Parlare di mobilità sostenibile a Senigallia non è semplice. Per molti anni il tema è rimasto ai margini del dibattito pubblico, spesso ridotto a singoli interventi o a slogan, senza una visione complessiva. Proprio per questo l’incontro pubblico promosso dalla coalizione di centrosinistra rappresenta uno dei pochi momenti di confronto strutturato dedicati a questo argomento e, soprattutto, dimostra che la mobilità sostenibile è in realtà una tematica sentita e condivisa da molti senigalliesi, come confermato dalla sala gremita e dalla partecipazione attenta registrata durante tutta la serata.
L’evento ha riportato al centro il tema della mobilità come elemento chiave della qualità della vita urbana, della sicurezza stradale e dell’uso equilibrato dello spazio pubblico. Un confronto sviluppatosi in un clima costruttivo e con un taglio prevalentemente concreto, orientato alle scelte da compiere e non soltanto alle criticità del presente.
Ad aprire i lavori è stato il candidato sindaco Dario Romano, che ha richiamato la necessità di voltare pagina rispetto agli ultimi anni, segnati dall’assenza di una pianificazione strategica sulla mobilità. Romano ha sottolineato come le politiche urbane abbiano finito per privilegiare il traffico veicolare, con effetti negativi sulla vivibilità, sulla sicurezza e sull’identità degli spazi cittadini, indicando come prioritaria una visione capace di tenere insieme viabilità, trasporto pubblico e qualità urbana.
Il filo conduttore della serata è stato tracciato da Michele Bellagamba, dott. ing. e referente di Onda Civica, che ha moderato l’incontro e introdotto i riferimenti teorici della mobilità sostenibile. Nel suo intervento ha illustrato i tre pilastri su cui costruire una nuova politica dei trasporti: ridurre gli spostamenti non necessari attraverso la città di prossimità, favorire il passaggio verso modalità più sostenibili come pedonalità e ciclabilità, e migliorare l’efficienza energetica dei mezzi. Strumenti come il Metrominuto e la Bicipolitana, già adottati in altre città italiane ed europee, sono stati presentati come soluzioni semplici e adattabili anche alla realtà di Senigallia, che per conformazione e dimensioni parte da condizioni favorevoli.
Uno degli interventi più seguiti è stato quello di Valeria Melappioni, assessora alla Mobilità sostenibile del Comune di Jesi, che ha portato l’esperienza di un’amministrazione che ha scelto di affrontare il tema in modo strutturale. Il suo contributo ha evidenziato come infrastrutture, cultura e pianificazione debbano procedere di pari passo e come la sicurezza stradale, in particolare attraverso le zone 30, rappresenti un punto di partenza imprescindibile. Ridurre la velocità, ha spiegato, non significa limitare la libertà, ma aumentare la sicurezza e la qualità dello spazio pubblico per tutti.
La fotografia critica della situazione attuale è stata approfondita da Enrico Pergolesi, consigliere comunale e referente di AVS, che ha evidenziato gli effetti di anni di politiche episodiche: zone a traffico limitato svuotate di funzione, reti ciclabili frammentate e occasioni di finanziamento non colte. Il suo intervento ha ribadito il ruolo centrale del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, collegando il tema dei trasporti a quello della salute pubblica e dei costi sociali derivanti dall’incidentalità stradale.
Sul piano tecnico è intervenuto Francesco Servadio, ingegnere e referente M5S, che ha posto l’accento sull’importanza dei dati e degli strumenti informatici per una pianificazione efficace. Sistemi informativi territoriali integrati e analisi dei flussi reali, ha spiegato, sono fondamentali per evitare interventi isolati e costruire una rete ciclabile continua e funzionale.
La mobilità come strumento di connessione sociale ed economica è stata al centro dell’intervento di Michele Patrignani, che ha descritto il ruolo strategico della ciclabilità nel collegare il centro alle frazioni e nel favorire forme di turismo lento, capaci di generare ricadute positive sul commercio e di contribuire alla destagionalizzazione.
