Aperitivo al Caffè Ghinelli – Domenica 21 dicembre

Mentre continuiamo il nostro percorso di ascolto nelle frazioni, nei quartieri e nei borghi (stasera alle 21 a Borgo Passera, vi aspettiamo!), vi invito domenica 21 dicembre dalle ore 17:30 al Caffè Ghinelli.
Un’occasione per scambiarci gli auguri di Natale, incontrarci e confrontarci, ascoltare idee e bisogni del territorio, e anche un momento conviviale di autofinanziamento a sostegno di questa campagna elettorale.
Per info e prenotazioni contattare Giovanni o Nathalie ai numeri in locandina entro sabato 20.
La vostra presenza è importante: costruiamo insieme il futuro della nostra città.

Romano e Margiotta: “Ponte sul Cesano ancora chiuso, serve chiarezza e un cronoprogramma certo”

SENIGALLIA – Da Dario Romano, capogruppo del Pd a Senigallia e Giovanni Margiotta dei Giovani Democratici riceviamo:
“Era il 3 dicembre 2024 quando il Sindaco Olivetti si faceva fotografare insieme al presidente della regione Acquaroli e all’assessore Baldelli di fronte al ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, per annunciare la posa dell’ultimo concio.
“Sono passati sette mesi e, nonostante si contasse di inaugurarlo in primavera, il ponte è ancora chiuso senza alcuna prospettiva di prossima apertura. Nello specifico è proprio il versante senigalliese che presenta le maggiori criticità: non solo manca il raccordo con la viabilità già esistente che permetterebbe di aprire il ponte, ma ancor più preoccupante è l’assenza e la mancanza di qualsiasi tipo di progettualità per la pista ciclabile sul lungomare di Ponente. Nonostante l’Amministrazione Olivetti sapesse da quasi cinque anni della realizzazione del ponte e nonostante i numerosi fondi derivanti dal PNRR non si è adoperata per dare seguito al più ampio progetto dello Ciclovia Adriatica che trova nella nostra città, purtroppo, una grave interruzione.
“Oggi torniamo a chiedere chiarezza e impegni concreti: l’Amministrazione Olivetti deve spiegare ai cittadini i motivi di questi ritardi, presentare un cronoprogramma realistico per il completamento delle opere mancanti e assumersi la responsabilità di un progetto che, se ben gestito, potrebbe rappresentare un volano per lo sviluppo del nostro territorio. Non servono più passerelle davanti ai cantieri o annunci sui social: serve lavoro, progettazione e rispetto per la comunità e per le opportunità che rischiamo di perdere”.

Fonte: Qui Senigallia

Romano (PD): “La maggioranza di destra a Senigallia? Un reality show senza copione”

La destra senigalliese si sta sfasciando in diretta. In serie alcuni punti…

  • Forza Italia chiede di togliere le deleghe “sportive” al vice sindaco (ex civico, ora FdI), definendolo ripetutamente inadeguato nel gestire la delega allo sport
  • Sempre Forza Italia si schiera contro il ponte a brugola. Quello che piace tanto a Olivetti, Babini e Acquaroli, per capirci
  • L’assessora ai servizi sociali spara a zero contro il sociale, attaccando l’Unione dei Comuni, un modello virtuoso costruito in anni di buon governo e ora minacciato
  • L’Unione dei Comuni (presieduta dal sindaco di Senigallia Olivetti, ricordiamolo) smentisce l’assessora ai servizi sociali pubblicamente. Cioè, Olivetti sfiducia pubblicamente la sua stessa assessora
  • Il Consigliere Liverani (consigliere al cerimoniale, sì, il consigliere condannato per diffamazione nei confronti di una donna), ex FdI e ora in quota Vannacci, replica all’assessora ai servizi sociali, accusandola di “farneticare” e dichiarando che “fare politica non è da tutti”

Atmosfera serena, direi. Il problema non è la nostra opposizione, però, ma il fatto che non riescono più a reggere il peso della loro stessa incapacità politica. Sono quasi cinque anni che litigano tra loro, ma ora siamo alla resa dei conti. Peccato che a rimetterci siano i cittadini, tra impianti chiusi, servizi che non funzionano, ritardi in procedure e mancanza di risposte a imprese e senigalliesi. Fateci sapere quando avete finito di litigare tra voi. Noi intanto continuiamo a lavorare per il futuro della città, costruendo una coalizione innovativa e coraggiosa con un programma ambizioso e pragmatico allo stesso tempo, che metterà al centro l’attenzione e la cura delle persone.

