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Romano: “Orgogliosi del percorso fatto, grazie a chi ha creduto in noi. Buon lavoro a Olivetti”
Il risultato delle elezioni comunali consegna a Massimo Olivetti la riconferma alla guida della città. A lui rivolgo gli auguri di buon lavoro, nell’interesse di tutta Senigallia. Da parte mia resta soprattutto un enorme sentimento di gratitudine. Voglio ringraziare una squadra straordinaria, fatta di candidate e candidati, volontari, amministratori, militanti e cittadini che in questi mesi hanno dato tutto, con passione, serietà e spirito di comunità.
Un ringraziamento sentito va alle liste che mi hanno sostenuto — Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Onda Civica e Progetto Senigallia Riformista — per il loro leale e forte sostegno. Abbiamo affrontato questa campagna elettorale con coesione e generosità, costruendo un centrosinistra unito, credibile e vicino alle persone.
Credo sinceramente che più di così fosse difficile fare. In questi anni la pelle della città è cambiata profondamente: l’enorme mole di risorse e investimenti arrivati sul territorio ha inevitabilmente inciso sul consenso verso l’amministrazione uscente. Noi abbiamo provato fino all’ultimo a portare una visione diversa di Senigallia, fondata sull’equità, sull’ascolto e sulla partecipazione.
Ringrazio tutte le cittadine e i cittadini che ci hanno sostenuto, ma anche chi ha scelto altre strade. La politica ha senso soltanto se riesce a tenere insieme una comunità, anche nelle differenze.
Continueremo a fare la nostra parte con responsabilità, amore per Senigallia e rispetto per le istituzioni, come fatto in questi anni.
Senigallia, 25/05/2026
Dario Romano chiude la campagna elettorale con una grande festa in piazza: ospite speciale l’attore Andrea Rivera
Si terrà venerdì 22 maggio, alle ore 18:30 in piazza Roma, il comizio di chiusura della campagna elettorale di Dario Romano. L’evento rappresenterà il momento conclusivo di un intenso percorso di ascolto e confronto con la cittadinanza, durante il quale sono state illustrate le proposte programmatiche per una visione del futuro progressista e solidale.
La serata vedrà la partecipazione straordinaria dell’attore e noto volto televisivo Andrea Rivera, che porterà il suo contributo artistico a sostegno della candidatura e della coalizione.
“Ringrazio tutti coloro che in questi mesi mi sono stati a fianco – dichiara Romano – e, soprattutto, coloro che hanno voluto confrontarsi con me sulle proposte del nostro programma e sul futuro della città. È stato un viaggio entusiasmante, che mi ha permesso di incontrare e dialogare con tantissimi cittadini, imprese, realtà associative del mondo del lavoro e dell’impresa, del sociale, della cultura, dell’ambientalismo e dello sport. Donne e uomini che meritano di più del grigiore che è stato loro offerto in questi ultimi quasi sei anni di amministrazione. Anche per questo, il voto di domenica e lunedì sarà un vero e proprio referendum tra due visioni antitetiche di città: quella di Olivetti, ovvero la città dell’immobilismo, della subalternità ai partiti della destra marchigiana e nazionale, dei privilegi e della tutela degli interessi particolari a discapito della comunità; e la nostra, quella di una città che non lascia indietro nessuno, che offre ai giovani la reale opportunità di essere protagonisti della vita pubblica, che mira a un autentico rilancio delle frazioni e che investe nell’innovazione urbanistica per migliorare la qualità della vita”.
Al termine del comizio, la serata proseguirà in piazza del Duca con l’aperitivo nel locale “Al secchilello”, un momento conviviale per salutarsi e guardare con fiducia all’imminente appuntamento elettorale.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
Senigallia, 21/05/2026
Romano: “Da FDI un attacco personale su un tirocinio universitario di 18 anni fa. Io parlo di Senigallia, loro provano a spostare l’attenzione”
Ho letto con un certo stupore l’attacco che Fratelli d’Italia ha deciso di dedicarmi a due giorni dal voto. La vicenda è molto semplice, e non è neanche un segreto.