A completare il quadro, l’intervento di Alessandro Pettinari, agronomo e referente PD, ha allargato lo sguardo al rapporto tra mobilità e verde urbano. Il verde è stato descritto come infrastruttura ecologica essenziale per contrastare le isole di calore, migliorare la qualità dell’aria e rendere gli spazi urbani più salubri, anche attraverso la riconversione degli estesi parcheggi asfaltati oggi presenti in città.
Dal confronto è emersa una consapevolezza condivisa: la mobilità sostenibile non è una questione ideologica, ma una scelta di equità, sicurezza e qualità della vita. La partecipazione registrata durante l’incontro dimostra che esiste una domanda reale di cambiamento e che parlare di mobilità sostenibile a Senigallia, seppur complesso, non solo è possibile, ma necessario.
Coalizione centrosinistra per Dario Romano Sindaco
Intervista al candidato Sindaco Dario Romano – Focus di TV Centro Marche
Intervista al candidato Sindaco Dario Romano dalla rubrica Focus di TV Centro Marche
Senigallia Città del Lavoro, Romano: «La nostra sfida per la dignità e il futuro. Basta precarietà: vogliamo una città dove i giovani possano restare e realizzarsi»
Vogliamo che Senigallia torni a essere una città dove il lavoro non è un semplice mezzo di sussistenza, ma uno strumento di realizzazione personale. Oggi troppi giovani, anche nella fascia 30-35 anni, sono costretti a convivere con l’incertezza e la precarietà. Per noi, la qualità del lavoro e lo sviluppo economico sono due facce della stessa medaglia: una città che guarda al futuro con serietà non può prescindere dalla dignità e dalla sicurezza di chi produce valore.
Il Comune deve farsi garante attivo di un nuovo patto sociale e per questo il nostro impegno è netto: introdurremo il salario minimo di 10 euro orari in tutti gli appalti comunali. Non è solo una scelta economica, è una scelta di civiltà che serve a sradicare il lavoro irregolare e a dare priorità occupazionale ai programmi locali nelle nuove assunzioni attraverso la clausola “Insieme per il lavoro”. Il nostro metodo si basa su pilastri solidi quali la stabilità contrattuale, salari adeguati e la massima attenzione alla sicurezza negli ambienti di lavoro.
Parallelamente istituiremo un Marchio di Qualità del Lavoro per dare un riconoscimento pubblico alle aziende che scelgono la trasparenza, rispettano i contratti collettivi e investono sulla formazione continua. Il Comune non sarà solo un erogatore di servizi, ma un vero partner delle imprese per attivare un welfare territoriale concreto, fatto di asili nido, trasporto pubblico dedicato e convenzioni per la mobilità sostenibile, migliorando così direttamente la qualità della vita dei dipendenti e l’equilibrio tra professione e vita privata.
Non possiamo permetterci di perdere i nostri talenti e per questo sosterremo i giovani freelance e i laureati con la “Dote di comunità”, finanziando le loro idee imprenditoriali affinché possano scommettere sul nostro territorio. Avvieremo un Piano per l’Uguaglianza e rilanceremo l’Informagiovani e il Centro per l’Impiego come veri snodi tra domanda e offerta, con un focus prioritario sui giovani che non studiano e non lavorano attraverso percorsi di alternanza e alta specializzazione. La nostra è una visione di comunità inclusiva, dove il benessere di chi lavora diventa la base fondamentale della coesione sociale di tutta Senigallia.
Romano: «Allo sport senigalliese servono risposte concrete. Ecco il nostro il nostro piano»
Forse il ministro Abodi avrebbe fatto meglio a incontrare prima le società sportive senigalliesi, anziché attendere gli ultimi sgoccioli di questa consigliatura e per di più in occasione di un appuntamento elettorale. Avrebbe avuto l’opportunità di conoscere gli innumerevoli problemi di questo mondo, moltiplicatisi negli ultimi cinque anni. E magari avrebbe potuto fornire qualche soluzione anziché elargire promesse. Apprezzo in ogni caso la sua disponibilità, e ne farò sicuramente tesoro per attuare l’ambizioso programma che la nostra coalizione ha elaborato per rilanciare lo sport cittadino e rispondere in modo strutturale ai bisogni delle società sportive.