Fonte: VivereSenigallia

Bilancio: 1,6 milioni per il turismo. E scoppia la bagarre in Consiglio a Senigallia

SENIGALLIA: Aumenta di oltre 1,6 milioni di euro la spesa per il turismo e il Pd sbotta. Ieri pomeriggio in commissione bilancio il sindaco ha illustrato la prima variazione di bilancio che consentirà di utilizzare circa 3,5 milioni di euro del tesoretto da oltre 6 milioni di avanzo non vincolato del bilancio 2024. C’è una voce che subito ha fatto sgranare gli occhi al capogruppo del Pd, Dario Romano.

Il sindaco Olivetti ha annunciato maggiori entrate per 40mila euro di finanziamenti, tra cui i 30mila euro concessi dalla Regione per l’evento con Bobo Vieri che, Iva compresa, costerà 122mila euro.

Maggiori spese invece per 1.605.674 euro «con particolare riguardo alle spese per lo sviluppo e la promozione del turismo». Così recita la delibera presentata ieri in commissione in vista del consiglio del 6 giugno. La promozione turistica di Senigallia, però, è stata trasferita all’Unione dei Comuni, non rientra più nel bilancio comunale. «No, non si tratta di promozione turistica in effetti – precisa il sindaco Olivetti – ma quella voce da oltre 1,6 milioni di euro riguarda tutto quello che noi spendiamo per il turismo e che non comprende solo eventi. Dentro quella somma ci sono i servizi per la sicurezza, i service, le spese per i gemellaggi. Potenzialmente anche le luci di Natale perché ci consentirà una copertura per tutto l’anno».

Romano ha chiesto conto delle cifra dettagliata perché ai commissari non è stato fornito altro. «La mia richiesta di chiarimenti è tesa ad avere tutte le voci di dettaglio – dice Romano -, sono sbalordito dall’aumento della spesa turistica. Questo aumento da cosa deriva? Si ha paura di non superare il milione di presenze e si continua a spendere all’impazzata? Non si può solo vivere di panem et circenses: bisogna dare risposte ai cittadini che hanno necessità di welfare e di servizi. Una variazione che, in attesa di chiarimenti, non condivido e sulla quale esprimo un forte parere negativo».

Fonte: Corriere Adriatico

Intervista a Dario Romano (PD): “Ecco cosa non va a Senigallia. Siamo al lavoro per un progetto politico nuovo”

Nuove sfide elettorali, questioni “aperte” come sanità, ponte Garibaldi e impianti sportivi… Dario Romano, già presidente del Consiglio comunale durante l’amministrazione Mangialardi e attuale capogruppo Pd in Consiglio comunale, fa il punto su alcune tematiche politico-amministrative cittadine.

Ponte Garibaldi è al centro della diatriba politica da mesi. Il PD contesta aspramente il progetto presentato dalla Regione che sostiene però non ci siano altre possibilità progettuali. Qual è la vostra proposta alternativa di ponte?
“Ci sono sicuramente tre tipi di percorsi diversi che si potevano intraprendere: il primo è quello di valutare un ponte coi martinetti. Ho anche scritto al vicecommissario Babini per chiedere dove e quando è stato detto che il ponte coi martinetti non si poteva fare, ma nessun documento o atto mi è stato girato. D’altronde, la norma parla chiaro, il franco idraulico “non può essere ottenuto con il sollevamento del ponte durantela piena”, non prima. La seconda è quella di indire un concorso di progettazione, per valutare possibili opzioni rispettose del paesaggio circostante, oltre che delle normative ovviamente, con una grande attenzione e rispetto al centro storico della prima città turistica della Regione. La terza opzione potrebbe prevedere un ponte ciclopedonale, ma la stessa andrebbe accompagnata chiaramente da un progetto di viabilità diversa, cosa che non è stata nemmeno presa in considerazione con il “ponte a brugola”. In tutto questo, però, assistiamo a una completa mancanza di visione da parte dell’amministrazione comunale, che oltre a subire questo ponte, non ha nemmeno chiesto uno studio sulla viabilità e sull’impatto che una tale opera poteva creare”.

