Articoli

Romano: “Cinque anni e mezzo di silenzi non si cancellano con un tour pre-elettorale”

Le parole del sindaco sugli incontri “non elettorali” sul territorio lasciano francamente perplessi. Se davvero si trattasse di semplice rendicontazione istituzionale, non ci sarebbe bisogno di premettere – con tanto di virgolette difensive – che “per la campagna elettorale ci sarà tempo”. Quando lo si dice così tante volte, il dubbio viene spontaneo.
Il punto, però, non è la legittimità degli incontri – nessuno la mette in discussione – ma il tentativo maldestro di trasformare ogni critica in lesa maestà. Un riflesso che tradisce nervosismo più che serenità amministrativa.

Rendicontare, infatti, non significa elencare opere pubbliche finanziate per decine di milioni dal PNRR e favorite dall’assenza del Patto di stabilità, come se fossero meriti personali. Chi cerca di raccontarla diversamente o è in malafede oppure, evidentemente, ha vissuto per lungo tempo lontano da Senigallia. Rendicontare, infatti, significa spiegare scelte, ascoltare critiche, condividere percorsi. Tutto ciò che è mancato in questi anni.

Sono mancati (anche fisicamente) il sindaco e la maggioranza sulle pratiche più importanti del mandato. Silenzio totale sulla sanità senigalliese, dopo aver presieduto il comitato che avrebbe dovuto difenderla. Silenzio sugli impianti sportivi e sulla piscina delle Saline, con l’assessore allo sport che ha dichiarato addirittura di non ricandidarsi. Silenzio sul nuovo ponte Garibaldi, probabilmente il più imbarazzante di tutti. Silenzio sulla chiusura di circoli e luoghi di aggregazione giovanile. Silenzio sul mancato funzionamento delle Consulte e del Consiglio delle Donne. Silenzio, infine, su qualsiasi reale meccanismo di partecipazione, di qualsiasi tipo.

Questa non è rendicontazione, ma una presa in giro dei senigalliesi: tutto tranne che un atto di responsabilità.

La nostra proposta politica è l’esatto contrario: ascolto vero, condivisione delle scelte, coprogettazione e senso di comunità. Lo diciamo da mesi, lo scriviamo da anni, lo pratichiamo ogni giorno. Abbiamo già girato i quartieri, i borghi e le frazioni in questo mandato: a breve lo rifaremo, e non per “rendicontare”, ma per ascoltare, proporre, spiegare le nostre proposte e dialogare con i cittadini. I senigalliesi meritano rispetto, non propagande politiche mascherate da rendicontazioni dell’ultimo minuto.

Romano: “Acquaroli come Trump: Senigallia commissariata su Ponte Garibaldi, mentre Olivetti tace”

Le dichiarazioni del presidente Acquaroli sul nuovo Ponte Garibaldi certificano una scelta arrogante, calata dall’alto, impermeabile a ogni confronto con la città. “Non ci saranno deroghe, il progetto è questo”: una frase che suona più come un ordine che come una decisione istituzionale. È il metodo Trump, applicato alle Marche. E Senigallia oggi è la sua piccola America commissariata.
Da mesi partiti, movimenti, associazioni e società civile ripetono una cosa semplice: la sicurezza viene prima di tutto, ma non può diventare l’alibi per costruire un ponte autostradale nel cuore della città, ignorando il contesto urbano, paesaggistico e sociale. Un’opera rigettata completamente – o quasi – dai senigalliesi, come dimostrano prese di posizione, firme, assemblee, osservazioni, dibattito pubblico.
Le alternative esistono e non sono eresie: un concorso di progettazione serio, per individuare una soluzione di qualità; la valutazione di un ponte ciclopedonale che ricomponga la città invece di spaccarla, attraverso una revisione della viabilità e scelte urbanistiche innovative; un’iniziativa che parta dagli amministratori locali per intervenire sulla norma e la sua interpretazione, in un dibattito politico che sta già avvenendo in Emilia-Romagna, tenendo insieme sicurezza idraulica e qualità urbana.
A Senigallia invece no. Acquaroli decide, Olivetti tace. E nel silenzio – che è ormai complicità politica – Senigallia subisce. Il sindaco rinuncia a difendere la città e accetta supinamente una scelta che la segnerà per sempre. E per Ponte Portone stessa storia, ignorando poi che ci sono pochi metri più avanti il ponte degli Angeli, quello sulla Statale e quello della Ferrovia. È fondamentale invece continuare a lavorare sulle vasche di espansione, primo vero punto per mitigare il rischio idraulico.
Senigallia non è una bacheca elettorale né un rendering da imporre con la forza. È una comunità che chiede ascolto. Continuare a ignorarla significa tradire il mandato democratico. E su questo, come sul Ponte Garibaldi, non faremo un passo indietro.