Anche perché per noi lo sport è una politica pubblica essenziale, un pilastro della crescita sociale. Non è solo benessere fisico, ma una palestra di vita che educa al rispetto, alla lealtà e alla sana convivenza.
I nostri obiettivi sono chiari. Realizzeremo un nuovo Palazzetto dello Sport, una struttura polifunzionale, moderna e sostenibile per le discipline indoor e i grandi eventi nazionali. Restituiremo finalmente dignità alla Cittadella dello Sport: la priorità assoluta sarà la riapertura della piscina comunale, insieme al rifacimento della pista di atletica secondo standard federali e alla valorizzazione dei campi da tennis e del pattinaggio. Con noi al governo della città non ci saranno mai più incompiute come gli impianti di Ponterosso, lasciati colpevolmente in un progressivo stato di degrado, o scelte dannose per le società, come l’affossamento del project financing allo stadio.
Ma porremo l’accento anche sull’equità e sullo sviluppo, perché lo sport deve essere un diritto di tutti, non un privilegio. Introdurremo sostegni economici per le famiglie in difficoltà, potenzieremo i progetti paralimpici e riqualificheremo i campetti in ogni quartiere e frazione.
Insomma, faremo di Senigallia un polo del turismo sportivo capace di generare indotto, ma con un metodo nuovo: un dialogo stabile con le associazioni per chiudere definitivamente la stagione degli interventi frammentati e fallimentari.
Mobilità sostenibile: grande partecipazione all’incontro pubblico della coalizione di centrosinistra
Parlare di mobilità sostenibile a Senigallia non è semplice. Per molti anni il tema è rimasto ai margini del dibattito pubblico, spesso ridotto a singoli interventi o a slogan, senza una visione complessiva. Proprio per questo l’incontro pubblico promosso dalla coalizione di centrosinistra rappresenta uno dei pochi momenti di confronto strutturato dedicati a questo argomento e, soprattutto, dimostra che la mobilità sostenibile è in realtà una tematica sentita e condivisa da molti senigalliesi, come confermato dalla sala gremita e dalla partecipazione attenta registrata durante tutta la serata.
L’evento ha riportato al centro il tema della mobilità come elemento chiave della qualità della vita urbana, della sicurezza stradale e dell’uso equilibrato dello spazio pubblico. Un confronto sviluppatosi in un clima costruttivo e con un taglio prevalentemente concreto, orientato alle scelte da compiere e non soltanto alle criticità del presente.
Ad aprire i lavori è stato il candidato sindaco Dario Romano, che ha richiamato la necessità di voltare pagina rispetto agli ultimi anni, segnati dall’assenza di una pianificazione strategica sulla mobilità. Romano ha sottolineato come le politiche urbane abbiano finito per privilegiare il traffico veicolare, con effetti negativi sulla vivibilità, sulla sicurezza e sull’identità degli spazi cittadini, indicando come prioritaria una visione capace di tenere insieme viabilità, trasporto pubblico e qualità urbana.
Il filo conduttore della serata è stato tracciato da Michele Bellagamba, dott. ing. e referente di Onda Civica, che ha moderato l’incontro e introdotto i riferimenti teorici della mobilità sostenibile. Nel suo intervento ha illustrato i tre pilastri su cui costruire una nuova politica dei trasporti: ridurre gli spostamenti non necessari attraverso la città di prossimità, favorire il passaggio verso modalità più sostenibili come pedonalità e ciclabilità, e migliorare l’efficienza energetica dei mezzi. Strumenti come il Metrominuto e la Bicipolitana, già adottati in altre città italiane ed europee, sono stati presentati come soluzioni semplici e adattabili anche alla realtà di Senigallia, che per conformazione e dimensioni parte da condizioni favorevoli.