Diciotto anni fa, quando ero uno studente dell’Università Politecnica delle Marche, ho svolto un tirocinio curricolare al Parlamento Europeo attraverso un progetto formativo dell’università previsto dal piano di studi.
Il tutor del tirocinio, scelto dall’Università e non da me, era assegnato per un eurodeputato di destra, anzi di estrema destra. In quel contesto, ho svolto il periodo di stage previsto dal percorso accademico e prolungatosi fino a giugno 2009. Tutto qui.
Era un tirocinio universitario, di 18 anni fa, con un percorso definito e non certo scelto liberamente dagli studenti. Chi parla di “scelta politica”, semplicemente, mente.
Chi mi conosce da allora sa benissimo quale fosse già la mia collocazione politica, culturale e ideale, e lo sapevano anche in quel contesto. Avevo, e ho, valori democratici, progressisti, antifascisti, europeisti. E diciamolo chiaramente, lo sa benissimo anche chi oggi in Fratelli d’Italia mette tutto questo in dubbio, in fondo non ci credono neanche loro.
Per questo trovo abbastanza curioso che Fratelli d’Italia, invece di spiegare ai cittadini cosa vuole fare per Senigallia, scelga di costruire un caso su un tirocinio universitario di diciotto anni fa, e trovo ancora più curioso che lo faccia mentre il candidato sindaco Olivetti continua a tacere su questioni molto più concrete e molto più attuali, a partire dalle sue assenze su 14 delibere urbanistiche. Su questo sì che i cittadini avrebbero diritto a una risposta.
Il punto è che a due giorni dal voto, quando non si hanno argomenti sul presente e sul futuro della città, si prova a parlare d’altro. Il comunicato di Malerba conferma una cosa molto semplice: Olivetti di civico ha ormai ben poco. Rappresenta la solita destra pienamente politica, nervosa, in difficoltà, pronta a tutto pur di restare al potere. Questa è davvero la classe dirigente di cui l’attuale sindaco vorrebbe circondarsi per governare Senigallia? Davvero vogliamo permettere ai vari Malerba di prendere il timone dell’Amministrazione per altri cinque anni?
Io continuerò a fare esattamente il contrario. Continuerò a parlare di Senigallia, dei suoi problemi, delle sue possibilità, della necessità di voltare pagina dopo cinque anni di amministrazione debole, isolata e prigioniera della destra.
Se volete parlare di Senigallia, ci vediamo in città in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Se invece volete parlare dei miei tirocini, anche in questo caso potete parlarne con me, tanto non ho niente da nascondere, ma temo sia un argomento molto meno interessante.
Senigallia, 21/05/2026
Bersani a Seigallia per Dario Romano: “Dialoghi per il futuro” tra esperienza e nuove generazioni
Romano: “Per noi i giovani non sono un semplice slogan, ma il criterio di ogni decisione pubblica. Introduciamo lo youth check e il bilancio intergenerazionale”
Mettere i giovani al centro non è per noi una formula retorica, ma un impegno concreto: da oggi valuteremo ogni decisione pubblica — dall’urbanistica al bilancio — in base all’impatto che avrà su chi abiterà Senigallia domani. Vogliamo che la nostra città torni a essere un luogo dove un giovane possa costruire il proprio percorso professionale e di vita con autonomia, senza essere costretto a cercare altrove le proprie opportunità.
Per questo, la nostra azione si fonda su una ‘Youth perspective’ operativa: una prospettiva giovane che dovrà orientare ogni policy municipale, promuovendo il dialogo, l’equità intergenerazionale e la piena emancipazione dei cittadini under 35. Non ci interessano gli interventi spot. Servono strumenti strutturali.
