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La Biblioteca Antonelliana deve tornare a essere il cuore pulsante della nostra città, un luogo vivo dove i giovani possano sentirsi accolti, studiare e produrre cultura. Oggi purtroppo la realtà è un’altra: i cittadini e gli studenti segnalano disservizi che spesso rendono difficile vivere pienamente gli spazi interni. Ciò dimostra che è venuto a mancare il dialogo, soprattutto con le nuove generazioni. L’Antonelliana, che a partire dal 2000 le amministrazioni di centrosinistra hanno riqualificato e rilanciato, con la giunta Olivetti è entrata in una fase di progressivo declino che va assolutamente arrestato. Le promesse dell’attuale vicesindaco sono tardive e poco credibili: gli investimenti necessari andavano fatti nel corso dell’ultimo quinquennio, non annunciati a ridosso del voto.

Nel nostro programma, la Biblioteca Antonelliana si trasforma in una ‘Piazza Coperta’. Immagino un centro di aggregazione sociale potenziato, arricchito da una caffetteria culturale e da una gestione realmente partecipata grazie all’istituzione di un ‘Consiglio dei lettori’. Non sarà un organo consultivo di facciata, ma un gruppo di lavoro con potere di proposta diretta sul calendario degli eventi e sulla scelta dei nuovi volumi. La cultura non deve restare chiusa in un palazzo, ma contaminare tutto il territorio comunale.

Ma vogliamo anche che la Biblioteca diventi il fulcro della memoria storica della nostra comunità. Una memoria attiva, però, che non serve solo a celebrare il passato, ma a conoscere chi siamo per agire sul presente. Per questo, ricorrendo alle risorse umane che l’Amministrazione ha già oggi a disposizione, organizzeremo un Ufficio Bandi per la Memoria: una task-force comunale dedicata a intercettare finanziamenti nazionali ed europei per ordinare e digitalizzare un patrimonio archivistico oggi troppo frammentato. Abbiamo il dovere di trasformare la nostra storia in uno strumento di consapevolezza attraverso percorsi di cittadinanza che coinvolgano direttamente le scuole: gli studenti potranno lavorare sui documenti digitalizzati per studiare l’evoluzione della nostra comunità.

Con il progetto per l’Archivio del Lavoro e del Territorio, poi, recupereremo la documentazione delle aree dismesse come l’Ex Sacelit-Italcementi. Sistemare queste carte significa rendere giustizia ai lavoratori e fornire basi certe e scientifiche per le bonifiche e per la rigenerazione urbana di cui Senigallia ha urgente bisogno. Puntiamo a un piano pluriennale di digitalizzazione affinché il sapere sia davvero a portata di clic, trasformando i nostri archivi da depositi polverosi a laboratori aperti per cittadini e studenti. Insomma, restituiremo all’Antonelliana il valore e la funzione sociale che le spettano.

Senigallia, 11/05/2026

Dobbiamo smettere di considerare l’istruzione e la cultura semplici voci di spesa da far quadrare nel bilancio e farle diventare il motore concreto dello sviluppo cittadino. La nostra proposta è quella di una ‘Città educante’, un modello dove il Comune non si limita a gestire le pratiche burocratiche o la manutenzione, ma assume la regia di un’alleanza che metta in rete scuole, famiglie e terzo settore. In un momento di forte frammentazione sociale, investire sul legame tra queste realtà è l’unico modo per garantire crescita economica e, soprattutto, una reale sicurezza a lungo termine. La vera sicurezza, infatti, si costruisce prevenendo il disagio giovanile e offrendo alternative alla strada: una città che educa i suoi figli è una città intrinsecamente più sicura per tutti.

Per intervenire con efficacia sull’infanzia e l’adolescenza non servono risposte isolate, ma una lettura costante della realtà. Per questo riattiveremo l’Osservatorio sull’Infanzia e l’Adolescenza: non sarà un ufficio per raccogliere statistiche, ma un laboratorio capace di incrociare i dati di scuole e servizi sociali per mappare le povertà educative e i rischi di abbandono scolastico. Conoscere i problemi in tempo reale ci permetterà di spostare le risorse comunali esattamente dove servono, offrendo alle famiglie protocolli d’intervento rapidi per affrontare anche la diffusione dei disturbi dell’apprendimento.

