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Beccaceci e Romano: “Olivetti messo con le spalle al muro da FI su tariffe sportive, Pizzi completamente sfiduciato: ora restano soltanto le dimissioni”

Dopo cinque anni di battaglie, interrogazioni, mozioni e prese di posizione pubbliche dell’opposizione, oggi si annuncia il taglio del 70% delle tariffe degli impianti sportivi comunali. A partire dall’anno prossimo, però. Dopo le elezioni. In questi anni, però, le società sportive e, a cascata, le famiglie, hanno dovuto mettere in campo diversi sacrifici per andare avanti.

È una buona notizia? Sì, anche se poi dovremo verificare le coperture di bilancio dove si troveranno, al di là delle promesse che verranno fatte. È esattamente quello che chiediamo da anni, come denunciato politicamente a più riprese. Temi su cui sindaco e vicesindaco hanno sempre fatto orecchie da mercante, difendendo anzi le scelte prese. Poco più di 4 anni fa Pizzi difendeva l’aumento delle tariffe dichiarando: “La decisione ha riequilibrato la copertura minima del servizio, anche in relazione alle altre coperture degli altri servizi a rilevanza sociale offerti alla popolazione”.

Per l’intero mandato, quindi, questa maggioranza, Olivetti e Pizzi in testa, ha difeso con forza gli aumenti. Ha respinto le critiche delle società sportive. Ha bocciato le proposte dell’opposizione, anche le ultime arrivate non più di due mesi fa. Ha rivendicato come giuste e necessarie scelte che oggi vengono completamente smentite.

Oggi, improvvisamente, si cambia linea. Per motivi squisitamente elettorali, che per Olivetti evidentemente valgono più di qualsiasi altra cosa. E la cosa ancora più singolare è che il cambio di rotta non viene imposto dall’opposizione, che su questo tema ha combattuto con coerenza fin dall’inizio, ma da una forza della stessa coalizione di governo, Forza Italia, che parla apertamente di “vittoria” politica. Praticamente Olivetti, messo politicamente con le spalle al muro, ha sbugiardato il suo vicesindaco, abbandonandolo completamente e facendo una inversione politica a 360 gradi.

Quindi ricapitoliamo: per anni l’opposizione aveva torto; per anni gli aumenti erano giustificati; oggi la stessa maggioranza ammette che le tariffe erano insostenibili e vanno abbattute del 70%. Se abbassare le tariffe del 70% è la scelta giusta, significa che per cinque anni si è pesantemente sbagliato. E qualcuno dovrebbe avere l’onestà politica di dirlo ed essere conseguente nelle proprie azioni. Meglio tardi che mai, ma la coerenza non è un optional da riscoprire a 90 giorni dalle elezioni.

Lorenzo Beccaceci
Dario Romano

Romano: “Giovani non vuol dire sicurezza, ma speranza: puntiamo su di loro per il nostro futuro”

Negli ultimi mesi il tema della sicurezza è tornato al centro del dibattito cittadino. È giusto dirlo con chiarezza: i reati vanno puniti, i danneggiamenti risarciti, le regole fatte rispettare. Su questo non ci sono ambiguità. Ma se una comunità arriva a parlare solo di repressione, significa che qualcosa si è già rotto prima.

La sicurezza non è solo una questione di pattuglie o telecamere. È, prima di tutto, una questione sociale. E riguarda la qualità della convivenza, la forza dei legami, la capacità di una città di non lasciare indietro nessuno.

In questi anni a Senigallia si è scelto di non scegliere. Sul fronte del disagio giovanile non si è fatto praticamente nulla: nessuna strategia strutturata, nessun investimento serio sulla prevenzione, nessuna attenzione al mondo giovanile, tra consulte bloccate e centri di aggregazione chiusi. Oggi vediamo emergere comportamenti problematici che non nascono dal nulla, ma da un disagio che è stato ignorato troppo a lungo.