Cosa pensa della sentenza del Tar che ha respinto la richiesta di sospensiva del progetto?
“Penso che le sentenze, di qualunque tipo esse siano, si rispettano. Alle aule di tribunale, personalmente, preferisco il dibattito politico e lo scontro in consiglio comunale, penso conosciate la mia posizione da tempo. Le ragioni del ricorso, però, leggendo i vari articoli, sembrano estremamente fondate, e le strumentalizzazioni attuate dalla struttura commissariale e amministrazione comunale sono state davvero di cattivo gusto. Su questo punto, quindi, chi ne esce male è l’amministrazione comunale e la maggioranza di centrodestra: si è negata la discussione e il dibattito pubblico in ogni modo, così come i momenti di confronto istituzionale. Il Consiglio Grande è stato richiesto dai gruppi di opposizione, mentre di assemblee pubbliche e di consultazioni popolari non se ne è vista neanche l’ombra. Paradossalmente, l’unico sondaggio effettuato è stato proprio quello di Vivere Senigallia, dove su quasi 1.000 rispondenti, solo il 40% circa ha risposto di apprezzare il nuovo progetto o comunque di accettarlo in quanto a norma. Più di sei rispondenti su dieci, invece, vogliono altre opzioni, oppure che si realizzino prima le vasche di espansione oppure ancora un ponte ciclopedonale. Una divisione molto netta che avrebbe fatto fermare qualsiasi amministrazione, ma non la nostra. Insomma, il ricorso, purtroppo, è figlio del mancato dialogo dell’amministrazione comunale (e regionale, ovviamente, con la struttura commissariale) con un pezzo consistente di cittadinanza”.

Ha espresso preoccupazione per la nuova perimetrazione del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) che estende le aree a rischio idrogeologico. Perché?
“Chiunque abbia a cuore la sicurezza dei cittadini, non può non essere preoccupato per questa nuova perimetrazione. Al di là del documento, infatti, inattaccabile da un punto di vista del metodo e della legittimità, questo tipo di impostazione ci fa capire come anche i lavori in somma urgenza non abbiano prodotto gli effetti sperati, in termini di sicurezza. Il primo vero presidio, infatti, sono le vasche di espansione: la città si protegge, infatti, evitando che importanti quantitativi di acqua transitino all’interno degli argini cittadini. Inoltre, serve un approccio di vallata condiviso con gli altri territori per far sì che ognuno faccia la propria parte. La vera sfida, per il futuro, sarà quella di coniugare la fragilità del nostro territorio e lo stato attuale del clima con lo sviluppo economico. Immaginare, infatti, una città totalmente bloccata nel suo sviluppo futuro non aiuta nessuno. Continuiamo su questo a segnalare la mancanza di responsabilità e prospettiva da parte dell’amministrazione comunale che, in questi cinque anni, si è limitata a far partire interventi edilizi assai discutibili sotto tanti punti di vista. L’emergenza abitativa, ad esempio, non si risolve con un approccio da gestione commissariale”.

Senigallia, entrata nel G20 Spiagge, si appresta a vivere un’altra stagione turistica. Come giudica l’offerta turistica e il calendario degli eventi?
“Da quando l’amministrazione si è insediata, in piena continuità con il passato, ha puntato molto sul filone degli eventi. L’ingresso in un contenitore come il G20 Spiagge va valutato nel medio- lungo periodo, ma va detto che questa amministrazione da un lato fa fatica a lavorare in sinergia con altri enti (esempi su tutti: Unione dei Comuni e affidamento dei rifiuti), dall’altro riesce a inserirsi in questo genere di associazioni: una profonda incoerenza di fondo, insomma. Tornando agli eventi: Dipende di che tipo sono e quale ricaduta possono portare, lo snodo è tutto lì. Negli ultimi anni si è speso tantissimo, quasi 1.700.000 di euro nel 2023 ad esempio: tutto questo è costato alle casse comunali circa € 1,83 per ogni turista arrivato. Nel 2018, invece, con quasi 1.000.000 di presenze (dato che si toccò già nel 2017 e ritornato nel 2024), la spesa turistica è stata di circa 1,11€/turista. Non si potranno spendere cifre simili nei prossimi anni, bisogna scegliere una segmentazione e una offerta ben precisa, così come una identità chiara. E coinvolgere la vallata, cosa in cui questa amministrazione ha ampiamente dimostrato di non saper e di non voler fare, come dimostra l’atteggiamento del Comune di Senigallia nei confronti dell’Unione dei Comuni e della promozione turistica.