Inoltre, consideriamo l’educazione il primo strumento per abbattere le barriere sociali. In queste settimane di ascolto ho incontrato molti genitori preoccupati, che d’estate si trovano a dover scegliere tra il lavoro e la possibilità di offrire ai propri figli attività stimolanti. È un peso che le famiglie non devono più portare da sole. Partiremo dai nidi comunali con l’obiettivo di una gratuità progressiva per le fasce Isee più basse e trasformeremo i centri estivi in veri percorsi culturali in collaborazione con musei e biblioteche, assicurando sempre il personale specializzato per l’inclusione dei bambini con disabilità. Inoltre, il Comune supporterà le scuole con un ufficio tecnico dedicato per intercettare i fondi europei e finanziare progetti di orientamento ai talenti dei ragazzi.

Infine, vogliamo scuole vive, aperte al quartiere oltre l’orario delle lezioni, specialmente nelle frazioni. Un esempio concreto è il Campus di via d’Aquino, dove intendiamo rimuovere le recinzioni interne per creare un unico grande cortile sicuro dedicato alla socialità. Anche la mensa diventerà un luogo di formazione: portare i prodotti biologici locali a chilometro zero nelle scuole significa sostenere l’economia del nostro territorio e insegnare ai ragazzi che le nostre scelte alimentari impattano sul futuro del pianeta. Educare alla lotta allo spreco significa formare cittadini consapevoli e migliorare, fin da subito, la qualità della nostra convivenza. Questo è solo il primo passo di un percorso che continueremo nei prossimi giorni insieme al mondo della scuola: Senigallia non si governa chiusi nel palazzo, ma camminando insieme a chi la città la vive ogni giorno.

Senigallia, 06/05/2026

“Una città si misura dalla dignità che garantisce ai suoi cittadini più fragili. Senigallia deve tornare a essere un laboratorio di inclusione, superando la logica della semplice assistenza. Nel sociale il Comune ha responsabilità dirette di programmazione e finanziamento, che eserciteremo con forza insieme all’Unione dei Comuni, la quale rappresenta un’esperienza da difendere contro ogni tentativo di ridimensionamento per garantire la sicurezza sociale del territorio”.

A dirlo è il candidato a sindaco del centrosinistra Dario Romano.

“Il cuore della nostra proposta – spiega Romano – è un nuovo patto con il Terzo Settore. Vogliamo che gli operatori non siano più semplici esecutori di convenzioni, ma partner strategici nella co-progettazione. Sul fronte della disabilità, l’impegno è l’applicazione del Decreto 62/2024 per garantire progetti di vita personalizzati. Vogliamo assicurare una presa in carico globale attraverso il potenziamento delle unità multidisciplinari Umee e Umea, eliminando le frammentazioni e dando risposte concrete al ‘durante e dopo di noi’. Parallelamente, completeremo e amplieremo il piano di abbattimento delle barriere architettoniche per rendere Senigallia una città realmente accessibile a tutti”.

La visione di Romano abbraccia ogni generazione: “Permetteremo ai nostri anziani di restare nel proprio ambiente, trasformando l’assistenza domiciliare in un supporto continuo che non lasci le famiglie sole davanti alle difficoltà. Per sostenere questa rete, il piano prevede l’adeguamento della pianta organica dei servizi sociali e la stabilizzazione del personale, oggi insufficiente”.

Due altri punti centrali sono la difesa dei diritti e della salute mentale: “Esigiamo il potenziamento dei dipartimenti per le dipendenze e la rigenerazione dei consultori con il reintegro di figure come ginecologi e psicologi per garantire l’autodeterminazione delle donne e l’educazione all’affettività dei giovani. Per noi la sicurezza si costruisce così: con la prevenzione e una comunità educante che non isola, ma include”.