Giovani non vuol dire insicurezza. Giovani vuol dire speranza, futuro, energia. Ma se una città smette di ascoltarli, di coinvolgerli, di offrire spazi e opportunità, allora il disagio prima o poi esplode. E quando si arriva al punto di dover solo reprimere, si è già fallito come collettività. La richiesta dei cittadini di sentirsi sicuri è legittima. Anche sapendo che la percezione di insicurezza non sempre coincide con i dati reali, va presa sul serio. Per questo il presidio del territorio è fondamentale, così come il ruolo della Polizia Locale, che deve essere messa nelle condizioni di lavorare con chiarezza di obiettivi ed efficacia. 

Ma il presidio non può essere solo fisico: deve essere anche sociale ed educativo. Servono educatori di strada, capaci di intercettare il disagio prima che diventi conflitto. Servono centri di aggregazione giovanile vivi, aperti, riconoscibili, dove i ragazzi possano incontrarsi, esprimersi, costruire relazioni positive. Servono politiche che mettano insieme scuole, famiglie, associazioni, servizi sociali, psicologi, assistenti sociali e istituzioni.

Il Comune deve tornare a fare la sua parte: promuovere prevenzione nelle scuole di ogni ordine e grado, sostenere percorsi di educazione alla legalità, al rispetto degli spazi pubblici, alla cittadinanza attiva. Coinvolgere il volontariato civico e il servizio civile, valorizzare le associazioni, aprire il Palazzo Comunale ai cittadini con iniziative pubbliche, momenti di confronto, percorsi di partecipazione reale.

La cosa pubblica non deve essere percepita come qualcosa di lontano o astratto, ma come qualcosa che appartiene a tutti. È da qui che nasce una vera sicurezza: non dalla paura, ma dalla fiducia. Non dall’emergenza permanente, ma da una comunità che sceglie di investire sulle persone, a partire dai più giovani. Questa è la sfida che Senigallia deve affrontare. Ed è una sfida che non si vince con slogan, ma con politiche serie, continue e coraggiose.

 

Dario Romano

Candidato sindaco del centrosinistra

Romano: “Un Comune alleato di cittadini, imprese e dei professionisti: sburocratizzazione, dirigenti e cruscotto digitale le prime proposte”

Se Senigallia appare oggi una città impantanata e costantemente in affanno, la causa è da ricercarsi anche nella riorganizzazione della macchina comunale fortemente voluta dal sindaco attuale. Non certo per colpa del personale, ma di un modello organizzativo improvvisato, incapace di valorizzare le competenze e le professionalità presenti all’interno dell’ente, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare durante la mia attività consiliare.
La pseudo-rivoluzione del sindaco, che eliminando tutte le figure dirigenziali avrebbe dovuto garantire una accelerazione delle pratiche a vantaggio dei cittadini, ha miseramente fallito. L’annunciato processo di sburocratizzazione e di semplificazione amministrativa si è trasformato in un dannoso boomerang. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto di professionisti e imprenditori che, anziché avere nel Comune di Senigallia un alleato affidabile, spesso si trovano davanti a una controparte lenta, a volte persino paralizzata, incapace di rispondere tempestivamente alle loro esigenze e di agevolare il loro lavoro.

Il sindaco ha dimostrato una grave superficialità, pensando di poter governare Senigallia come se fosse un piccolo comune e non una città di 45 mila abitanti. Una superficialità che è stata pagata a caro prezzo da tutti: dipendenti comunali, cittadini e imprese.
Uno dei miei primi impegni sarà quello di restituire al Comune una macchina organizzativa all’altezza delle grandi sfide che attendono Senigallia nei prossimi anni. Il primo passaggio sarà la reintroduzione delle figure dirigenziali, selezionate attraverso procedure fondate su trasparenza, competenza e meritocrazia. Su questo non sono possibili scorciatoie: il rilancio della città passa inevitabilmente da un rapporto più efficace ed efficiente tra cittadini e uffici comunali. Accanto alla riorganizzazione, nei primi 100 giorni di mandato si valuterà l’attivazione di un cruscotto pubblico di monitoraggio della macchina comunale, uno strumento semplice e accessibile che consentirà a cittadini, professionisti e imprese di conoscere in modo chiaro:

