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Intervista a Dario Romano (PD): “Ecco cosa non va a Senigallia. Siamo al lavoro per un progetto politico nuovo”

Nuove sfide elettorali, questioni “aperte” come sanità, ponte Garibaldi e impianti sportivi… Dario Romano, già presidente del Consiglio comunale durante l’amministrazione Mangialardi e attuale capogruppo Pd in Consiglio comunale, fa il punto su alcune tematiche politico-amministrative cittadine.

Ponte Garibaldi è al centro della diatriba politica da mesi. Il PD contesta aspramente il progetto presentato dalla Regione che sostiene però non ci siano altre possibilità progettuali. Qual è la vostra proposta alternativa di ponte?
“Ci sono sicuramente tre tipi di percorsi diversi che si potevano intraprendere: il primo è quello di valutare un ponte coi martinetti. Ho anche scritto al vicecommissario Babini per chiedere dove e quando è stato detto che il ponte coi martinetti non si poteva fare, ma nessun documento o atto mi è stato girato. D’altronde, la norma parla chiaro, il franco idraulico “non può essere ottenuto con il sollevamento del ponte durantela piena”, non prima. La seconda è quella di indire un concorso di progettazione, per valutare possibili opzioni rispettose del paesaggio circostante, oltre che delle normative ovviamente, con una grande attenzione e rispetto al centro storico della prima città turistica della Regione. La terza opzione potrebbe prevedere un ponte ciclopedonale, ma la stessa andrebbe accompagnata chiaramente da un progetto di viabilità diversa, cosa che non è stata nemmeno presa in considerazione con il “ponte a brugola”. In tutto questo, però, assistiamo a una completa mancanza di visione da parte dell’amministrazione comunale, che oltre a subire questo ponte, non ha nemmeno chiesto uno studio sulla viabilità e sull’impatto che una tale opera poteva creare”.

Cosa pensa della sentenza del Tar che ha respinto la richiesta di sospensiva del progetto?
“Penso che le sentenze, di qualunque tipo esse siano, si rispettano. Alle aule di tribunale, personalmente, preferisco il dibattito politico e lo scontro in consiglio comunale, penso conosciate la mia posizione da tempo. Le ragioni del ricorso, però, leggendo i vari articoli, sembrano estremamente fondate, e le strumentalizzazioni attuate dalla struttura commissariale e amministrazione comunale sono state davvero di cattivo gusto. Su questo punto, quindi, chi ne esce male è l’amministrazione comunale e la maggioranza di centrodestra: si è negata la discussione e il dibattito pubblico in ogni modo, così come i momenti di confronto istituzionale. Il Consiglio Grande è stato richiesto dai gruppi di opposizione, mentre di assemblee pubbliche e di consultazioni popolari non se ne è vista neanche l’ombra. Paradossalmente, l’unico sondaggio effettuato è stato proprio quello di Vivere Senigallia, dove su quasi 1.000 rispondenti, solo il 40% circa ha risposto di apprezzare il nuovo progetto o comunque di accettarlo in quanto a norma. Più di sei rispondenti su dieci, invece, vogliono altre opzioni, oppure che si realizzino prima le vasche di espansione oppure ancora un ponte ciclopedonale. Una divisione molto netta che avrebbe fatto fermare qualsiasi amministrazione, ma non la nostra. Insomma, il ricorso, purtroppo, è figlio del mancato dialogo dell’amministrazione comunale (e regionale, ovviamente, con la struttura commissariale) con un pezzo consistente di cittadinanza”.