Senigallia, consiglio grande sul ponte Garibaldi, Romano: «Fatevi da parte se non volete assumervi responsabilità»

Il capogruppo dem a Senigallia: «il sindaco Olivetti e il presidente Acquaroli non vogliono le alternative al progetto su ponte Garibaldi»

SENIGALLIA – Dallo scaricabarile all’imposizione: il consiglio grande sul ponte Garibaldi non è stato ben visto dal centrosinistra che interviene per denunciare le modalità con cui il progetto viene calato sul centro storico senigalliese solo a cose fatte e senza un confronto preventivo. Tra i più critici c’è il capogruppo PD in consiglio comunale Dario Romano.

Per prima cosa, sottolinea come a quasi 10 realtà tra partiti, movimenti politici e associazioni sia stata negata la possibilità di parlare in aula dal presidente Massimo Bello: «Un consiglio grande fortemente limitato nella partecipazione, pagina nera per la nostra politica».

In secondo luogo, Romano evidenzia la «palese difficoltà» di regione e struttura commissariale che «hanno scaricato completamente ogni responsabilità politica del nuovo ponte Garibaldi sull’amministrazione comunale e sul sindaco Olivetti, il quale si è trasformato da sindaco liberale, civico e moderato in un aggressivo primo cittadino che invita i cittadini a presentare i progetti alternativi. I progetti alternativi li dovete presentare voi, chi governa e ha centinaia di migliaia di euro a disposizione per la progettazione».

Secondo il capogruppo Pd c’è la possibilità di un ponte diverso da quello progettato e in aula pure sono arrivate delle proposte che fanno anche fede sui riferimenti normativi dove non si spiega con precisione se un ponte sollevabile è consentito prima della fase emergenziale. «Nessuna deroga. Solo una interpretazione della norma che preveda il sollevamento dei martinetti prima di una eventuale piena. Su questo punto ho chiesto chiarimenti precisi al commissario Acquaroli e al vice commissario Babini, ma la risposta è sempre stata vaga e non puntuale».

Da qui la chiosa, che «nessuno si vuole prendere la responsabilità, pur essendo lautamente remunerato dai cittadini per farlo – afferma Romano -. Fare il presidente di regione e il sindaco senza assumersi alcuna responsabilità non ha nessun senso e a questo punto bisognerebbe farsi da parte, se non si è in grado di ottemperare al proprio ruolo, senza lasciare come “regalo” il ponte a brugola e nessun aumento della sicurezza».

Fonte: Centro Pagina

“Ponte, la soluzione c’era. Manca responsabilità”

Il capogruppo del PD Dario Romano, unico del Partito Democratico ammesso ad intervenire durante la seduta del Consiglio Grande di mercoledì dov’è stato illustrato dalla struttura commissariale il progetto di Ponte Garibaldi, è tornato sugli interventi negati ad alcune associazioni e politici come quello al vice presidente del consiglio regionale Maurizio Mangialardi: “Sono stati negati quasi 10 interventi tra partiti, movimenti politici e associazioni e, al di là di alcune ricostruzioni, è evidente il dato politico emerso – sottolinea Romano – siamo di fronte ad una Regione e ad una struttura commissariale che, in palese difficoltà, ha scaricato completamente ogni responsabilità politica del nuovo Ponte Garibaldi sull’amministrazione comunale e sul sindaco Olivetti, che ieri si è trasformato da sindaco liberale, civico e moderato in un aggressivo primo cittadino che invita i cittadini a presentare i progetti alternativi. Eh no, caro sindaco Olivetti e caro presidente Acquaroli: i progetti alternativi li dovete presentare voi, chi governa e ha centinaia di migliaia di euro a disposizione per la progettazione. Diverso è, invece, dire che non vi sono possibili soluzione alternative: l’architetto Bacchiocchi ha dimostrato, con parole efficaci e autorevolezza, come sia possibile installare un ponte coi martinetti rispettando la normativa. Nessuna deroga. Solo una interpretazione della norma che preveda il sollevamento dei martinetti prima di una eventuale piena. La soluzione c’era eccome, la realtà è che nessuno si vuole prendere la responsabilità, pur essendo lautamente remunerato dai cittadini per farlo (vero presidente Acquaroli? vero sindaco Olivetti?)”. Respinte dal presidente del consiglio comunale Massimo Bello, anche le richieste di politici della maggioranza, mentre è stato ammesso a parlare un rappresentate per ogni gruppo, per l’opposizione sono intervenuti la consigliere di Vola Senigallia Stefania Pagani, il consigliere di Diritti al Futuro Enrico Pergolesi, il consigliere di Vivi Senigallia Lorenzo Beccaceci e il capogruppo del Pd Dario Romano. L’unico a non intervenire è stato il consigliere di Amo Senigallia Gennaro Campanile.