  • i tempi medi di risposta degli uffici;
  • lo stato delle principali pratiche amministrative;
  • il livello di avanzamento dei procedimenti più rilevanti;
  • gli obiettivi assegnati e i risultati raggiunti;
Un Comune moderno non promette soltanto: misura, rende conto e corregge. Il cruscotto servirà proprio a questo: garantire tempi certi, responsabilità chiare e un’amministrazione che non si chiude nei palazzi, ma lavora alla luce del sole.
Il Comune di Senigallia deve tornare a essere un alleato, non un freno. Questa è la mia idea di amministrazione: efficiente, trasparente e al servizio di tutti.
Dario Romano
Capogruppo PD
Candidato Sindaco del centrosinistra

Romano: “Acquaroli come Trump: Senigallia commissariata su Ponte Garibaldi, mentre Olivetti tace”

Le dichiarazioni del presidente Acquaroli sul nuovo Ponte Garibaldi certificano una scelta arrogante, calata dall’alto, impermeabile a ogni confronto con la città. “Non ci saranno deroghe, il progetto è questo”: una frase che suona più come un ordine che come una decisione istituzionale. È il metodo Trump, applicato alle Marche. E Senigallia oggi è la sua piccola America commissariata.
Da mesi partiti, movimenti, associazioni e società civile ripetono una cosa semplice: la sicurezza viene prima di tutto, ma non può diventare l’alibi per costruire un ponte autostradale nel cuore della città, ignorando il contesto urbano, paesaggistico e sociale. Un’opera rigettata completamente – o quasi – dai senigalliesi, come dimostrano prese di posizione, firme, assemblee, osservazioni, dibattito pubblico.
Le alternative esistono e non sono eresie: un concorso di progettazione serio, per individuare una soluzione di qualità; la valutazione di un ponte ciclopedonale che ricomponga la città invece di spaccarla, attraverso una revisione della viabilità e scelte urbanistiche innovative; un’iniziativa che parta dagli amministratori locali per intervenire sulla norma e la sua interpretazione, in un dibattito politico che sta già avvenendo in Emilia-Romagna, tenendo insieme sicurezza idraulica e qualità urbana.
A Senigallia invece no. Acquaroli decide, Olivetti tace. E nel silenzio – che è ormai complicità politica – Senigallia subisce. Il sindaco rinuncia a difendere la città e accetta supinamente una scelta che la segnerà per sempre. E per Ponte Portone stessa storia, ignorando poi che ci sono pochi metri più avanti il ponte degli Angeli, quello sulla Statale e quello della Ferrovia. È fondamentale invece continuare a lavorare sulle vasche di espansione, primo vero punto per mitigare il rischio idraulico.
Senigallia non è una bacheca elettorale né un rendering da imporre con la forza. È una comunità che chiede ascolto. Continuare a ignorarla significa tradire il mandato democratico. E su questo, come sul Ponte Garibaldi, non faremo un passo indietro.

Dario Romano: “Ancora aumenti per la Tari alle famiglie. Ecco perché non volevano farci studiare i documenti”

SENIGALLIA – Dopo aver visto i primi documenti, tra le 350 pagine mandate ai consiglieri comunali nei giorni scorsi da studiare in fretta e furia, siamo andati a vedere le pratiche relative alla TARI. Come ha ricordato il consigliere Pergolesi in commissione, accogliamo positivamente la proposta di modifica del regolamento TARI che aumenterà leggermente gli sgravi per le utenze domestiche con un determinato ISEE -per coloro che ne faranno richiesta, non in automatico, questo aspetto deve essere chiaro-. Era qualcosa che avevamo intenzione di proporre, come fatto con l’aumento della fascia di esenzione IRPEF (bocciato dalla maggioranza a dicembre scorso), ma in questo caso siamo soddisfatti che siano state recepite le nostre istanze, proposte da tempo.
C’è un “però”, che è stato accuratamente passato in secondo piano dall’amministrazione Olivetti: non viene detto, infatti, che in realtà le tariffe, per le famiglie, dall’anno 2023 al 2024, subiranno un cospicuo aumento. Parliamo di, all’incirca, un 10% in più per la parte fissa, a cui va aggiunto un +5% nella parte variabile.
Ciò vuol dire che una famiglia di 3 componenti, per 80 mq di appartamento, che nel 2023 pagava poco più di 190 euro di TARI, dal 2024 pagherà quasi 210 euro. Un aumento, di fatto, di quasi il 10%, al netto di future domande per ottenere sgravi in base all’ISEE.
Quindi, al di là dei roboanti annunci fatti a senso unico sui giornali dal sindaco, senza aver dato la possibilità ai consiglieri comunali di poter approfondire le pratiche, il risultato è sempre quello: la destra delle tasse -in questo caso tariffe- colpisce ancora.

