno della struttura
Tutto ciò premesso, il sottoscritto interroga l’assessore alla Cultura, Stefano Schiavoni, per conoscere quali iniziative intende intraprendere l’Amministrazione nei confronti di questa situazione. In particolare, conoscendo la situazione relativa alla carenza di personale, chiede se sia possibile riorganizzare il servizio da un punto di vista delle risorse umane in modo da recuperare quantomeno l’apertura nei pomeriggi di lunedì e venerdì, compatibilmente alle disponibilità economiche dell’Ente.
Si richiede tempestiva risposta scritta.
Romano: “Basta con le lobby, basta coi politici “parcheggiati” a Bruxelles, più potere e decisioni ai cittadini: questa è l’Europa che vogliamo”
In occasione del 9 maggio, Festa dell’Europa, è necessario fare alcuni ragionamenti sullo stato dell’Unione Europea.
Penso a questi ultimi anni dove l’UE è stata vista da molti cittadini come un limite e non come un’opportunità. Il tutto è stato causato, in larga parte, da una disinformazione diffusa che ha creato dei veri e propri pregiudizi nei confronti dell’architettura istituzionale europea.
E’ vero, questa Unione Europea ha molte limitazioni: abbiamo una Banca Centrale Europea che decide la politica monetaria dell’area €, ma non abbiamo una politica fiscale comune. Non esiste politica monetaria senza quella fiscale, purtroppo: se viene a mancare uno di questi due pilastri coordinati, vengono a crearsi situazioni di crisi come quella che stiamo vivendo e che sta mettendo i cittadini europei a dura prova.
Non c’è una sola persona che parla, quando parliamo di UE: abbiamo il presidente del Parlamento Europeo, quello della Commissione e infine quello del Consiglio. Purtroppo, ci sono delle contraddizioni che si sono venute a creare nel corso degli anni a causa delle difficoltà dei singoli Stati membri a cedere la propria sovranità su alcuni temi, come ad esempio la fiscalità.
Se pensiamo, poi, agli eurodeputati italiani che si sono susseguiti negli anni, nell’immaginario collettivo dei cittadini chi viene mandato a Bruxelles o è un “trombato” oppure un personaggio politicamente scomodo, che deve essere parcheggiato in Belgio per cinque anni. Questo è un ragionamento che va cambiato alla radice, non possiamo più permetterci di avere deputati inattivi o incompetenti, soprattutto al Parlamento Europeo. E’ quella la sede che avrà sempre un maggior peso nei prossimi anni, volenti o nolenti, e dobbiamo capire quanto sia fondamentale avere una delegazione di deputati che sia pronta a tradurre le esigenze dei cittadini italiani in atti di emanazione europea.
Vorrei ricordare che l’Unione Europea, in questi anni, ha portato un grande valore aggiunto anche al Comune di Senigallia: basti pensare alla Biblioteca Comunale e alla Rotonda a mare, due edifici simbolo della nostra città. Sono stati recuperati grazie a fondi europei, e sono la prova lampante che l’Unione Europea non è da buttare via, anzi. C’è da spingere sull’acceleratore, c’è bisogno che i cittadini si interessino sempre di più delle questioni europee di interesse comune. Dall’altra parte, invece, c’è un impellente bisogno di delegare ancora più poteri al Parlamento Europeo, e quindi ai cittadini. O si fa l’Europa sul serio o si affonda tutti insieme, e non ci sarà una seconda possibilità: lo capiscano tutte le forze politiche, invece di pensare a come spartirsi le poltrone delle commissioni parlamentari.
Romano: “La situazione sui depositi di stoccaggio è arrivata a Roma, grazie all’on.Lodolini: Clini dica cosa intende fare il Governo”
Circa un anno fa ho avuto modo di scoprire che, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, era stata depositata una istanza di licenza di esplorazione del sottosuolo per lo stoccaggio di biossido di carbonio al largo delle coste senigalliesi. Tra le richieste che pervengono ogni giorno al Ministero, quella sullo stoccaggio di CO2 era e continua ad essere l’unica in tutta Italia.

Non ho esitato un secondo ad informare la cittadinanza e ad interrogare il Sindaco Mangialardi per esprimere le mie preoccupazioni in merito alla questione. Il primo cittadino si è fatto carico dell’interpellanza, chiedendo lumi a suo volta in Regione Marche, all’assessore Donati. Dopo ciò, anche diversi consiglieri regionali si sono interessati e a distanza di poche settimane io e il Sindaco siamo andati a Roma per un informale incontro con la responsabile dell’istruttoria.
Non abbiamo nascosto le nostre preoccupazioni, che tuttora abbiamo perché Senigallia è un comune che basa la propria economia sul turismo e l’eventuale ipotesi di un deposito di stoccaggio al largo delle nostre coste non va di certo nella direzione della sostenibilità ambientale, almeno non come la intendiamo noi.
A questo punto, dopo una interrogazione comunale dell’allora consigliere di Falconara Marittima Emanuele Lodolini, abbiamo portato la questione a Bruxelles, grazie all’eurodeputato Serracchiani. L’onorevole chiedeva alla Commissione Europea se l’eventuale deposito di stoccaggio rispettasse tutti i crismi di sicurezza e salute che vengono citati costantemente nelle direttive dell’Unione Europea. Il Commissario Hedegaard, purtroppo, perse l’occasione di chiarire la vicenda e passò la palla al governo italiano, che per molto tempo ha taciuto.
Ora, con l’avvento del nuovo Parlamento e l’elezione, tra gli altri, dell’on.Lodolini, abbiamo deciso di portare la questione all’attenzione nazionale, soprattutto dopo un terremoto in Emilia che nella sua tragicità ha fatto emergere le numerose lacune ed incertezze derivanti dallo stoccaggio – in quel caso, di metano.
Vorrei ringraziare l’on.Lodolini per l’attenzione che ha dedicato a questa tematica, sin dall’inizio. Seguiremo la situazione giorno per giorno, tenendo sempre a mente che la salute e la sicurezza dei cittadini devono arrivare prima degli interessi economici del singolo.