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“A che punto è il rinnovo della convenzione per mantenere il Summer Jamboree a Senigallia?”

Interrogazione di Dario Romano: “altri Comuni si stanno muovendo, è intenzione della Giunta difendere il turismo?”

Premesso che dai giornali si è appreso che altri comuni (es. Pesaro) si stanno muovendo e interessando al Festival Summer Jamboree, vista l’esitazione a rinnovare la convenzione da parte dell’Amministrazione comunale;


Premesso che il Festival, come certificato da uno studio presentato alla Regione Marche, porta un indotto di circa € 28 milioni per una ricchezza media generata (valore aggiunto) di € 1,5 milioni al giorno;
Premesso che il Summer Jamboree è uno degli eventi di punta della stagione turistica marchigiana e italiana, richiamando centinaia di migliaia di presenze ogni anno a Senigallia;
Premesso che il Festival è anche uno straordinario strumento di promozione turistica, il quale ha permesso di far conoscere Senigallia a livello internazionale;

Tutto ciò premesso si chiede al Sindaco:
– A che punto è la trattativa per il rinnovo della convenzione?
– E’ intenzione di questa amministrazione muoversi, finalmente, per difendere con forza il turismo e le manifestazioni correlate ad esso, le quali producono lavoro e indotto per l’intero territorio comunale e di vallata?

Si richiede risposta orale nel prossimo consiglio comunale.

Dario Romano

Dario Romano si ricandida per il Consiglio Comunale di Senigallia, stavolta con il PD

Politiche dell’Unione Europea e innovazione digitale per turismo, sicurezza, cultura e sburocratizzazione

Il Partito Democratico di Senigallia, dopo aver ufficializzato la lista, presenta i propri candidati al Consiglio Comunale. Dario Romano si presenta a pieno titolo nella lista del Partito Democratico con la sua esperienza maturata in ambito Europeo.Romano-Dario

Nato il 12 agosto del 1986, dopo aver frequentato il liceo classico “Perticari” ho conseguito prima la laurea triennale e poi quella laurea magistrale in International Economics and Business presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università Politecnica delle Marche.

Sono impiegato in un’organizzazione dell’artigianato e della piccola e media impresa, occupandomi di servizi innovativi e di internazionalizzazione. Dal 2010 al 2015 ho ricoperto il ruolo di consigliere comunale a Senigallia, rivestendo il ruolo di delegato alle politiche per l’Unione Europea. Sono anche responsabile Europa del Partito Democratico della Provincia di Ancona.

Prima di entrare in politica, ho collaborato con un funzionario al Parlamento Europeo, nell’ufficio di un deputato italiano a Bruxelles e Strasburgo grazie ad un tirocinio universitario, specializzandomi nel settore dei trasporti, del turismo ed in quello delle libertà pubbliche dell’UE. Nel 2011 ho avuto la possibilità di tornare a Bruxelles con la delegazione della Regione Marche. Nel tempo libero partecipo al torneo UISP tra le fila della Beretti Marmi-Amici di Paolo. Rivesto anche il ruolo di dirigente nell’A.S. Football 93 (calcio a 5).

Il mio impegno nel Partito Democratico per Maurizio Mangialardi Sindaco deriva dalla volontà di dare un contributo a Senigallia soprattutto per quello che riguarda le piccole-medie imprese (artigiani, commercianti), i giovani e l’Europa. In particolare, poi, lavorando in una associazione di PMI e vivendo la città in ogni sua sfaccettatura, mi piacerebbe trovare nuovi approcci legati alle potenzialità del digitale applicate al turismo, alla sicurezza, alla sburocratizzazione e alla cultura.

da PD Senigallia

‘L’accorpamento delle festività, duro colpo per l’economia turistica senigalliese’

(da viveresenigallia.it) – In merito alle dichiarazioni del sindaco Mangialardi e del consigliere Rimini sulle festività abolite, è giusto intervenire per far capire meglio la portata di questo provvedimento ideato dal goverspending_review_accorpamento_festivita_586x393no.

L’idea di accorpare le festività laiche, differendole in prossimità del weekend o facendole coincidere con la domenica, ha il sapore di una medicina molto amara per l’economia italiana. Infatti, sebbene il recupero di alcuni giorni festivi possa risultare in un aumento della produttività e del PIL, dall’altra parte infligge un duro colpo alle economie basate sul turismo: basti pensare al 1 maggio 2012, che capita di martedì. Probabilmente quel periodo sarebbe potuto essere interessante, per una città come Senigallia, per richiamare i primi bagnanti e turisti in generale, vista la possibilità di un “ponte” dal 28 aprile al 1 maggio, appunto.

Non condivido questo genere di manovre, e non tanto per la natura del provvedimento, che era necessario nonostante per anni i nostri governanti ci hanno nascosto lo stato in cui versa il Paese: ci troviamo, però, nella situazione di dover calmare per l’ennesima volta un paziente che è malato da troppo tempo. In questa situazione, dare un contentino a questo o quel gruppo di interesse economico può risultare fuorviante nei confronti dei cittadini che si aspettano riforme serie per un paese che è bloccato da anni, ormai. Al consigliere Rimini, che stimo e rispetto come collega e amico, mi sento però di dire che l’accorpamento delle festività non religiose si tradurrà in un mancato guadagno per le attività turistiche senigalliesi, che si vedranno tolte ingiustamente i potenziali guadagni del “ponte” del 1 maggio, nel 2012.

Questo significa parlare di cose serie, poiché l’economia di Senigallia vive anche e soprattutto di turismo: i bar, i ristoranti, gli alberghi, gli stabilimenti balneari e tutto l’indotto saranno indubbiamente danneggiati dal mancato “ponte” di maggio, e questo solamente nel 2012. E’ per questo che, a volte, al di là dei colori politici di ognuno di noi, è più giusto difendere le prerogative dei cittadini e dei lavoratori dipendenti, e non sempre dei soliti gruppi di pressione economici.

Inoltre a tutto ciò va aggiunto, per ultimo ma non per importanza, che l’accorpamento delle feste non religiose è un duro colpo ai nostri simboli, che in questo modo saranno bistrattati in nome di una norma che difficilmente otterrà gli effetti sperati da Tremonti. La storia di un paese non può essere cancellata con un colpo di spugna: mancheremmo di rispetto ai valori fondanti della nostra democrazia, nonché a tutti i lavoratori che sono la base su cui si fonda l’intero sistema italiano.