Fonte: Il Resto del Carlino

Il nuovo ponte Garibaldi a Senigallia, l’opera che fa discutere

Dibattito acceso durante il Consiglio comunale grande sul progetto che cambierà faccia al centro cittadino, dopo l’alluvione del settembre 2022. 10.000 firme contrarie raccolte da Italia nostra

La sala dell’assise cittadina non riesce a contenere tutti. I cancelli indicano lo stop. Senigallia, palazzo comunale. In aula il Consiglio grande dedicato al nuovo ponte Garibaldi, che sostituirà quello storico, travolto dall’alluvione del settembre 2022.
Un progetto che prevede un ponte a S, a doppia corsia, spostato rispetto alla precedente collocazione. Inizio lavori in primavera, termine entro l’anno, intoppi permettendo, circa 5 milioni di euro il costo.
Nelle parole di Dario Romano, consigliere comunale Pd la principale contestazione: “Questo ponte non è accettato dalla popolazione, è totalmente disallineato”. La replica, di struttura commissariale e comune: la legge non consente ponti più bassi con possibilità di esser alzati, con dei martinetti, spiega il sindaco, Massimo Olivetti. Così, la strada appare tracciata, per il commissario e governatore, Francesco Acquaroli. Cìrca 10.000 le firme contrarie al ponte raccolte, come afferma Marco Lion di Italia Nostra. Il nuovo Garibaldi diventa “garanzia” per le altre opere più vetuste, sostiene il vice commissario Stefano Babini

Fonte: Rai News

Romano (Pd): “Enormi contraddizioni tra Babini e Olivetti”

“Sul nuovo ponte Garibaldi facciamo sentire la voce di Senigallia”

SENIGALLIA – Dopo aver letto le parole di Babini sul progetto esecutivo del nuovo Ponte Garibaldi, ci troviamo di fronte ad una serie di contraddizioni impossibili da non rilevare. Il vice commissario afferma, infatti, che “è vietato utilizzare dispositivi meccanici per sollevare il ponte durante le piene”, pertanto “si sono semplicemente fatte le cose che si potevano fare”. Lo stesso Babini, però, non la pensava così, circa un anno fa, quando voleva utilizzare i martinetti (un dispositivo meccanico) per sollevare il Ponte degli Angeli. La soluzione dei martinetti, per quanto non ottimale, può garantire il rispetto delle norme, invece, se questi vengono alzati prima delle piene? Su questo non è mai stata data risposta, anche se dalle parole dell’anno scorso dello stesso Babini sembrerebbe di sì.

Leggiamo poi che il progetto esecutivo non è modificabile in alcun modo, mentre nemmeno 10 giorni fa lo stesso sindaco Olivetti dichiarava: “[…] il progetto esecutivo è l’unico che poi alla fine – che può essere sempre variato, il progetto esecutivo non è il progetto definitivo, non è il progetto conclusivo – quello che va a bando, è quello sulla base della quale dovrebbero essere eseguite le opere, quindi è un concetto che è molto più completo rispetto a quello che la prima bozza e poi il progetto finale, quindi siamo ancora in una fase in cui è possibile discutere”. Contraddizioni su contraddizioni, con nuovi rendering notturni -che accuratamente non fanno vedere come sarà la viabilità e l’impatto sul contesto urbano- e il gioco delle tre piste ciclabili (!) e un fantomatico giardino urbano. Per non parlare della viabilità, che in assenza di studio vede ogni giorno di più moltiplicare criticità e problemi che non sono stati affrontati e che avranno un importante impatto sulla mobilità pedonale, ciclistica e veicolare.

Ciliegina sulla torta, la data in cui verrà svolto il Consiglio Grande: mercoledì 5 febbraio alle 10.30. In questo modo si favorirà la minor partecipazione possibile, cosa d’altronde sempre voluta dalle amministrazioni regionale e comunale.
Sulla partecipazione registriamo una rigida applicazione dello Statuto, che non favorisce gli interventi dei cittadini singoli (ma solo per coloro che rappresentano associazioni, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali o portatrici di interessi diffusi nelle materie di riferimento), come avvenuto in passato.

Pertanto, chiedo a chiunque sia interessato, esclusivamente come cittadino e a titolo personale, di far pervenire la propria opinione sul ponte alla mia mail istituzionale, d.romano@comune.senigallia.an.it. Compatibilmente ai tempi di intervento, cercherò di fare una sintesi di questi contenuti durante il mio intervento nel Consiglio Grande.

Dario Romano
Capogruppo PD