Uno degli interventi più seguiti è stato quello di Valeria Melappioni, assessora alla Mobilità sostenibile del Comune di Jesi, che ha portato l’esperienza di un’amministrazione che ha scelto di affrontare il tema in modo strutturale. Il suo contributo ha evidenziato come infrastrutture, cultura e pianificazione debbano procedere di pari passo e come la sicurezza stradale, in particolare attraverso le zone 30, rappresenti un punto di partenza imprescindibile. Ridurre la velocità, ha spiegato, non significa limitare la libertà, ma aumentare la sicurezza e la qualità dello spazio pubblico per tutti.
La fotografia critica della situazione attuale è stata approfondita da Enrico Pergolesi, consigliere comunale e referente di AVS, che ha evidenziato gli effetti di anni di politiche episodiche: zone a traffico limitato svuotate di funzione, reti ciclabili frammentate e occasioni di finanziamento non colte. Il suo intervento ha ribadito il ruolo centrale del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, collegando il tema dei trasporti a quello della salute pubblica e dei costi sociali derivanti dall’incidentalità stradale.
Sul piano tecnico è intervenuto Francesco Servadio, ingegnere e referente M5S, che ha posto l’accento sull’importanza dei dati e degli strumenti informatici per una pianificazione efficace. Sistemi informativi territoriali integrati e analisi dei flussi reali, ha spiegato, sono fondamentali per evitare interventi isolati e costruire una rete ciclabile continua e funzionale.
La mobilità come strumento di connessione sociale ed economica è stata al centro dell’intervento di Michele Patrignani, che ha descritto il ruolo strategico della ciclabilità nel collegare il centro alle frazioni e nel favorire forme di turismo lento, capaci di generare ricadute positive sul commercio e di contribuire alla destagionalizzazione.
A completare il quadro, l’intervento di Alessandro Pettinari, agronomo e referente PD, ha allargato lo sguardo al rapporto tra mobilità e verde urbano. Il verde è stato descritto come infrastruttura ecologica essenziale per contrastare le isole di calore, migliorare la qualità dell’aria e rendere gli spazi urbani più salubri, anche attraverso la riconversione degli estesi parcheggi asfaltati oggi presenti in città.
Dal confronto è emersa una consapevolezza condivisa: la mobilità sostenibile non è una questione ideologica, ma una scelta di equità, sicurezza e qualità della vita. La partecipazione registrata durante l’incontro dimostra che esiste una domanda reale di cambiamento e che parlare di mobilità sostenibile a Senigallia, seppur complesso, non solo è possibile, ma necessario.
Coalizione centrosinistra per Dario Romano Sindaco
Romano: “Dalla Resistenza sono nate Repubblica e Costituzione. Nessuno sminuisca il valore del 25 aprile”
Il 25 aprile è la pietra miliare della nostra democrazia. È dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione che sono nate la Repubblica e la Costituzione. Quel fenomeno corale coinvolse tutte le culture democratiche che, pur nelle loro differenze, ne condivisero lo spirito e i capisaldi per porre fine alla dittatura fascista e all’occupazione nazista. Libertà, giustizia e pace sono gli ideali che ci hanno lasciato in eredità le donne e gli uomini che si unirono al movimento partigiano, e oggi abbiamo il dovere di fortificarli.
Proprio perché riconosciamo il peso di questa ricorrenza, la scelta del sindaco e della sua Amministrazione di aver negato all’Anpi il Foro Annonario per festeggiare degnamente la Festa della Liberazione, ci appare di una gravità assoluta. Non è in discussione la valenza di altri eventi, come il raduno motociclistico che Senigallia si appresta a ospitare e che è il benvenuto: la questione è puramente politica e istituzionale.
Un sindaco autorevole si sarebbe ben guardato dal creare contrapposizioni, umiliando la principale ricorrenza del nostro calendario civile e la memoria storica della nostra città. Avrebbe invece garantito lo svolgimento dignitoso di entrambe le manifestazioni. Sfrattare l’Anpi da uno spazio richiesto e ottenuto da mesi non è un problema logistico, è una mancanza di rispetto verso i principi che permettono a tutti noi di vivere oggi in una società libera.
Chi sostiene che il 25 aprile sia ‘divisivo’, o chi ne calpesta gli ideali trattandolo come un impegno secondario, lo fa, diciamolo chiaramente, perché in fondo non si riconosce in quel percorso. Ma chi non si riconosce nella Resistenza e nella lotta di Liberazione, si pone inevitabilmente fuori dal perimetro costituzionale.