Introdurremo la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), il nostro ‘youth check’: ogni settore comunale dovrà verificare sistematicamente se le proprie delibere e i propri investimenti favoriscono concretamente il percorso dei giovani tra i 14 e i 35 anni. Un monitoraggio basato sui dati che ci permetterà di correggere in itinere le scelte che rischiano di allargare il divario tra generazioni.
Parallelamente, adotteremo il bilancio intergenerazionale. Supereremo la logica della contabilità annuale per misurare come le risorse allocate oggi si traducano in opportunità per domani. Questo strumento obbligherà assessori e dirigenti a interrogarsi costantemente sul reale potenziale dei progetti in aree chiave come educazione, lavoro, inclusione abitativa e benessere psicofisico.
Su questa base, costruiremo una cultura diffusa che non si limiti ai grandi eventi del centro storico, ma diventi motore di lavoro e produzione nei quartieri. Avvieremo un censimento degli immobili pubblici inutilizzati per trasformarli, tramite co-progettazione, in presìdi creativi e sociali gestiti da under 30, startup e giovani professionisti. Realizzeremo una rete capillare di spazi per co-working, studio condiviso e sale prove a costi accessibili, e rigenereremo le piazze di quartieri e frazioni, restituendole a eventi culturali di qualità pensati direttamente dalle energie locali. Le biblioteche, potenziate con connettività ad alte prestazioni e orari estesi, saranno il cuore della socialità studentesca: oltre allo studio, ospiteranno teatro, audiovisivo e nuove forme di aggregazione videoludica, riportando il tempo libero in una dimensione collettiva e intergenerazionale.
Il futuro non si aspetta, si progetta. Con questi strumenti, basati sull’evidenza e sulla responsabilità verso le prossime generazioni, Senigallia potrà tornare a essere una città in cui crescere, costruire e restare.
Senigallia, 21/05/2026
Nuovo Ponte Garibaldi, Dario Romano: “Il Tar si è pronunciato, ma la nostra visione politica rimane ferma: servono soluzioni diverse per Senigallia”
Nonostante l’odierna sentenza del Tar Marche, la nostra posizione politica riguardo alla costruzione del nuovo Ponte Garibaldi non muta di una virgola. Le aule giudiziarie valutano la conformità amministrativa degli atti, ma la politica deve avere una visione più ampia e lungimirante, che è esattamente ciò che è mancato all’attuale Amministrazione.
Sin dall’inizio abbiamo espresso forti perplessità su quest’opera: restiamo convinti che quel ponte, così come è stato concepito, non rappresenti la risposta adeguata alle esigenze della nostra città. La nostra opposizione nasce dalla necessità di garantire la sicurezza in primis, ma anche la tutela della bellezza del centro storico di Senigallia e una viabilità non compromessa; la bellezza, oltre a essere un punto irrinunciabile per la qualità della vita dei residenti, è essenziale per l’attrattività verso i turisti e i visitatori, e rappresenta quindi un pilastro strategico per l’economia cittadina. La gestione della viabilità ha bisogno di tutt’altro approccio, è necessario pretendere uno studio sulla zona.
Questo progetto senza anima, calato dall’alto dalla Regione Marche, finisce per ipotecare pesantemente il futuro delle prossime generazioni. Se per il candidato sindaco di centrodestra ciò non rappresenta un problema, per noi lo è eccome. La questione fondamentale non è solo se l’intervento sia tecnicamente legittimo, ma cosa resti alla città una volta terminato il cantiere.
La sentenza di oggi non risolve il problema politico: la città merita di più di una soluzione standardizzata. Per questo, il voto di domenica e lunedì sarà anche un referendum sul nuovo Ponte Garibaldi: chi ci darà fiducia può stare certo che continueremo a batterci con coerenza per una soluzione adeguata ai bisogni di Senigallia e per un modello di città che metta al primo posto il benessere dei cittadini e la tutela del nostro territorio.