Ha espresso preoccupazione per la nuova perimetrazione del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) che estende le aree a rischio idrogeologico. Perché?
“Chiunque abbia a cuore la sicurezza dei cittadini, non può non essere preoccupato per questa nuova perimetrazione. Al di là del documento, infatti, inattaccabile da un punto di vista del metodo e della legittimità, questo tipo di impostazione ci fa capire come anche i lavori in somma urgenza non abbiano prodotto gli effetti sperati, in termini di sicurezza. Il primo vero presidio, infatti, sono le vasche di espansione: la città si protegge, infatti, evitando che importanti quantitativi di acqua transitino all’interno degli argini cittadini. Inoltre, serve un approccio di vallata condiviso con gli altri territori per far sì che ognuno faccia la propria parte. La vera sfida, per il futuro, sarà quella di coniugare la fragilità del nostro territorio e lo stato attuale del clima con lo sviluppo economico. Immaginare, infatti, una città totalmente bloccata nel suo sviluppo futuro non aiuta nessuno. Continuiamo su questo a segnalare la mancanza di responsabilità e prospettiva da parte dell’amministrazione comunale che, in questi cinque anni, si è limitata a far partire interventi edilizi assai discutibili sotto tanti punti di vista. L’emergenza abitativa, ad esempio, non si risolve con un approccio da gestione commissariale”.

Senigallia, entrata nel G20 Spiagge, si appresta a vivere un’altra stagione turistica. Come giudica l’offerta turistica e il calendario degli eventi?
“Da quando l’amministrazione si è insediata, in piena continuità con il passato, ha puntato molto sul filone degli eventi. L’ingresso in un contenitore come il G20 Spiagge va valutato nel medio- lungo periodo, ma va detto che questa amministrazione da un lato fa fatica a lavorare in sinergia con altri enti (esempi su tutti: Unione dei Comuni e affidamento dei rifiuti), dall’altro riesce a inserirsi in questo genere di associazioni: una profonda incoerenza di fondo, insomma. Tornando agli eventi: Dipende di che tipo sono e quale ricaduta possono portare, lo snodo è tutto lì. Negli ultimi anni si è speso tantissimo, quasi 1.700.000 di euro nel 2023 ad esempio: tutto questo è costato alle casse comunali circa € 1,83 per ogni turista arrivato. Nel 2018, invece, con quasi 1.000.000 di presenze (dato che si toccò già nel 2017 e ritornato nel 2024), la spesa turistica è stata di circa 1,11€/turista. Non si potranno spendere cifre simili nei prossimi anni, bisogna scegliere una segmentazione e una offerta ben precisa, così come una identità chiara. E coinvolgere la vallata, cosa in cui questa amministrazione ha ampiamente dimostrato di non saper e di non voler fare, come dimostra l’atteggiamento del Comune di Senigallia nei confronti dell’Unione dei Comuni e della promozione turistica.

Sulla sanità pensa che la situazione sia migliorata o peggiorata rispetto a 5 anni fa?
“In questi cinque anni di promesse del centrodestra, sia a livello locale che regionale, non si sono visti molti passi in avanti, anzi. Le promesse fatte si stanno schiantando, puntualmente, contro la realtà dei fatti. Vale per Senigallia come per il resto della Regione. Per il nostro territorio, solo in seguito ad una battaglia condotta in prima linea dall’opposizione (e ringrazio la consigliera Pagani, prima firmataria di una mozione bipartisan in questo senso), si potrebbero ottenere una casa e un ospedale di comunità. L’attenzione alle strutture residenziali per anziani, però, non deve venire meno, anzi: ci sarà sempre una maggior domanda, su questo la Regione, assieme ai Distretti Sanitari e ai Comuni può e deve muoversi con maggiori fondi e una migliore organizzazione territoriale. Dal lato ospedaliero, invece, vediamo come l’aumento delle liste d’attese e il mancato potenziamento di strutture e personale sia arrivato, pesantemente, anche a Senigallia. Diversi membri attuali dell’amministrazione comunale hanno fatto campagna elettorale su questo, contro le precedenti amministrazioni, partecipando anche a Comitati. Ora la situazione è nettamente peggiorata e il nostro territorio è stato dimenticato a discapito delle zone dove sono collocati i collegi elettorali di alcuni assessori. Una situazione francamente inaccettabile e su cui non si può più tacere, a maggior ragione dopo quasi cinque anni. L’unico elemento positivo è la nuova palazzina di Pronto Soccorso, su cui la progettazione iniziale però nacque anni fa e sulla quale non sono state risolte tutte le criticità e gli spazi da assegnare (es.118). In tutto questo, con tempistiche lunghissime ed estremamente dilatate rispetto, probabilmente, a quanto previsto.