Sulla sanità pensa che la situazione sia migliorata o peggiorata rispetto a 5 anni fa?
“In questi cinque anni di promesse del centrodestra, sia a livello locale che regionale, non si sono visti molti passi in avanti, anzi. Le promesse fatte si stanno schiantando, puntualmente, contro la realtà dei fatti. Vale per Senigallia come per il resto della Regione. Per il nostro territorio, solo in seguito ad una battaglia condotta in prima linea dall’opposizione (e ringrazio la consigliera Pagani, prima firmataria di una mozione bipartisan in questo senso), si potrebbero ottenere una casa e un ospedale di comunità. L’attenzione alle strutture residenziali per anziani, però, non deve venire meno, anzi: ci sarà sempre una maggior domanda, su questo la Regione, assieme ai Distretti Sanitari e ai Comuni può e deve muoversi con maggiori fondi e una migliore organizzazione territoriale. Dal lato ospedaliero, invece, vediamo come l’aumento delle liste d’attese e il mancato potenziamento di strutture e personale sia arrivato, pesantemente, anche a Senigallia. Diversi membri attuali dell’amministrazione comunale hanno fatto campagna elettorale su questo, contro le precedenti amministrazioni, partecipando anche a Comitati. Ora la situazione è nettamente peggiorata e il nostro territorio è stato dimenticato a discapito delle zone dove sono collocati i collegi elettorali di alcuni assessori. Una situazione francamente inaccettabile e su cui non si può più tacere, a maggior ragione dopo quasi cinque anni. L’unico elemento positivo è la nuova palazzina di Pronto Soccorso, su cui la progettazione iniziale però nacque anni fa e sulla quale non sono state risolte tutte le criticità e gli spazi da assegnare (es.118). In tutto questo, con tempistiche lunghissime ed estremamente dilatate rispetto, probabilmente, a quanto previsto.

Lei è intervenuto frequentemente anche sullo stato dell’impiantistica sportiva cittadina…
“La situazione direi che si commenta da sola. L’ultima grande criticità riguarda le piscine, e mi dispiace che l’amministrazione comunale, pur di non governare i processi, stia andando a vedere addirittura 20-25 anni addietro per trovare presunte responsabilità, senza assumersi le proprie. Un governo cittadino che amministra con lo specchietto retrovisore, tutto orientato al passato e senza alcuna visione strategica del futuro e assunzione di responsabilità e scelte. Con un accesso agli atti, poi, l’amministrazione comunale è stata sbugiardata sia su possibili nuovi project financing (al momento non c’è alcuna proposta depositata) o copertura di piscine private (anche qui non esiste niente al momento). È grave che si affermino certe cose, se non certificate da atti. Oltre a ciò, vediamo che su alcune situazioni si sta mettendo mano attraverso progetti passati (palestra nuova Scuola Marchetti; palestra Fagnani; Palascherma), ma sul Bianchelli e su Campo Boario pesa come un macigno il fatto di non essere andati avanti con il progetto di finanza. Dove si troveranno i 6 milioni di euro e passa per sistemare entrambe le strutture? Anche su questo una visione miope, superficiale e senza lungimiranza, tutta volta ad accusare le precedenti amministrazioni ma senza gestire i percorsi e governare il futuro”.