Dario Romano

*Capogruppo Partito democratico – Senigallia

“L’amministrazione Olivetti è da 4 in pagella”

Romano, capogruppo Pd, attacca il sindaco: “Sulle opere siamo in pauroso ritardo, vedi viale Anita Garibaldi e palazzo Gherardi”

Dopo un consiglio comunale fiume in cui non sono mancati gli attacchi dell’opposizione sull’approvazione del bilancio, il capogruppo del Pd Dario Romano fa il punto dopo due anni e mezzo di amministrazione targata Massimo Olivetti.

Romano, finalmente è stato approvato il bilancio 2023, che giudizio dà all’amministrazione Olivetti?

“Dopo più di due anni, un bel “4” pieno. Speravamo, dopo tutto questo tempo, di vedere la mano della nuova amministrazione, invece vediamo che Olivetti&Co. continuano a soffrire della “sindrome dell’opposizione”, cercando un fantomatico nemico esterno nel passato che non esiste più. La realtà è che, in questo bilancio, non si sono abbassate le imposte, le tasse e le tariffe, anzi, si sono ancora di più vessati i cittadini senigalliesi e i turisti. Emblematico il caso della revoca dei permessi per i veicoli ibridi. In un solo colpo sono stati mandati due messaggi terribili: si aumentano le tasse e si ha a cuore l’ambiente”.

È vero che ci sono milioni di opere pubbliche in cantiere?

“Sì, e di questo possiamo solo che esserne felici, perché la stragrande maggioranza di esse viene dal Pnrr e da fondi ministeriali. La Roma ladrona della Lega e l’Europa cattiva di Fd’I, per capirci. Ora, per loro, va tutto bene. A livello comunale siamo in pauroso ritardo, pensate solo a viale Anita Garibaldi che ha accumulato almeno un anno di ritardo, se andrà bene. Che succederà con palazzo Gherardi, i sottopassi, le riqualificazioni? Il mancato rinnovo della posizione del responsabile di lavori pubblici non ha di certo aiutato, ma le situazioni sono tutte politicamente collegate”.

L’opposizione sta lavorando in maniera sinergica e compatta, sembra.

“È vero, noi otto consiglieri di Pd, Diritti al Futuro, Vola Senigallia e Vivi Senigallia stiamo collaborando e lavorando proficuamente assieme. Abbiam capito, giorno dopo giorno, che coesione, unità e lavoro di squadra possono essere decisivi nel riprendere la città”

Il 26 febbraio ci saranno i congressi nazionale e regionale del Partito Democratico. Lei come si schiera?

“A livello nazionale sosterrò convintamente Elly Schlein. È lei la carta giusta che, affiancata ad una nuova classe dirigente, può rinvigorire il Pd. A livello regionale sosterrò, ovviamente, la candidata senigalliese Chantal Bomprezzi. Il nostro gruppo consiliare, così come la stragrande maggioranza del partito, la sostiene e ogni senigalliese dovrebbe fare altrettanto. Non sostenerla equivale a gettare alle ortiche una grande possibilità per il nostro territorio, in ottica futura”.

di Silvia Santarelli

Fonte: Il resto del Carlino

Dario Romano: “Impossibile svolgere il ruolo di consigliere comunale”

Il presidente di commissione Liverani per l’ennesima volta ha confuso il suo ruolo con quello di un capogruppo”

Impossibile svolgere il ruolo di consigliere comunale. Poco fa (nella serata di mercoledì 22 giugno, ndr)  in commissione Bilancio, ho posto all’assessora Bizzarri un tema politico, riguardante una variazione di bilancio che tra le altre tematiche si occuperà delle cooperative sociali.