Dario Romano
Candidato sindaco del centrosinistra
Romano: “Piano del Verde e Urbanistica dell’Ombra per rigenerare centro e frazioni”
Il verde urbano non è un mero arredo, ma un patrimonio vivo dotato della stessa dignità dei beni storici e archeologici della città. La nostra visione per Senigallia mette al centro il Piano del Verde Urbano, uno strumento multidisciplinare che vedrà la collaborazione costante tra agronomi, paesaggisti e architetti per superare definitivamente l’epoca dell’improvvisazione e delle potature selvagge.
Vogliamo introdurre l’Urbanistica dell’Ombra, ispirandoci alle migliori pratiche europee per il contrasto ai cambiamenti climatici: un progetto basato su de-cementificazione, asfalti drenanti chiari e creazione di isole di frescura diffuse, dal centro storico fino ai borghi, per rigenerare il microclima e proteggere i cittadini dalle ondate di calore. In questo quadro, la riqualificazione dei viali cittadini mirerà a risolvere il conflitto tra radici e marciapiedi, garantendo la sicurezza pubblica e la salute delle piante.
Questa visione si traduce in un impegno concreto per ricucire il rapporto tra città e natura, andando oltre la semplice manutenzione. Istituiremo il catasto degli alberi e il bilancio di fine mandato per garantire la messa a dimora di un albero per ogni nuovo nato, ma soprattutto progetteremo corridoi ecologici lungo il Misa e il Nevola. Qui, la vegetazione naturale deve tornare a essere un’alleata preziosa per la regimazione delle acque, superando la logica della desertificazione degli argini. Allo stesso modo, difenderemo il litorale come un ecosistema vivo, preservando le dune residue da infrastrutture poco studiate che ne minano la stabilità, e valorizzeremo i nostri tesori naturali, dalle oasi di San Gaudenzio e della Selva di Montedoro fino al sostegno a progetti come “Bosco Mio” per la protezione degli insetti impollinatori.
La nostra idea di città rivendica il verde come servizio di prossimità per tutto il territorio, rompendo l’isolamento delle periferie. Nelle frazioni, il verde deve smettere di essere percepito come “campagna incolta” ai margini delle strade e diventare risorsa vissuta: parchi di quartiere, piazze alberate e spazi sportivi curati. Chi vive fuori dal centro ha lo stesso diritto all’ombra, al decoro e a luoghi di aggregazione salubri. Attraverso la valorizzazione del cosiddetto terzo paesaggio, recupereremo gli spazi abbandonati o trascurati dei borghi, trasformandoli in luoghi di socialità e in “aule all’aperto” per l’educazione ambientale nelle scuole, garantendo pari dignità a ogni cittadino.
Infine, sosterremo l’agricoltura biologica e gli agricoltori nel loro ruolo di tutori del paesaggio: la cura di siepi e fossi nelle aree rurali rappresenta il primo, vero argine contro il dissesto idrogeologico. Questa pianificazione scientifica è oggi necessaria per rimediare all’evidente incuria dell’amministrazione comunale che, abbandonando la manutenzione ordinaria, ha arrecato un grave danno al decoro e all’immagine di Senigallia. È tempo di invertire la rotta e restituire ai senigalliesi una città che torni a respirare, investendo sulla bellezza come motore di benessere.
Senigallia, 13/05/2026
Biblioteca Antonelliana, Romano: “Sarà una Piazza Coperta gestita insieme ai cittadini. Spazio alla partecipazione e alla memoria attiva”
La Biblioteca Antonelliana deve tornare a essere il cuore pulsante della nostra città, un luogo vivo dove i giovani possano sentirsi accolti, studiare e produrre cultura. Oggi purtroppo la realtà è un’altra: i cittadini e gli studenti segnalano disservizi che spesso rendono difficile vivere pienamente gli spazi interni. Ciò dimostra che è venuto a mancare il dialogo, soprattutto con le nuove generazioni. L’Antonelliana, che a partire dal 2000 le amministrazioni di centrosinistra hanno riqualificato e rilanciato, con la giunta Olivetti è entrata in una fase di progressivo declino che va assolutamente arrestato. Le promesse dell’attuale vicesindaco sono tardive e poco credibili: gli investimenti necessari andavano fatti nel corso dell’ultimo quinquennio, non annunciati a ridosso del voto.