Nel 2026 ci sarà la chiamata alle urne per le Amministrative. Un’occasione di riscatto per il centro sinistra dopo la sconfitta elettorale di cinque anni fa. Come si sta preparando il PD?
“Il Partito sta lavorando a testa bassa e con grande umiltà per un progetto innovativo nei contenuti e nelle alleanze. Ringrazio il segretario Massimo Barocci che, attraverso gli organismi della Segreteria, Direzione, Assemblea degli iscritti e dei gruppi di lavoro, sta ponendo i mattoncini per un percorso solido su cui possa poggiare il futuro centrosinistra senigalliese. In questi anni le fasce più deboli della popolazione hanno vissuto un peggioramento costante della loro qualità di vita tra sanità in peggioramento, insicurezza idrogeologica e insostenibilità e irreperibilità degli affitti di lungo periodo. Tutto questo nonostante uno scenario caratterizzato da decine di milioni di euro, per il nostro territorio, messi a disposizione dal PNRR, uniti alla famosa “filiera” di governo. Su questo il Partito deve essere chiaro e coeso negli obiettivi e nella proposta politica, ma i punti nevralgici sono decisamente questi”.

Su cosa dovrebbe puntare il centro sinistra per un nuovo progetto politico per Senigallia?
“Sicuramente il Partito Democratico, da solo, non può bastare, così come la coalizione attuale presente in consiglio comunale. Serve un allargamento alle forze progressiste e civiche della città, con coinvolgimento e ascolto; serve una leadership ispirata che possa unire e legare le istanze della nostra comunità. Questa fase dovrà riguardare la costruzione del programma, della coalizione e poi, in ultima istanza la scelta della candidata o del candidato sindaco. Le parole d’ordine, però, devono essere “umiltà” e “ascolto”. La credibilità di un progetto, infatti, passa anche da lì. Su questi punti sono fiducioso che si possa allargare l’alleanza attuale, convergendo su una piattaforma programmatica comune che metta al centro la cura delle persone, la sanità (seppure sia un tema principalmente regionale), il diritto alla casa, la qualità del lavoro, le nostre valli del Misa e del Nevola (promozione turistica, protezione civile, sicurezza idrogeologica), la qualità della vita nelle frazioni e nel Centro, lo sport come fattore di coesione sociale e crescita, oltre che divertimento”.

di Giulia Manconelli

Fonte: VivereSenigallia

Senigallia, palazzo Gherardi: corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti

Il Comune va verso l’esproprio degli immobili necessari a far installare un ascensore per abbattere le barriere architettoniche

SENIGALLIA – Che fine hanno fatto i lavori per la riqualificazione di palazzo Gherardi? Sono ancora fermi prima di partire perché c’è ancora il problema non risolto dell’accessibilità alle persone con disabilità. E’ infatti uno dei principali nodi che stanno bloccando la situazione. Alcune informazioni in merito sono arrivate oggi, mercoledì 30 aprile, in consiglio comunale, quando il sindaco Massimo Olivetti ha risposto a un intervento del capogruppo del Partito Democratico Dario Romano.

Il consigliere di opposizione ha sollecitato infatti l’amministrazione a condividere informazioni sullo stato dell’arte del progetto di riqualificazione del prestigioso immobile che sovrasta i portici Ercolani tra corso II Giugno e il Foro annonario. Un tempo l’immobile era sede del liceo classico Perticari – dal 1934 fino al sisma del 1997 – di cui ospita ancora alcuni preziosi oggetti che compongono il gabinetto scientifico, ancora in attesa che si trovi una sistemazione adeguata per l’opportuna musealizzazione e valorizzazione. Prima ancora, andando verso le sue origini, nella seconda metà dell’800, fu il lascito al Comune di Senigallia da parte del conte Adolfo Gherardi-Benigni di Montalboddo (Montalboddo è l’antico nome di Ostra). Intorno agli anni ‘70 dell’800, venne trasformato nel primo albergo di Senigallia, il “Roma”, per ospitare sia i turisti dello Stabilimento di Bagni Marini, sia i visitatori e i mercanti della Fiera Franca che arrivavano da tutto il mediterraneo e oltre. Operazione che diede anche il via alla riqualificazione dell’allora esistente ghetto ebraico nell’odierna piazza Simoncelli.

Se la storia è stata più magnanima verso palazzo Gherardi rispetto al presente di sostanziale abbandono, il futuro potrebbe essere ancora roseo: è in programma il restauro e risanamento conservativo dell’imponente immobile che si affaccia sul fiume Misa, grazie al programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua) promosso dal ministero delle infrastrutture e che gode di finanziamenti europei. Ma il nodo dei finanziamenti resta ancora non sciolto. I lavori devono infatti partire, pena il rischio che debbano essere restituiti all’Ue i soldi che Senigallia ha ottenuto (4,5 milioni di euro dal Pnrr, 233 mila euro dallo Stato e 1,8 milioni di euro di capitali privati), rinunciando così all’operazione che le permetterebbe di avere un polo museale di eccellenza, magari dedicato alla fotografia come si era preventivato, in pieno centro, oltre a un ostello per i giovani e a uno spazio per il coworking.

