Dario Romano su Ponte Garibaldi: “Ora la parola deve tornare alla città”
In campagna elettorale avevamo avanzato una proposta precisa: non limitarci a modificare un progetto già definito, ma riaprire il confronto sulla soluzione progettuale, anche attraverso un concorso di progettazione aperto a professionisti italiani ed europei. Avevamo inoltre chiesto di verificare, nelle sedi tecniche competenti, anche la possibilità di una diversa interpretazione delle norme sul franco idraulico, alla luce degli interventi complessivi di sicurezza del fiume e del quadro progettuale.
E avevamo chiesto -e ottenuto, con grande fatica- un Consiglio grande, perché una scelta di questa portata non può essere discussa soltanto tra amministrazioni e tecnici, ma deve essere sottoposta a un confronto pubblico vero.
Oggi, di fronte a quelle che appaiono sempre più come aperture soltanto formali da parte del sindaco e di Forza Italia (in special modo del sindaco, in campagna elettorale), mentre l’iter procede, resta una strada: far sentire direttamente la voce di Senigallia. Per questo nelle prossime settimane è ormai imprescindibile un forte coinvolgimento civile, ampio e rispettoso, per riportare il Ponte Garibaldi al centro del dibattito. La domanda è semplice: è davvero questo il ponte che i senigalliesi vogliono per la propria città?
Prima di assumere una decisione destinata a durare per generazioni, a questa domanda deve essere data una risposta chiara, pubblica e democratica.