Del resto, lo abbiamo visto chiaramente con il recente referendum sulla giustizia: i senigalliesi dimostrano sempre il loro profondo attaccamento alla nostra Costituzione e reagiscono democraticamente, ma con fermezza, per difenderla da chiunque tenti di stravolgerla. Ed è ancora più preoccupante che a mancare di questa sensibilità sia l’Amministrazione comunale, la quale dovrebbe essere la prima garante dell’unità cittadina attorno ai valori repubblicani.
Il 25 aprile, naturalmente, sarò in piazza con orgoglio, al fianco dell’Anpi e dei cittadini. La nostra coalizione crede in una Senigallia che sappia essere accogliente e dinamica senza mai smarrire la propria anima. E mi sento già ora pronto a prendermi un impegno: il prossimo anno le celebrazioni della Liberazione torneranno a occupare il cuore della nostra comunità, restituendo alla nostra storia la centralità e la dignità che le spettano per legge e per coscienza.
“Quello che Massimo Olivetti non sa…o fa finta di non sapere”
Sul turismo il Professor-Sindaco della destra senigalliese, con la consueta risposta scomposta e piccata, racconta la favola del capolavoro amministrativo.
Eh, mi dispiace, non è così.
Il milione di presenze a Senigallia non è stato inventato ieri: era già stato raggiunto anni fa, nel 2016 e nel 2017, con investimenti molto più contenuti e senza questo bisogno continuo di comprare eventi costosi per darsi da soli una patente di bravura.
Nel 2017 abbiamo avuto, per esempio, 1.042.000 presenze, a fronte di una spesa per turista di circa 1,10 €. Nel 2023 la spesa per turista era arrivata, invece, quasi a 2 €.
Spendere non significa avere una strategia. Anzi, spesso significa il contrario.
Prendiamo un evento nuovo, ad esempio: primo anno, 220.000 euro di budget. Duecentoventimila euro. Ma davvero questa sarebbe visione? No. Questa è la strada più facile: tirare fuori i soldi e comprare un evento già pronto. Per non parlare delle 300.000 euro di luminarie di Natale, compreso la scritta “Feel Senigallia” che ancora campeggia, semiabbandonata, nel piazzale della Rotonda (che nel frattempo è diventato un parcheggio).
Lo stesso discorso, Prof.Massimo, vale per RDS Summer Festival. Eventi blockbuster, preconfezionati, che arrivano, fanno scena e poi se ne vanno altrove.
Ed è esattamente quello che è successo.
Questa non è strategia turistica. È affittare intrattenimento.
E attenzione: un grande concerto funziona? Sì. Ma spesso porta persone che arrivano, guardano e se ne vanno. Magari arrivano già cenate. Magari da 20 o 30 km di distanza. Non è turismo strutturale. È intrattenimento spot.
La differenza è semplice: o costruisci qualcosa che resta, oppure compri qualcosa che passa. Una strategia turistica seria si misura in altro modo: nel segno che lasci alle persone, nel rapporto tra quanto spendi e quanto generi davvero, nella capacità di usare idee, territorio e competenze per creare qualcosa di unico.
E invece qui si continua con la solita paternale, con il tono da professore che sale in cattedra e spiega tutto a tutti.
Però, mi scusi Professor Massimo, se ogni anno ti ritrovi milioni di euro di avanzo, forse il problema non è che sei prudente. Forse il problema è che non sai programmare fino in fondo come spenderli.
E nel frattempo Senigallia si becca anche operazioni discutibili, roba kitsch, trovate senza anima, cose che durano il tempo di una foto e invecchiano male il giorno dopo. Senigallia merita molto di più di eventi comprati e slogan da cartolina. Merita idee, competenza, identità.
Perché i soldi finiscono, prima o poi, guardate cosa sta avvenendo nel resto d’Europa. La visione, se ce l’hai, resta.