Proprio sui finanziamenti si era dunque concentrato Dario Romano. Il capogruppo Pd ha ammesso in aula di non essere «ottimista come i revisori dei conti sul tema del PNRR, perché purtroppo le tempistiche dei progetti, vuoi perché il personale di comune è quello e deve fare un sacco di lavoro, vuoi perché ci sono dei ritardi che derivano da altre situazioni». Su palazzo Gherardi «si è in ritardo sull’esecuzione dei lavori» e su questo «chiedo un’attenzione da parte dell’amministrazione, rischiamo di perdere quelle risorse se non li portiamo avanti». L’intervento nel suo complesso costerà oltre 6,5 milioni di euro.

Il sindaco Massimo Olivetti ha spiegato qual è l’intoppo che sta bloccando l’intervento per quanto riguarda palazzo Gherardi: «Evidentemente il problema in questo momento è che siamo davanti alla sovrintendenza per poter procedere ad un esproprio». Il comune è infatti proprietario dell’edificio ma negli anni sono stati venduti gli spazi al piano terra, dove sono sorti alcuni negozi. Al momento solo tramite scale – e c’è un bello e prestigioso scalone  – si può accedere al palazzo, quindi non è accessibile a tutti. Da qui il problema di risolvere il nodo accessibilità per poi far partire l’intervento nel suo complesso. La strategia è quella di procedere all’esproprio «quantomeno degli immobili che ci permetterebbero di poter far salire l’ascensore nei piani superiori, così da battere le barriere architettoniche». Una situazione nota ormai da tempo: lo stesso sindaco ammette che «questo è un problema che già credo il Consiglio conoscesse» ma su cui evidentemente ancora non si è andati avanti.

Fonte:Centropagina

Riperimetrazione Pai, che succede a Senigallia?

Romano (Pd): «La città non era più sicura secondo Acquaroli e Olivetti? Come intende muoversi l’amministrazione comunale?»

SENIGALLIA – «Il nuovo piano dell’Autorità di bacino, che inserisce mezza città in zona R4 bloccando ogni sviluppo, rappresenta un colpo durissimo per Senigallia. Misure, tecnicamente legittime, che sono state adottate senza alcun confronto con l’amministrazione comunale e senza che, a detta sua, il sindaco Olivetti ne fosse a conoscenza. Al netto dell’autonomia dei singoli enti, siamo di fronte a una situazione molto complicata, che rischia di condannare Senigallia a un futuro davvero difficile da interpretare».

Sono le parole di Dario Romano, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Senigallia, che coglie la palla al balzo per additare la giunta Olivetti, sedicente inconsapevole di quanto stava avvenendo all’autorità di bacino. «Il sindaco afferma di voler “chiedere chiarimenti”, ma la vera domanda è un’altra: come è possibile che il primo cittadino fosse del tutto ignaro di un provvedimento di tale portata? Le roboanti dichiarazioni di Acquaroli e Olivetti, che definivano Senigallia più sicura dopo le decine di milioni di interventi in somma urgenza effettuati, non hanno trovato alcun riscontro nella nuova perimetrazione tecnica fornita dall’Autorità di bacino».

Il Partito Democratico e gli altri gruppi consiliari di minoranza chiedono innanzitutto la «convocazione urgente di una commissione consiliare ad hoc. Non per chiedere spiegazioni all’Autorità, ma per pretendere risposte dal Comune e dal sindaco stesso: quale sarà la posizione ufficiale dell’amministrazione nei confronti di un provvedimento così impattante?».

Secondo Dario Romano, a questo punto l’obiettivo dev’essere quello di «coniugare la sicurezza idrogeologica, che resta una priorità, con la tutela dello sviluppo economico, sociale e urbanistico della città». Come? Accelerando sugli interventi strutturali, a partire dalle vasche di espansione, ma senza fermare lo sviluppo di Senigallia.