Senigallia, 22/04/2026

L’incontro con l’assessore Calcinaro poteva e doveva essere un’occasione di confronto con tutto il territorio sulle questioni aperte della nostra sanità, ma il sindaco l’ha trasformata nella propria passerella pre-elettorale, seguendo il solito copione stantio fatto di foto e strette di mano a proprio uso e consumo. Di fatto si è persa un’importante occasione per provare ad avere delle risposte ai nodi strutturali della sanità senigalliese.

A mio avviso, sarebbe stato opportuno utilizzare questo appuntamento per convocare un tavolo con tutti i sindaci della vallata e affrontare finalmente le criticità legate all’applicazione del DM 77 nel territorio. Restano infatti al palo i progetti per le Case di Comunità hub e spoke, gli Ospedali di Comunità e l’implementazione dei servizi per gli anziani, oltre all’attuazione di un piano multileva a sostegno delle strutture residenziali che oggi versano in una grave sofferenza finanziaria.

Purtroppo ciò rende ancora più evidente la totale assenza di un approccio di area vasta, capace di superare le logiche localistiche per promuovere una programmazione integrata tra ospedale, territorio ed enti locali. Questa carenza sancisce il fallimento della cosiddetta filiera istituzionale del centrodestra, incapace di sfruttare le ingenti risorse del Pnrr per garantire il salto di qualità necessario alle nostre valli.

La responsabilità politica ricade interamente su chi, guidando il Comune di Senigallia e presiedendo il Comitato dei sindaci, per cinque anni e mezzo non ha mai preteso un confronto serio con la Regione Marche per una strategia coerente e di ampio respiro. Questo atteggiamento di sudditanza politica va interrotto radicalmente. Con la nuova amministrazione, il Comune tornerà a sedersi ai tavoli istituzionali per tutelare esclusivamente i bisogni dei cittadini e il sindaco eserciterà pienamente la sua funzione di massima autorità sanitaria, monitorando con rigore i cronoprogrammi delle opere e la qualità dei servizi erogati dall’AST.

Per dare concretezza a questo cambiamento, proporremo un metodo di relazione nuovo tra Amministrazione e città attraverso l’istituzione della Consulta Comunale sulla Sanità. Non si tratterà di un semplice organismo di rappresentanza, ma di uno strumento regolamentato per dare voce, tra gli altri, alle associazioni dei cittadini sui temi della cura e della prevenzione. La Consulta diventerà un presidio di trasparenza e partecipazione attiva per monitorare la qualità dei servizi, segnalare tempestivamente le carenze e proporre soluzioni nei tavoli di riferimento, rimettendo al centro il diritto alla salute della comunità.

Dario Romano
Candidato sindaco del centrosinistra

La nostra campagna elettorale entra in una nuova fase. In questi giorni costituiremo un comitato operativo, che sarà presentato ufficialmente alla città. A coordinarlo sarà una donna capace e competente: una scelta che parla di metodo, serietà e visione. Attorno a lei ci saranno figure di rinnovamento, ma anche persone con competenze solide, perché Senigallia ha bisogno di entusiasmo e affidabilità insieme. Siamo già da tempo tra le persone, le imprese, i circoli. Torneremo nelle frazioni, nei quartieri, nei luoghi della vita quotidiana. Ascoltare non è uno slogan, è il modo con cui vogliamo costruire il programma. Stiamo lavorando a una bozza che non calerà dall’alto, ma che sarà condivisa, discussa, migliorata insieme alla città.

E proprio partendo dall’ascolto emerge con forza il tema dei lavori pubblici. Quello che sta accadendo oggi – cantieri concentrati, progetti avviati all’ultimo minuto, interventi senza una visione complessiva, una fabbrica continua di comunicati a firma dell’ufficio stampa di Olivetti – è l’esempio di una gestione che guarda più alla propaganda che al futuro. Il rischio è lasciare opere incompiute, fondi mal spesi, pezzi di città scollegati tra loro. Il problema non sono i lavori pubblici, che anzi servono, ma l’errore politico enorme di averli concentrati quasi tutti sotto campagna elettorale, senza una programmazione seria e senza rispetto per cittadini, attività economiche e turismo.