Ad una mia precisa domanda politica sul fatto che l’amministrazione abbia estromesso le cooperative sociali su verde e parcheggi e chiedendo chiarimenti sui prossimi appalti delle pulizie, per l’ennesima volta non ho ricevuto risposta.

Ho chiesto anche chiarimenti sul comunicato che il Comune fece contro la cooperativa e che non è mai stato smentito. Un comunicato doppiamente grave, perché poi si procederà ad un nuovo affidamento alla stessa cooperativa, accusata di cose ben precise da parte del Comune. Tutte domande attinenti perché la variazione di bilancio si occuperà anche di queste somme destinate a riaffidare altri servizi alla cooperativa.

Il presidente di commissione Liverani, con mio grande rammarico, per l’ennesima volta ha confuso il suo ruolo con quello di un capogruppo e ha “coperto” politicamente l’assessora Bizzarri, la quale come sempre ha fatto scena muta.

Politicamente imbarazzante.

Fonte: www.senigallianotizie.it

Il capogruppo Pd Romano sul Regolamento comunale: “Provvedimento fazioso, cucito addosso al Presidente Bello”

Senigallia 26/02/2022 – Il nuovo regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni permanenti è stato approvato in aula con i voti della maggiornanza ma le modifiche sono state duramente contestate dalla minoranza. A fare il punto è il capogruppo Pd Dario Romano.

Il Consiglio Comunale ha approvato le modifiche al Regolamento del Consiglio e delle Commissioni ma è stata una bagarre. Lo scontro politico è stato caratterizzato.Iniziamo dallo scontro politico e dai toni forti volati in aula…
“Su questo punto ho visto, in un anno e mezzo, un lessico spesso inappropriato, così come i toni usati in aula. Alcune cose fanno parte delle schermaglie politiche, altre denotano una mancanza di contenuti evidente. Vorrei sottolineare, però, e mi rivolgo ai nostri compagni di squadra, come i toni forti e le volgarità aiutino soltanto chi è in difficoltà e non ha contenuti da proporre: ossia l’amministrazione comunale e i partiti che governano la città, FdI in testa”.

Avete contestato il provvedimento nel metodo e nel merito. Perchè?
E’ un provvedimento estremamente fazioso nei punti più importanti. Abbiamo presentato 58 emendamenti, molti chiedevano di ripristinare il vecchio regolamento perché era ben scritto e soprattutto garantiva le minoranze. Quando si mette mano a un regolamento che è simile a una piccola “Costituzione”, bisogna avere rispetto per l’istituzione Comune, per i suoi eletti e per i cittadini. Invece la maggioranza ha scritto alcune modifiche in maniera raffazzonata e grossolana, denotando appunto una mancanza di rispetto e approfondimento. Tra l’altro sono stati bocciati anche 8 emendamenti del consigliere di Forza Italia Rebecchini. La maggioranza, totalmente silente, ha approvato ogni modifica, con la complicità di Olivetti che lascia “giocare” il presidente Bello, salvo poi scaricarlo su partite importanti, come quella della Fondazione”.

Quali sono le modifiche apportate dalla maggioranza che contestate di più?
“E’ un atto costruito come un abito su misura per l’attuale Presidente, quindi denota mancanza di visione e una completa personalizzazione. Ci sono alcuni aspetti che andavano aggiornati, nessuno lo nega. Che le modifiche però siano apportate dall’ “arbitro” è una palese scorrettezza istituzionale. Si cambiano le regole in corsa, riducendo le commissioni e togliendo quella bilancio all’opposizione (tra l’altro il presidente Campanile fu proprio votato dalla stessa maggioranza). Ci sarà meno trasparenza e diffusione delle attività, ma questo è un percorso che nasce da inizio mandato con l’abolizione di Open Municipio. Tempi contingentati e argomenti indicati dal presidente per le interrogazioni; si sono inventati istituti come il “question time” tipici del parlamento e non di un consiglio comunale. Noi, però, non siamo onorevoli”.

