A quattro anni dall’alluvione del 15-16 settembre 2022, Senigallia deve continuare a parlare di sicurezza con serietà, senza polemiche e senza scorciatoie. E per questo il tema di ponte Garibaldi non può essere considerato semplicemente una pratica da chiudere. Le notizie di questi giorni indicano l’avvio del cantiere verso ottobre.
Prendiamo atto del percorso della struttura commissariale, ma continuiamo a ritenere che su ponte Garibaldi serva una riflessione più ampia: sulla viabilità complessiva della città, sulla mobilità, sulle alternative possibili e sulle condizioni idrauliche, a partire dal tema del franco idraulico, che deve essere posto anche ai livelli istituzionali e tecnici competenti. Durante la campagna elettorale anche il sindaco aveva manifestato disponibilità a valutare modifiche e proposte migliorative, così come Forza Italia aveva aperto una discussione dopo che si era espressa esplicitamente contro il ponte a brugola. Oggi, però, quella disponibilità sembra essersi trasformata in silenzio. Non è una polemica: è semplicemente la constatazione che, prima di aprire un cantiere destinato a durare diversi anni, una discussione sul progetto della città deve essere ancora possibile.
E ponte Garibaldi non è un caso isolato. C’è il ponte Portone, che potrebbe essere oggetto di demolizione e ricostruzione e che stravolgerebbe ulteriormente l’assetto della viabilità cittadina, e ci sono il ponte degli Angeli, la Statale e quello ferroviario. A questo si aggiungono i lavori alla foce e al molo, sui quali facciamo fatica a vedere un beneficio per la città, visto che anche autorevoli studi certificano l’inutilità (se non la dannosità) di questi progetti. La priorità resta quella delle vasche e delle aree di laminazione. Su questo bisogna concentrare energie, risorse e attenzione.
Su ponte Garibaldi, infine, ci possono essere più posizioni alternative rispettabili, ma una ulteriore proposta credibile e fattibile resta quella di un concorso di progettazione internazionale, aperto ai migliori professionisti (architetti, ingegneri etc) italiani ed europei: non per rinviare ancora, ma per progettare il ponte che Senigallia merita, rispettando la sicurezza e le normative attuali e interpretandole nel modo migliore possibile.
Dario Romano
Consigliere Comunale di Senigallia