Nel nostro programma, la Biblioteca Antonelliana si trasforma in una ‘Piazza Coperta’. Immagino un centro di aggregazione sociale potenziato, arricchito da una caffetteria culturale e da una gestione realmente partecipata grazie all’istituzione di un ‘Consiglio dei lettori’. Non sarà un organo consultivo di facciata, ma un gruppo di lavoro con potere di proposta diretta sul calendario degli eventi e sulla scelta dei nuovi volumi. La cultura non deve restare chiusa in un palazzo, ma contaminare tutto il territorio comunale.
Ma vogliamo anche che la Biblioteca diventi il fulcro della memoria storica della nostra comunità. Una memoria attiva, però, che non serve solo a celebrare il passato, ma a conoscere chi siamo per agire sul presente. Per questo, ricorrendo alle risorse umane che l’Amministrazione ha già oggi a disposizione, organizzeremo un Ufficio Bandi per la Memoria: una task-force comunale dedicata a intercettare finanziamenti nazionali ed europei per ordinare e digitalizzare un patrimonio archivistico oggi troppo frammentato. Abbiamo il dovere di trasformare la nostra storia in uno strumento di consapevolezza attraverso percorsi di cittadinanza che coinvolgano direttamente le scuole: gli studenti potranno lavorare sui documenti digitalizzati per studiare l’evoluzione della nostra comunità.
Con il progetto per l’Archivio del Lavoro e del Territorio, poi, recupereremo la documentazione delle aree dismesse come l’Ex Sacelit-Italcementi. Sistemare queste carte significa rendere giustizia ai lavoratori e fornire basi certe e scientifiche per le bonifiche e per la rigenerazione urbana di cui Senigallia ha urgente bisogno. Puntiamo a un piano pluriennale di digitalizzazione affinché il sapere sia davvero a portata di clic, trasformando i nostri archivi da depositi polverosi a laboratori aperti per cittadini e studenti. Insomma, restituiremo all’Antonelliana il valore e la funzione sociale che le spettano.
Senigallia, 11/05/2026
Romano: “Gravi le parole del Ministro Mazzi sulla filiera. Io pronto a collaborare con tutti, Senigallia viene prima dei partiti”
Le parole del Ministro Mazzi sulla presunta necessità di sostenere Olivetti e mantenere la “filiera istituzionale” in mano alla destra per il bene di Senigallia sono un vero e proprio ricatto alla democrazia e un’offesa alla dignità dei cittadini. Finalmente, però, si fa chiarezza sull’equivoco del candidato sindaco civico, che in realtà è parte integrante della destra come dimostra la parata di ministri prevista nei prossimi giorni.
E poi, di che “filiera” parla il Ministro Mazzi se, dopo quattro anni di governo Meloni, viene a raccontarci che ancora non hanno trovato una soluzione alle problematiche della direttiva Bolkestein? Per anni la destra ha cavalcato questo tema con demagogia, promettendo risposte immediate, per poi venire oggi a dire che “ci stanno ancora lavorando”. Dov’è il vantaggio della filiera se le nostre imprese balneari restano ancora oggi nel limbo dell’incertezza?
Anche per questo mi ha turbato il silenzio del candidato sindaco di centrodestra di fronte alle gravi parole del Ministro. Da lui mi sarei aspettato più coraggio nel difendere la nostra comunità da un simile ricatto. Invece, ancora una volta, ha confermato di non avere a cuore gli interessi collettivi.