I disagi saranno pesantissimi: traffico, accessi difficili, mancanza di parcheggi, cantieri sovrapposti. E il rischio vero è che molti interventi partiranno adesso solo per “fare vedere” qualcosa e restino incompiuti dopo. I fondi PNRR non sono annunci, sono responsabilità. Palazzo Gherardi ha un procedimento di revoca dei fondi PNRR in corso, mentre la scuola Puccini ha centinaia di giorni di ritardo accumulati per presunte “avverse condizioni metereologiche” e anch’esso andrebbe concluso entro giugno 2026: si avvia tutto all’ultimo minuto, mettendo a rischio tempi, qualità e risultati.

Sul lungomare Marconi si procede con un progetto a metà, timido, poco coraggioso, che si tradurrà – dopo l’estate, ma anche qui andrebbe visto il tutto con riferimento a giugno 2026, scadenza PNRR – in una colata d’asfalto spacciata per riqualificazione. Lo stesso vale per l’intervento davanti alle ex colonie Enel: un’azione slegata da qualsiasi visione complessiva del waterfront, senza un disegno urbano degno di questo nome. E intanto sono stati completamente oscurati i progetti vincitori del concorso di idee Velvet Waterfront: 100 mila euro pubblici investiti e poi buttati, solo perché quelle progettualità non piacevano all’amministrazione. Così non si governa una città. Senigallia merita visione, coerenza e rispetto.

Noi vogliamo fare l’opposto: programmare, scegliere, spiegare. Restituire a Senigallia una direzione chiara, una visione urbana e la fiducia che si costruisce solo con la trasparenza e il confronto continuo con i cittadini.

Barocci e Romano (PD Senigallia): “Nessuna strumentalizzazione: questi sono i fatti. Cittadini stanchi: ora mobilitazione pubblica”

Abbiamo letto, con stupore, l’attacco politico frontale, firmato dal “Comune di Senigallia”, nei confronti dei consiglieri di opposizione e del segretario locale del PD.

Una situazione quantomeno inusuale, dove un ente pubblico, attraverso un mezzo di comunicazione, si permette di etichettare come “strumentalizzazioni” i giusti rilievi posti dall’opposizione e dal segretario del Partito Democratico, oltre che da diversi professionisti e associazioni del territorio, in merito ai ponti cittadini (in particolare ponte Garibaldi).

Le strumentalizzazioni di cui il Comune parla – a proposito, chi ha scritto e firmato quel comunicato? Il sindaco Olivetti? L’ente? Chi? – sono semplicemente dei fatti:
– non è stata l’opposizione ad annunciare in pompa magna che a inizio febbraio il progetto del ponte sarebbe stato pronto, ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il rilancio mediatico della Lega (con l’assessora comunale-segretario provinciale in testa);
– non è stata l’opposizione ad annunciare diverse tipologie di progetto, ubicazioni, strumenti e tempistiche, giorno dopo giorno, mese dopo mese;
– non è stata l’opposizione a far abbattere il vecchio Ponte Garibaldi e richiedere l’installazione del Ponte del Fiaton, salvo poi accorgersi che una gru di diverse tonnellate poteva stazionare sul vecchio Ponte;
– non è stata l’opposizione a “disertare” la commissione sui ponti e sulle vasche d’espansione, richiesta 3 mesi prima dall’opposizione, con la presenza del commissario Acquaroli e del vice commissario Babini;

Aspettiamo il prossimo comunicato del “Comune di Senigallia”, ma questi sono i fatti. I senigalliesi si sono stancati, però. Servirà una grande mobilitazione pubblica, nelle prossime settimane, per far aprire gli occhi a chi governa, in primis la Regione ma anche il Comune, che a questo punto o è totalmente assente da questa partita oppure è politicamente d’accordo con quanto sta avvenendo.