Fonte: Centropagina

“Rifiuti: affidamento in house dovrebbe essere l’obiettivo di tutto il territorio”

Il capogruppo PD Dario Romano commenta la vicenda alla luce del recente pronunciamento del TAR

Ho avuto modo di leggere, ammetto con non poco stupore, dell’apprezzamento con il quale il sindaco Olivetti ha accolto l’esito del ricorso al TAR sull’affidamento del servizio rifiuti in provincia di Ancona.

Da un punto di vista tecnico, sarà necessario approfondire al meglio le motivazioni espresse dai giudici, ci sono anzi diversi spunti di interesse che dovranno essere valutati e risolti tecnicamente nei prossimi mesi, coinvolgendo i sindaci e i territori coinvolti, come giustamente affermato dalla Sindaca di Arcevia Abbondanzieri. Niente sarebbe approdato nei consigli comunali, però, senza prima una validazione tecnico-economica completa degli atti. Pertanto, attenzione alle parole di chi probabilmente non sa o meglio, fa finta di non sapere, per generare dubbi e incertezze nei senigalliesi.

L’affidamento pubblico in house, infatti, non è una battaglia politica di parte, bensì di tutto un territorio, dove uno dei capofila è il sindaco di Ancona Silvetti, di Forza Italia. Le “stelle polari” che contraddistinguono un percorso di questo tipo sono quelle indicate dal PD di Senigallia in un recente comunicato:

Controllo pubblico del servizio: garantiamo una filiera interamente pubblica per la gestione dei rifiuti, assicurando che le scelte su costi, qualità e standard ambientali vengano determinate nell’interesse esclusivo della comunità e non del profitto privato.

Esperienza consolidata sul territorio: preserviamo il sistema integrato di gestione provinciale dei rifiuti costruito negli anni, che rappresenta un modello efficiente e ha garantito risultati positivi sulla percentuale di raccolta differenziata e sui costi del servizio.

Ricadute economiche locali: proteggiamo gli investimenti pubblici già realizzati e programmiamo quelli futuri secondo una logica di bacino provinciale, evitando che la frammentazione porti a costi maggiori per i cittadini e a una minore efficienza del servizio.

Su questi punti, da parte di Olivetti e di un pezzo di centrodestra senigalliese, c’è il totale silenzio. Non si entra nel merito, si guarda meramente ad un presunto aspetto economico quando Olivetti stesso ha aumentato la TARI a 20.000 famiglie senigalliesi, dopo aver promesso in campagna elettorale di ridurre le tasse. Ecco, tutto questo farebbe sorridere, se non ci fossero di mezzo i cittadini senigalliesi e il nostro territorio. Inoltre, Olivetti dovrebbe preoccuparsi invece dell’abbassamento della percentuale di raccolta differenziata a Senigallia, in diminuzione del 4,1% dal 2022 al 2023, il dato peggiore a livello provinciale: su questo dovrebbe muoversi, con campagne di sensibilizzazione della popolazione.

Invece di inaugurare sale per gli ascolti protetti delle donne vittime di violenza quando lui stesso ha delegato al “cerimoniale” un consigliere comunale condannato proprio per diffamazione nei confronti di una donna (e sulla quale ancora non si è espresso, in piena “strategia dell’opossum”), Olivetti dica a chiare lettere se è favore dell’affidamento pubblico in house o della gara. Dei percorsi per arrivare al risultato se ne occuperà la tecnica, nel pieno rispetto delle norme e dei percorsi amministrativi, con il coinvolgimento dei territori.

Fonte: SenigalliaNotizie

Senigallia, consiglio grande sul ponte Garibaldi, Romano: «Fatevi da parte se non volete assumervi responsabilità»

Il capogruppo dem a Senigallia: «il sindaco Olivetti e il presidente Acquaroli non vogliono le alternative al progetto su ponte Garibaldi»

SENIGALLIA – Dallo scaricabarile all’imposizione: il consiglio grande sul ponte Garibaldi non è stato ben visto dal centrosinistra che interviene per denunciare le modalità con cui il progetto viene calato sul centro storico senigalliese solo a cose fatte e senza un confronto preventivo. Tra i più critici c’è il capogruppo PD in consiglio comunale Dario Romano.