La recita del candidato civico moderato è servita solo per nascondere – va detto, comprensibilmente – certi appoggi che gli arrivano da una destra senigalliese che annovera tra le sue fila adepti di Vannacci pronti a occupare ruoli strategici nella prossima amministrazione comunale.
Io sono pronto a collaborare con governi nazionali e regionali di qualunque orientamento politico, perché la mia priorità assoluta è, e sarà sempre, il bene di Senigallia. Sono pronto a interloquire seriamente con il Ministro Mazzi, nonostante il poco rispetto mostrato da quest’ultimo per la nostra città e per la libertà di voto dei suoi cittadini. Questo significa avere senso delle istituzioni.
Senigallia, 07/05/2026
Romano: “Scuola e cultura al centro del bilancio. Ecco il nostro piano per la Città Educante”
Dobbiamo smettere di considerare l’istruzione e la cultura semplici voci di spesa da far quadrare nel bilancio e farle diventare il motore concreto dello sviluppo cittadino. La nostra proposta è quella di una ‘Città educante’, un modello dove il Comune non si limita a gestire le pratiche burocratiche o la manutenzione, ma assume la regia di un’alleanza che metta in rete scuole, famiglie e terzo settore. In un momento di forte frammentazione sociale, investire sul legame tra queste realtà è l’unico modo per garantire crescita economica e, soprattutto, una reale sicurezza a lungo termine. La vera sicurezza, infatti, si costruisce prevenendo il disagio giovanile e offrendo alternative alla strada: una città che educa i suoi figli è una città intrinsecamente più sicura per tutti.
Per intervenire con efficacia sull’infanzia e l’adolescenza non servono risposte isolate, ma una lettura costante della realtà. Per questo riattiveremo l’Osservatorio sull’Infanzia e l’Adolescenza: non sarà un ufficio per raccogliere statistiche, ma un laboratorio capace di incrociare i dati di scuole e servizi sociali per mappare le povertà educative e i rischi di abbandono scolastico. Conoscere i problemi in tempo reale ci permetterà di spostare le risorse comunali esattamente dove servono, offrendo alle famiglie protocolli d’intervento rapidi per affrontare anche la diffusione dei disturbi dell’apprendimento.
Inoltre, consideriamo l’educazione il primo strumento per abbattere le barriere sociali. In queste settimane di ascolto ho incontrato molti genitori preoccupati, che d’estate si trovano a dover scegliere tra il lavoro e la possibilità di offrire ai propri figli attività stimolanti. È un peso che le famiglie non devono più portare da sole. Partiremo dai nidi comunali con l’obiettivo di una gratuità progressiva per le fasce Isee più basse e trasformeremo i centri estivi in veri percorsi culturali in collaborazione con musei e biblioteche, assicurando sempre il personale specializzato per l’inclusione dei bambini con disabilità. Inoltre, il Comune supporterà le scuole con un ufficio tecnico dedicato per intercettare i fondi europei e finanziare progetti di orientamento ai talenti dei ragazzi.
Infine, vogliamo scuole vive, aperte al quartiere oltre l’orario delle lezioni, specialmente nelle frazioni. Un esempio concreto è il Campus di via d’Aquino, dove intendiamo rimuovere le recinzioni interne per creare un unico grande cortile sicuro dedicato alla socialità. Anche la mensa diventerà un luogo di formazione: portare i prodotti biologici locali a chilometro zero nelle scuole significa sostenere l’economia del nostro territorio e insegnare ai ragazzi che le nostre scelte alimentari impattano sul futuro del pianeta. Educare alla lotta allo spreco significa formare cittadini consapevoli e migliorare, fin da subito, la qualità della nostra convivenza. Questo è solo il primo passo di un percorso che continueremo nei prossimi giorni insieme al mondo della scuola: Senigallia non si governa chiusi nel palazzo, ma camminando insieme a chi la città la vive ogni giorno.
Senigallia, 06/05/2026