Massimo Barocci
Segretario PD

Dario Romano
Capogruppo PD

Senigallia, 02/03/2021

Al Sindaco

P.c. al Presidente del Consiglio Comunale

Premesso che, tra le misure di mitigazione del rischio idraulico di Senigallia, una di questa è relativa all’escavo della foce del fiume Misa;

Premesso che, essendo il fiume di competenza della Regione, l’intervento legato all’escavo sarà svolto dal Consorzio di Bonifica delle Marche;

Premesso che, in data 03/11/2020, con il decreto regionale 467, il Dirigente della P.F. Tutela del Territorio di Ancona e Gestione del Patrimonio ha approvato il progetto esecutivo e ammissibilità a contributo e concessione della somma di € 870.000 per quanto riguarda l’”ESCAVO CANALE ED ADEGUAMENTO DELLA SEZIONE IDRAULICA DEL TRATTO TERMINALE DEL CANALE DELLA FOCE DEL FIUME MISA A VALLE DEL PONTE RFI”;

Premesso che, dal 10/01, data di allestimento del cantiere, alla data del 01/03, i lavori si sono fermati e sembra che non si abbia certezza di quando ripartiranno;

Premesso che a breve partirà la stagione estiva e un protrarsi dei lavori in quella zona potrebbe rendere infruibile una delle parti più affascinanti della città oltre che produrre un movimento di sedimi che andrebbe a modificare conseguentemente il colore del mare durante l’estate, cosa non propriamente opportuna nel bel mezzo del periodo più propizio per il turismo balneare;

Tutto ciò premesso si chiede al Sindaco:

  • Perché si sono interrotti i lavori dell’escavo canale? Quando riprenderanno e quando termineranno?

Si richiede risposta scritta.

Dario Romano

Capogruppo consiliare Partito Democratico

Finalmente una buona notizia. Da mesi proponiamo un approccio diverso legato alla mobilità, e sembra che questa modalità propositiva inizi a dare qualche frutto, soprattutto nell’interesse di tutti i senigalliesi. Ad una mia precisa interrogazione, infatti, che chiedeva la possibilità di inserire la pista ciclabile nel progetto di risanamento di Viale Anita Garibaldi, l’assessore ai lavori pubblici ha confermato questo possibilità. Aspettiamo di vedere in commissione il progetto definitivo e quello esecutivo, tenendo conto che il tutto dovrebbe prevedere, a nostro avviso, la pista ciclabile, il marciapiede, i parcheggi per i residenti/attività e la corsia per gli autoveicoli. Bene quindi che si inizi a ragionare su una mobilità che metta al primo posto la sicurezza dei cittadini, degli studenti, dei residenti, a discapito del traffico veicolare e dell’inquinamento.

Aspettiamo di vedere lo stesso approccio per quanto riguarda il doppio senso del lungomare al Ciarnin, proposta oramai da accantonare mentre bisogna insistere nel rapporto con RFI e proporre un sottopasso tra Lungomare e Statale, che possa tenere conto delle esigenze dei residenti in primis.

Aspettiamo di vedere lo stesso approccio per il prolungamento della Ciclovia Adriatica verso Marzocca e per la pista ciclabile su Lungomare Mameli, oramai non più rinviabile e da accelerare nella sua realizzazione –così come il rifacimento dell’asfalto, sperando che non si arrivi a stagione estiva iniziata, sarebbe un disagio gravissimo per le attività della zona-.

Noi ci saremo e saremo come sempre propositivi e concreti nell’azione di controllo e di rilancio, nell’interesse di tutta la città.

Senigallia 17/01/2021 – Analisi della sconfitta elettorale alle amministrative, riorganizzazione del partito e preparazione per il prossimo Congresso. Il capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico fa il punto sulla “nuova vita” dem.

Come sono trascorsi i primi tre mesi dal “ribaltone” che dopo anni ha portato il centrosinistra e il Pd in minoranza?
“L’opposizione è molto diversa dal governo, per tanti aspetti, ma l’amore per la città resta immutato. Ogni idea è mossa dall’interesse pubblico e dal fatto che abbiamo a cuore la nostra bella cittadina. Come gruppi di opposizione (PD, Vola Senigallia, Diritti al Futuro, Vivi Senigallia) abbiamo creato subito un ottimo clima per lavorare assieme, in sinergia, concordando le singole azioni al fine di essere più efficaci. Chiaro, ogni partito o lista ha le proprie proposte, che sono un valore aggiunto, ma il coordinamento e l’azione sinergica sono fondamentali se si vuole condurre un certo tipo di opposizione basata sui progetti e non sulle urla”.