Avete sollevato anche alcuni dubbi di legittimità…
“Su questo punto ci riserviamo di approfondire la questione nelle sedi opportune, ma non ci meraviglieremmo se qualcosa fosse dichiarato illegittimo. Basti pensare a cosa è stato fatto a marzo 2021 con il bilancio, dove il Presidente ha fatto mettere in votazione, illegittimamente, un termine per la presentazione degli emendamenti che non era scritto da nessuna parte. Con il rischio di un commissariamento per il Comune, qualora fosse andato avanti nel suo intento. Fortunatamente l’opposizione e la Segretaria comunale lo hanno fermato, in quel caso”.

Il nuovo regolamento è stato approvato, ora i rapporti con la maggioranza come proseguiranno?
“Personalmente continuerò a parlare con tutti, come ho sempre fatto. Parliamo di politica e di azioni per il bene della città, per cui dobbiamo mettere qualsiasi personalismo dietro e prediligere gli interessi comuni della città e dei suoi abitanti. Vedo però molto malcontento che inizia a crescere, nella maggioranza. D’altronde, non essendoci un quadro d’insieme e una visione coerente dei provvedimenti, la loro saldatura tiene unicamente quando c’è un “nemico” comune (come l’ex Sindaco) oppure quando viene attaccato un loro punto di equilibrio (vedi il Presidente). La realtà è che, andando avanti, la situazione peggiorerà sempre più, e i malcontenti cresceranno ulteriormente. Chi ci perde, purtroppo, sarà la città, che oramai è commissariata dalla Regione su tutti i fronti”.

di Giulia Mancinelli

VivereSenigalllia.it

Romano (PD): “Dalle parole alle tasse e alle multe: la destra mette le mani nelle tasche dei senigalliesi e dei giovani”

Senigallia 15/01/2022 – Le prime avvisaglie ci sono state con la TARI, quando l’amministrazione, non mantenendo le promesse di campagna elettorale, ha alzato il balzello sui rifiuti a circa 20.000 famiglie.

Non era abbastanza, però, quindi la destra senigalliese, in questo caso con la scelta dell’assessore allo sport Pizzi, ha ben pensato di alzare del 400% le tariffe degli impianti sportivi, con evidenti ricadute sulle associazioni sportive e molto probabilmente sugli utenti, spesso ragazze e ragazzi che frequentano le nostre strutture sportive. Una scelta grave, non concordata o condivisa con le società e con i volontari dello sport senigalliese.

L’ultima iniziativa, a corredo del bilancio preventivo 2022 in votazione a fine mese, è l’aumento dei proventi da sanzioni amministrative, che verranno raddoppiati. Si passerà a quasi 2 milioni di euro. Andando a leggere ciò che dicono i revisori di questa scellerata iniziativa, si riesce finalmente a capire come mai la previsione viene ritenuta congrua. Il tutto sta nella scelta, dell’amministrazione, di installare un nuovo autovelox fisso e due apparecchiature di controllo delle infrazioni su impianti semaforici. Quindi la destra delle tasse colpisce ancora, e se è vero che 2 (milioni di) indizi fanno una prova, figuriamoci 3. Auguri quindi ai contribuenti senigalliesi, che saranno ulteriormente vessati nei prossimi anni. Dalle parole alle tasse. Detto fatto.