Per prima cosa, sottolinea come a quasi 10 realtà tra partiti, movimenti politici e associazioni sia stata negata la possibilità di parlare in aula dal presidente Massimo Bello: «Un consiglio grande fortemente limitato nella partecipazione, pagina nera per la nostra politica».

In secondo luogo, Romano evidenzia la «palese difficoltà» di regione e struttura commissariale che «hanno scaricato completamente ogni responsabilità politica del nuovo ponte Garibaldi sull’amministrazione comunale e sul sindaco Olivetti, il quale si è trasformato da sindaco liberale, civico e moderato in un aggressivo primo cittadino che invita i cittadini a presentare i progetti alternativi. I progetti alternativi li dovete presentare voi, chi governa e ha centinaia di migliaia di euro a disposizione per la progettazione».

Secondo il capogruppo Pd c’è la possibilità di un ponte diverso da quello progettato e in aula pure sono arrivate delle proposte che fanno anche fede sui riferimenti normativi dove non si spiega con precisione se un ponte sollevabile è consentito prima della fase emergenziale. «Nessuna deroga. Solo una interpretazione della norma che preveda il sollevamento dei martinetti prima di una eventuale piena. Su questo punto ho chiesto chiarimenti precisi al commissario Acquaroli e al vice commissario Babini, ma la risposta è sempre stata vaga e non puntuale».

Da qui la chiosa, che «nessuno si vuole prendere la responsabilità, pur essendo lautamente remunerato dai cittadini per farlo – afferma Romano -. Fare il presidente di regione e il sindaco senza assumersi alcuna responsabilità non ha nessun senso e a questo punto bisognerebbe farsi da parte, se non si è in grado di ottemperare al proprio ruolo, senza lasciare come “regalo” il ponte a brugola e nessun aumento della sicurezza».

Fonte: Centro Pagina

“Ponte, la soluzione c’era. Manca responsabilità”

Il capogruppo del PD Dario Romano, unico del Partito Democratico ammesso ad intervenire durante la seduta del Consiglio Grande di mercoledì dov’è stato illustrato dalla struttura commissariale il progetto di Ponte Garibaldi, è tornato sugli interventi negati ad alcune associazioni e politici come quello al vice presidente del consiglio regionale Maurizio Mangialardi: “Sono stati negati quasi 10 interventi tra partiti, movimenti politici e associazioni e, al di là di alcune ricostruzioni, è evidente il dato politico emerso – sottolinea Romano – siamo di fronte ad una Regione e ad una struttura commissariale che, in palese difficoltà, ha scaricato completamente ogni responsabilità politica del nuovo Ponte Garibaldi sull’amministrazione comunale e sul sindaco Olivetti, che ieri si è trasformato da sindaco liberale, civico e moderato in un aggressivo primo cittadino che invita i cittadini a presentare i progetti alternativi. Eh no, caro sindaco Olivetti e caro presidente Acquaroli: i progetti alternativi li dovete presentare voi, chi governa e ha centinaia di migliaia di euro a disposizione per la progettazione. Diverso è, invece, dire che non vi sono possibili soluzione alternative: l’architetto Bacchiocchi ha dimostrato, con parole efficaci e autorevolezza, come sia possibile installare un ponte coi martinetti rispettando la normativa. Nessuna deroga. Solo una interpretazione della norma che preveda il sollevamento dei martinetti prima di una eventuale piena. La soluzione c’era eccome, la realtà è che nessuno si vuole prendere la responsabilità, pur essendo lautamente remunerato dai cittadini per farlo (vero presidente Acquaroli? vero sindaco Olivetti?)”. Respinte dal presidente del consiglio comunale Massimo Bello, anche le richieste di politici della maggioranza, mentre è stato ammesso a parlare un rappresentate per ogni gruppo, per l’opposizione sono intervenuti la consigliere di Vola Senigallia Stefania Pagani, il consigliere di Diritti al Futuro Enrico Pergolesi, il consigliere di Vivi Senigallia Lorenzo Beccaceci e il capogruppo del Pd Dario Romano. L’unico a non intervenire è stato il consigliere di Amo Senigallia Gennaro Campanile.

Fonte: Il Resto del Carlino