Quali sono state le cause della sconfitta elettorale?
“Concordo con quanto scritto dal Partito nei giorni scorsi rivolgendosi ai propri iscritti, nonostante però si voglia tornare su alcuni argomenti non voglio in alcun modo parlare di nuovo delle primarie. La cittadinanza, comunque, ha percepito che, alla base delle ultime scelte, ci sia stato uno scambio tra figure apicali. Quindi, un discorso legato ai personalismi, la vera piaga della politica di oggi, come ha ricordato il Presidente Mattarella. A questo va aggiunta poi una campagna elettorale inedita per via del Covid, un ballottaggio complicato e purtroppo una parte importante della città che non ci ha votato, parlo delle frazioni, quelle che si sono sentite meno coinvolte nel secondo mandato dell’amministrazione precedente. Di certo esiste un tema legato all’ascolto, altrimenti i nostri elettori non avrebbero fatto altre scelte. Sta a noi adesso tornare con umiltà in mezzo alla gente, possibilmente non con arroganza o supponenza”.

In tutto questo quali sono le principali responsabilità del PD?
“Il Partito ha permesso alla città un salto in avanti, in questi 20 anni, i risultati sono sotto gli occhi di tutti e Senigallia è un’isola felice: si vive benissimo e tutti ce lo riconoscono. C’è però un passaggio che fa parte del ruolo di un partito, che purtroppo non è stato posto in essere: alla fine di un ciclo, c’è bisogno di formare una nuova classe dirigente per prendere le redini del governo cittadino in mano. Questo, ahimè, non è stato fatto né dal Partito né dall’Amministrazione uscente. Non c’è la responsabilità di un singolo, ma tutto questo non doveva succedere e bisognava lavorarci sin dall’inizio del secondo mandato, così come venne fatto in passato con il secondo mandato Angeloni. E’ stato uno degli aspetti che ha inciso nella sconfitta, a mio avviso, perché in città veniva percepito chiaramente”.

Le elezioni amministrative, sia prima della campagna elettorale che dopo, hanno provocato fratture e cambiamenti interni al Partito…
“E’ normale che di fronte ad una sconfitta senza precedenti ci siano degli scossoni, ci si senta smarriti. Nell’ultimo anno si sono susseguite diverse situazioni, adesso però è il momento di guardare avanti. Se si guarda indietro, è solo per non ricommettere gli stessi errori, tenendo a mente l’unico vero obiettivo, che è quello di fare una opposizione seria e di riproporci come credibili alla città alle prossime elezioni”.

In vista c’è il Congresso del Pd. Che obiettivi vi ponete?
“C’è bisogno di rimettere in fila le questioni e di riorganizzare l’assetto del partito, prima di tutto, con una campagna di tesseramento fatta di facce nuove, idee nuove, modalità nuove. Questo si aspettano i nostri elettori, perché si può lavorare benissimo come opposizione in consiglio comunale ma senza un partito forte dietro che sia da traino per tutto il centrosinistra e i movimenti civici diventa tutto più complicato. Per questo motivo auspico l’inizio di una stagione nuova, non basata più sui personalismi. Sul “noi” prima dell’ “io”. Sembra una banalità, ma non lo è, viste le vicissitudini passate”.

Che opposizione porterete avanti in Consiglio Comunale?
“Abbiamo come idea quella di alzare il livello dello scontro politico, portandolo sul merito delle proposte e non sul dibattito tipico dei social network, teso soltanto a delegittimare l’avversario in consiglio. D’altronde il ruolo ci impone di controllare e verificare che ogni azione posta in essere dall’amministrazione sia quella più giusta per la cittadinanza. Saremo propositivi e presenti, anche attraverso il dialogo e l’ascolto che purtroppo alla fine dello scorso mandato sono stati percepiti come mancanti, da parte di una fetta di elettorato. Per fare questo è necessario coinvolgere e far entrare nel dibattito le realtà associative, i sindacati, il tessuto sociale: d’altronde questa è una idea condivisa dal Partito e che penso possa essere una delle giuste molle per ripartire con umiltà”.

di Giulia Mancinelli – Viveresenigallia