Sociale, Romano: “Dignità e inclusione: patto con il Terzo Settore per una Senigallia che non lascia indietro nessuno”
“Una città si misura dalla dignità che garantisce ai suoi cittadini più fragili. Senigallia deve tornare a essere un laboratorio di inclusione, superando la logica della semplice assistenza. Nel sociale il Comune ha responsabilità dirette di programmazione e finanziamento, che eserciteremo con forza insieme all’Unione dei Comuni, la quale rappresenta un’esperienza da difendere contro ogni tentativo di ridimensionamento per garantire la sicurezza sociale del territorio”.
A dirlo è il candidato a sindaco del centrosinistra Dario Romano.
“Il cuore della nostra proposta – spiega Romano – è un nuovo patto con il Terzo Settore. Vogliamo che gli operatori non siano più semplici esecutori di convenzioni, ma partner strategici nella co-progettazione. Sul fronte della disabilità, l’impegno è l’applicazione del Decreto 62/2024 per garantire progetti di vita personalizzati. Vogliamo assicurare una presa in carico globale attraverso il potenziamento delle unità multidisciplinari Umee e Umea, eliminando le frammentazioni e dando risposte concrete al ‘durante e dopo di noi’. Parallelamente, completeremo e amplieremo il piano di abbattimento delle barriere architettoniche per rendere Senigallia una città realmente accessibile a tutti”.
La visione di Romano abbraccia ogni generazione: “Permetteremo ai nostri anziani di restare nel proprio ambiente, trasformando l’assistenza domiciliare in un supporto continuo che non lasci le famiglie sole davanti alle difficoltà. Per sostenere questa rete, il piano prevede l’adeguamento della pianta organica dei servizi sociali e la stabilizzazione del personale, oggi insufficiente”.
Due altri punti centrali sono la difesa dei diritti e della salute mentale: “Esigiamo il potenziamento dei dipartimenti per le dipendenze e la rigenerazione dei consultori con il reintegro di figure come ginecologi e psicologi per garantire l’autodeterminazione delle donne e l’educazione all’affettività dei giovani. Per noi la sicurezza si costruisce così: con la prevenzione e una comunità educante che non isola, ma include”.
Sanità, Romano: “Difesa dell’ospedale e voce ai cittadini: apriamo una nuova stagione di confronto alla pari con la Regione”
“Per difendere il diritto alla salute dei senigalliesi serve una nuova stagione di dialogo con la Regione Marche. Un confronto costante e serio, ma condotto alla pari, senza quella subalternità alle esigenze politiche del centrodestra che abbiamo visto negli ultimi anni”, dichiara Dario Romano. “Rivendicare il completamento della palazzina delle emergenze e la stabilizzazione del personale è un atto di responsabilità verso la città. Basta con la logica dei medici a gettone: servono professionisti stabili che investano sul nostro ospedale”.
Per Romano, il potenziamento dei servizi deve uscire dai reparti e coinvolgere direttamente la comunità attraverso una sanità che torni sotto casa, nei quartieri e nelle frazioni. In questo contesto, l’amministrazione promuoverà l’uso della telemedicina per i controlli a domicilio e pretenderà che la Casa di Comunità diventi un presidio operativo capace di decongestionare concretamente il Pronto Soccorso.
La proposta si arricchisce inoltre di un fondamentale pilastro di partecipazione democratica: l’istituzione di un organismo regolamentato per dare voce al personale, ai sindacati, alle associazioni dei cittadini e ai comitati. Questo strumento sarà il fulcro per monitorare la qualità dei servizi, segnalare le carenze e proporre soluzioni direttamente alla Giunta e al Consiglio, garantendo un controllo sociale costante sull’operato sanitario.
“Il nostro obiettivo è chiaro: un coordinamento forte con gli enti regionali per garantire risposte rapide e tecnologiche. Senigallia non deve più adattarsi a decisioni calate dall’alto, ma tornare a essere protagonista delle proprie scelte di cura, dando forza e rappresentanza istituzionale a chi vive il territorio ogni giorno”, conclude Romano.
Senigallia, 20/04/2026
Nasce “Onda Civica per Senigallia”
Inaugurata la sede elettorale di Dario Romano