Lei è intervenuto frequentemente anche sullo stato dell’impiantistica sportiva cittadina…
“La situazione direi che si commenta da sola. L’ultima grande criticità riguarda le piscine, e mi dispiace che l’amministrazione comunale, pur di non governare i processi, stia andando a vedere addirittura 20-25 anni addietro per trovare presunte responsabilità, senza assumersi le proprie. Un governo cittadino che amministra con lo specchietto retrovisore, tutto orientato al passato e senza alcuna visione strategica del futuro e assunzione di responsabilità e scelte. Con un accesso agli atti, poi, l’amministrazione comunale è stata sbugiardata sia su possibili nuovi project financing (al momento non c’è alcuna proposta depositata) o copertura di piscine private (anche qui non esiste niente al momento). È grave che si affermino certe cose, se non certificate da atti. Oltre a ciò, vediamo che su alcune situazioni si sta mettendo mano attraverso progetti passati (palestra nuova Scuola Marchetti; palestra Fagnani; Palascherma), ma sul Bianchelli e su Campo Boario pesa come un macigno il fatto di non essere andati avanti con il progetto di finanza. Dove si troveranno i 6 milioni di euro e passa per sistemare entrambe le strutture? Anche su questo una visione miope, superficiale e senza lungimiranza, tutta volta ad accusare le precedenti amministrazioni ma senza gestire i percorsi e governare il futuro”.

Nel 2026 ci sarà la chiamata alle urne per le Amministrative. Un’occasione di riscatto per il centro sinistra dopo la sconfitta elettorale di cinque anni fa. Come si sta preparando il PD?
“Il Partito sta lavorando a testa bassa e con grande umiltà per un progetto innovativo nei contenuti e nelle alleanze. Ringrazio il segretario Massimo Barocci che, attraverso gli organismi della Segreteria, Direzione, Assemblea degli iscritti e dei gruppi di lavoro, sta ponendo i mattoncini per un percorso solido su cui possa poggiare il futuro centrosinistra senigalliese. In questi anni le fasce più deboli della popolazione hanno vissuto un peggioramento costante della loro qualità di vita tra sanità in peggioramento, insicurezza idrogeologica e insostenibilità e irreperibilità degli affitti di lungo periodo. Tutto questo nonostante uno scenario caratterizzato da decine di milioni di euro, per il nostro territorio, messi a disposizione dal PNRR, uniti alla famosa “filiera” di governo. Su questo il Partito deve essere chiaro e coeso negli obiettivi e nella proposta politica, ma i punti nevralgici sono decisamente questi”.

Su cosa dovrebbe puntare il centro sinistra per un nuovo progetto politico per Senigallia?
“Sicuramente il Partito Democratico, da solo, non può bastare, così come la coalizione attuale presente in consiglio comunale. Serve un allargamento alle forze progressiste e civiche della città, con coinvolgimento e ascolto; serve una leadership ispirata che possa unire e legare le istanze della nostra comunità. Questa fase dovrà riguardare la costruzione del programma, della coalizione e poi, in ultima istanza la scelta della candidata o del candidato sindaco. Le parole d’ordine, però, devono essere “umiltà” e “ascolto”. La credibilità di un progetto, infatti, passa anche da lì. Su questi punti sono fiducioso che si possa allargare l’alleanza attuale, convergendo su una piattaforma programmatica comune che metta al centro la cura delle persone, la sanità (seppure sia un tema principalmente regionale), il diritto alla casa, la qualità del lavoro, le nostre valli del Misa e del Nevola (promozione turistica, protezione civile, sicurezza idrogeologica), la qualità della vita nelle frazioni e nel Centro, lo sport come fattore di coesione sociale e crescita, oltre che divertimento”.

di Giulia Manconelli

Fonte: VivereSenigallia

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