Fonte: parere dei revisori dei conti, bilancio di previsione 2022-2024, Comune di Senigallia

Sanità, i dem attaccano Acquaroli e Olivetti per l’inerzia e il silenzio sull’ospedale di Senigallia

I consiglieri del Pd: «Inerzia dell’attuale giunta comunale; assordante e improvviso silenzio del braccio civico rappresentato dal comitato a difesa dell’ospedale di Senigallia e indifferenza dell’amministrazione Acquaroli»

SENIGALLIA – «Dove sono finite le promesse di Acquaroli e Olivetti per il potenziamento dell’ospedale di Senigallia e dei servizi dell’Area vasta 2?». Se lo chiedono i gruppi consiliari Pd in Regione e Comune. Ad Ancona i consiglieri regionali Maurizio Mangialardi, Antonio Mastrovincenzo e Manuela Bora hanno presentato un’interrogazione che andrà presto in discussione all’Assemblea legislativa delle Marche. Simile azione è stata annunciata dal capogruppo senigalliese Dario Romano.

Secondo Mangialardi, ex sindaco della spiaggia di velluto, si è oggi «di fronte all’inerzia dell’attuale giunta comunale di Senigallia, i cui componenti sembrano aver perso la bacchetta magica esibita in campagna elettorale; all’assordante e improvviso silenzio del suo braccio civico rappresentato dal comitato a difesa dell’ospedale; all’indifferenza dell’amministrazione Acquaroli».

Eppure non sono mancati i processi di potenziamento dell’ospedale senigalliese, secondo il capogruppo dem in regione. «Nel corso dell’ultimo quinquennio all’ospedale di Senigallia sono stati nominati i direttori delle unità operative complesse di medicina, del centro trasfusionale, di nefrologia, di neurologia, di pediatria e di ginecologia. Un risultato importante – spiega Mangialardi – per il processo di potenziamento del nosocomio cittadino, ottenuto grazie a un costante e proficuo rapporto di collaborazione tra la mia amministrazione comunale e la giunta regionale guidata da Luca Ceriscioli. Un processo che, tuttavia, tanto per l’ospedale di Senigallia quanto per i servizi dislocati nel territorio dell’Area vasta 2, va ora completato».

Da qui l’appello alle due amministrazioni, quella regionale e quella comunale senigalliese, a muoversi per portare avanti la programmazione iniziata con le giunte di centrosinistra. Tra le richieste avanzate dai consiglieri c’è soprattutto la nomina del direttore della unità operativa complessa di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Senigallia, «ancora vacante nonostante da mesi sia stato espletato il concorso».
Inoltre, i dem chiedono di «avviare quanto prima lo svolgimento dei concorsi per la sostituzione dei direttori dei reparti di ortopedia, chirurgia, gastroenterologia nell’ospedale di Senigallia, già banditi dalla precedente amministrazione regionale e per i quali sono state già presentate le domande, di individuare il responsabile farmacia di Senigallia e di procedere alla nomina dei responsabili di otorinolaringoiatria, oculistica, fisiatria e radiologia afferenti alle unità operative complesse dell’area vasta 2». Unità a cui manca anche il personale, e questo è un malanno ormai cronico.

A Mangialardi fa eco il capogruppo senigalliese Dario Romano che sottolinea come la situazione all’ospedale di Senigallia stia diventando critica: «è bene che si attivino tutti i livelli istituzionali per dare giuste risorse, personale e organizzazione al nostro presidio ospedaliero. Grande rammarico nel vedere che il sindaco ed ex presidente del comitato a difesa dell’ospedale, comitato che ora parla di tutto tranne che di sanità, non sia presente a difesa delle nostre istanze, mentre in campagna elettorale era a braccetto con Acquaroli promettendo grandi cambiamenti in nome della sovranità sanitaria senigalliese. Basti pensare che i due pediatri assunti da poco all’interno dell’area vasta, anziché a Senigallia, sono finiti entrambi a Jesi. Stiamo assistendo a un balletto sulle nomine e sugli incarichi, quando invece ci sono procedure bandite ed esperite da tempo che aspettano solo una risposta precisa e puntuale. Il sindaco si faccia sentire in Regione, se ha a cuore le sorti della sanità cittadina».

di Carlo Leone – notizia pubblicata su www.centropagina.it