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Romano: “Gravi criticità al Laboratorio Analisi di Senigallia: servono risposte immediate su personale e struttura”

«Questa mattina ho visitato il Laboratorio Analisi dell’ospedale di Senigallia, scegliendo volutamente una fascia oraria non congestionata per non interferire con le attività più complesse, e ho avuto un confronto diretto e molto utile con il Responsabile della U.O.S.D. Laboratorio Analisi, dott. Stefano Lodolini, che ringrazio per la disponibilità dimostrata». Così Dario Romano, candidato sindaco del centrosinistra, al termine della visita.

Dal sopralluogo emergono criticità strutturali e organizzative non più rinviabili. L’attuale collocazione non risulta adeguata alle esigenze di un laboratorio moderno: problemi strutturali, assenza di un reale abbattimento delle barriere architettoniche e a spazi non idonei a gestire quotidianamente un’utenza di decine se non centinaia di persone. Serve inoltre chiarezza sulla delocalizzazione futura: dove e quando sarà la nuova sede e quale destinazione avranno gli spazi attuali. Si parla dell’attuale Pronto Soccorso, che sarebbe libero con la nuova costruzione della palazzina emergenze, che però è al momento soltanto una grande “buca”. Inoltre, si vocifera di una diversa destinazione d’uso futura di quella porzione di immobile, pertanto si chiede chiarezza sull’argomento.

Sul fronte del personale, la situazione è altrettanto delicata. «Manca almeno un tecnico di laboratorio, un anatomo patologo stabile all’interno dell’AST, oltre a personale amministrativo in accettazione e ad uno sportello aggiuntivo per ridurre le attese», sottolinea Romano. Le liste di attesa per l’utenza ordinaria arrivano a 15-20 giorni, mentre le urgenze sono garantite grazie a uno sforzo continuo del personale, oggi sottodimensionato. Critica anche la situazione dell’anatomia patologica, retta da convenzioni e soluzioni temporanee.

«Ringrazio tutto il personale sanitario e amministrativo per la professionalità e la dedizione con cui garantisce il servizio nonostante le difficoltà», aggiunge Romano. «Come sindaco mi farò carico di queste richieste, portandole con forza in Conferenza dei Sindaci e rilanciando l’istituzione di un Comitato pubblico della sanità, proposta che porto avanti da mesi, per dare voce stabile ai bisogni del territorio e dell’ospedale».

Dario Romano
Candidato sindaco del centrosinistra

Sanità, i dem attaccano Acquaroli e Olivetti per l’inerzia e il silenzio sull’ospedale di Senigallia

I consiglieri del Pd: «Inerzia dell’attuale giunta comunale; assordante e improvviso silenzio del braccio civico rappresentato dal comitato a difesa dell’ospedale di Senigallia e indifferenza dell’amministrazione Acquaroli»

SENIGALLIA – «Dove sono finite le promesse di Acquaroli e Olivetti per il potenziamento dell’ospedale di Senigallia e dei servizi dell’Area vasta 2?». Se lo chiedono i gruppi consiliari Pd in Regione e Comune. Ad Ancona i consiglieri regionali Maurizio Mangialardi, Antonio Mastrovincenzo e Manuela Bora hanno presentato un’interrogazione che andrà presto in discussione all’Assemblea legislativa delle Marche. Simile azione è stata annunciata dal capogruppo senigalliese Dario Romano.

Secondo Mangialardi, ex sindaco della spiaggia di velluto, si è oggi «di fronte all’inerzia dell’attuale giunta comunale di Senigallia, i cui componenti sembrano aver perso la bacchetta magica esibita in campagna elettorale; all’assordante e improvviso silenzio del suo braccio civico rappresentato dal comitato a difesa dell’ospedale; all’indifferenza dell’amministrazione Acquaroli».

Eppure non sono mancati i processi di potenziamento dell’ospedale senigalliese, secondo il capogruppo dem in regione. «Nel corso dell’ultimo quinquennio all’ospedale di Senigallia sono stati nominati i direttori delle unità operative complesse di medicina, del centro trasfusionale, di nefrologia, di neurologia, di pediatria e di ginecologia. Un risultato importante – spiega Mangialardi – per il processo di potenziamento del nosocomio cittadino, ottenuto grazie a un costante e proficuo rapporto di collaborazione tra la mia amministrazione comunale e la giunta regionale guidata da Luca Ceriscioli. Un processo che, tuttavia, tanto per l’ospedale di Senigallia quanto per i servizi dislocati nel territorio dell’Area vasta 2, va ora completato».

Da qui l’appello alle due amministrazioni, quella regionale e quella comunale senigalliese, a muoversi per portare avanti la programmazione iniziata con le giunte di centrosinistra. Tra le richieste avanzate dai consiglieri c’è soprattutto la nomina del direttore della unità operativa complessa di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Senigallia, «ancora vacante nonostante da mesi sia stato espletato il concorso».
Inoltre, i dem chiedono di «avviare quanto prima lo svolgimento dei concorsi per la sostituzione dei direttori dei reparti di ortopedia, chirurgia, gastroenterologia nell’ospedale di Senigallia, già banditi dalla precedente amministrazione regionale e per i quali sono state già presentate le domande, di individuare il responsabile farmacia di Senigallia e di procedere alla nomina dei responsabili di otorinolaringoiatria, oculistica, fisiatria e radiologia afferenti alle unità operative complesse dell’area vasta 2». Unità a cui manca anche il personale, e questo è un malanno ormai cronico.

A Mangialardi fa eco il capogruppo senigalliese Dario Romano che sottolinea come la situazione all’ospedale di Senigallia stia diventando critica: «è bene che si attivino tutti i livelli istituzionali per dare giuste risorse, personale e organizzazione al nostro presidio ospedaliero. Grande rammarico nel vedere che il sindaco ed ex presidente del comitato a difesa dell’ospedale, comitato che ora parla di tutto tranne che di sanità, non sia presente a difesa delle nostre istanze, mentre in campagna elettorale era a braccetto con Acquaroli promettendo grandi cambiamenti in nome della sovranità sanitaria senigalliese. Basti pensare che i due pediatri assunti da poco all’interno dell’area vasta, anziché a Senigallia, sono finiti entrambi a Jesi. Stiamo assistendo a un balletto sulle nomine e sugli incarichi, quando invece ci sono procedure bandite ed esperite da tempo che aspettano solo una risposta precisa e puntuale. Il sindaco si faccia sentire in Regione, se ha a cuore le sorti della sanità cittadina».

di Carlo Leone – notizia pubblicata su www.centropagina.it