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“Domenica 30 aprile diamo un segnale forte all’Italia e al centrosinistra: votiamo Andrea Orlando!”

Domenica 30 aprile si voterà, finalmente, il prossimo Segretario del Partito Democratico. La campagna per queste Primarie è stata molto sottotono, a dire il vero, inutile negarlo. Ora però è arrivato il momento di esprimersi, con una scelta consapevole, rispetto al futuro del più grande Partito rimasto in Italia.

Andrea Orlando, in queste settimane, è riuscito nell’impresa di farsi apprezzare e conquistare il consenso di più di un iscritto su quattro, all’interno del Partito. La sfida vera, però, è adesso.

“Ci possono essere attenuanti, disagi, problemi e disaffezioni. Tutto è comprensibile, il contesto che stiamo vivendo attualmente all’interno della nostra Comunità ci avrebbe dovuto imporre una seria riflessione. Riflessione che, di fatto, non è stata nemmeno presa in considerazione, con un congresso fatto “mordi e fuggi” e poche vere occasioni di dibattito – afferma Dario Romano, coordinatore della mozione Orlando-. La realtà però è che dobbiamo smuoverci dal torpore e dalla delusione in cui siamo caduti, e andare a votare con forza per Orlando. Se non vogliamo subire il mantenimento di questa situazione –conclude Romano- dobbiamo imporre il cambiamento con i numeri e la forza della ragione”.

Chiediamo pertanto un voto per Andrea Orlando: lo chiediamo agli ultimi, a coloro che non si sentono rappresentati, a coloro che si sentono a disagio e non vorrebbero andare a votare il 30 aprile, a coloro che non si riconoscono nella linea politica del Partito Democratico degli ultimi mesi. Abbiamo bisogno di un grande voto collettivo che dia un segnale di unità, inclusione, rispetto di tutte le sensibilità all’interno del Partito. Questo è possibile solo votando Andrea Orlando!

Per ulteriori informazioni: www.primariepd2017.it

Dario Romano: ecco perché venerdì prenderò le parti di Andrea Orlando

17/04/2017 – Venerdì 21 alle ore 21:00 presso l’Auditoriom San Rocco Vivere Senigallia organizza un dibattito tra tre esponenti del PD. Dario Romano che sostiene la candidatura di Andrea Orlando, Michele Castestelli che sostiene Matteo Renzi e Gianluca Fioretti che prende le parti di Michele Emiliano. In attesa del dibattito oggi abbiamo intervistato Dario Romano.

Vivere Senigallia: Presentati in tre righe.
Dario Romano: Dario Romano, 30 anni, laurea magistrale in Economia e Commercio Internazionale. Lavoro come consulente aziendale. Da circa 7 anni sono amministratore presso il Comune di Senigallia, prima come consigliere e ora come Presidente del Consiglio Comunale. Prima di entrare in politica ho lavorato tra Bruxelles e Strasburgo presso le istituzioni europee e nella delegazione della Regione Marche a Bruxelles.

VS: Perché voterai alle primarie del PD?
DR: L’unico modo per non subire le scelte è quello di farle. E il Partito Democratico permette agli elettori, non solo agli iscritti, di poter decidere il prossimo segretario. Segretario che non deve necessariamente coincidere con il candidato premier, a nostro avviso.

VS: Perché voterai per Orlando? Quali sono i motivi della la tua scelta?
DR: Abbiamo bisogno, in questa fase, di un Partito che sappia nuovamente ascoltare la base prima di imporre le proprie scelte. Siamo passati da anni di indecisionismo e di attendismo ad un decisionismo politico che purtroppo ha creato diverse criticità e tensioni nel tessuto sociale. La realtà è che ci vuole una giusta mediazione con i corpi intermedi, i quali non dovrebbero ostacolare processi di riforma, ma condividerli. Questo Orlando lo afferma chiaramente nella propria mozione
Un altro motivo sta nella mancata analisi del post 4 dicembre –il sottoscritto ha votato convintamente SI-. Non ho condiviso un campagna referendaria impostata sulla personalizzazione e sulla demagogia: non si può giustificare una riforma costituzionale con il presunto abbattimento dei costi della politica…non basta! Non avere compreso che il 70% degli italiani ha votato contro un modo di governare e non contro la riforma, purtroppo, rischia di lasciare pesanti strascichi nel futuro della gestione del Partito e del Governo. Orlando batte molto su questo punto ed è l’unico dei candidati che lo fa in modo chiaro.
Il terzo motivo sta nella distinzione, posta da Orlando, nelle figure del segretario e del candidato premier. Questa scelta, inserita diversi anni fa in Statuto per motivi di opportunità, ha creato problemi non di poco conto. Bisogna operare una distinzione tra politica e amministrazione, tra governo e partito. Non ci può essere un appiattimento totale alle idee del leader unico.

VS: Se non potessi votare per Orlando per chi voteresti?
DR: Significherebbe che non potrei votare il 30 aprile. Seconde scelte, per me, non esistono. A forza di compromessi al ribasso ci stiamo accontentando della mediocrità. In ogni campo. Orlando è la scelta giusta come segretario del Partito Democratico.