Senigallia, palazzo Gherardi: corsa contro il tempo per non perdere i finanziamenti

Il Comune va verso l’esproprio degli immobili necessari a far installare un ascensore per abbattere le barriere architettoniche

SENIGALLIA – Che fine hanno fatto i lavori per la riqualificazione di palazzo Gherardi? Sono ancora fermi prima di partire perché c’è ancora il problema non risolto dell’accessibilità alle persone con disabilità. E’ infatti uno dei principali nodi che stanno bloccando la situazione. Alcune informazioni in merito sono arrivate oggi, mercoledì 30 aprile, in consiglio comunale, quando il sindaco Massimo Olivetti ha risposto a un intervento del capogruppo del Partito Democratico Dario Romano.

Il consigliere di opposizione ha sollecitato infatti l’amministrazione a condividere informazioni sullo stato dell’arte del progetto di riqualificazione del prestigioso immobile che sovrasta i portici Ercolani tra corso II Giugno e il Foro annonario. Un tempo l’immobile era sede del liceo classico Perticari – dal 1934 fino al sisma del 1997 – di cui ospita ancora alcuni preziosi oggetti che compongono il gabinetto scientifico, ancora in attesa che si trovi una sistemazione adeguata per l’opportuna musealizzazione e valorizzazione. Prima ancora, andando verso le sue origini, nella seconda metà dell’800, fu il lascito al Comune di Senigallia da parte del conte Adolfo Gherardi-Benigni di Montalboddo (Montalboddo è l’antico nome di Ostra). Intorno agli anni ‘70 dell’800, venne trasformato nel primo albergo di Senigallia, il “Roma”, per ospitare sia i turisti dello Stabilimento di Bagni Marini, sia i visitatori e i mercanti della Fiera Franca che arrivavano da tutto il mediterraneo e oltre. Operazione che diede anche il via alla riqualificazione dell’allora esistente ghetto ebraico nell’odierna piazza Simoncelli.

Se la storia è stata più magnanima verso palazzo Gherardi rispetto al presente di sostanziale abbandono, il futuro potrebbe essere ancora roseo: è in programma il restauro e risanamento conservativo dell’imponente immobile che si affaccia sul fiume Misa, grazie al programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (Pinqua) promosso dal ministero delle infrastrutture e che gode di finanziamenti europei. Ma il nodo dei finanziamenti resta ancora non sciolto. I lavori devono infatti partire, pena il rischio che debbano essere restituiti all’Ue i soldi che Senigallia ha ottenuto (4,5 milioni di euro dal Pnrr, 233 mila euro dallo Stato e 1,8 milioni di euro di capitali privati), rinunciando così all’operazione che le permetterebbe di avere un polo museale di eccellenza, magari dedicato alla fotografia come si era preventivato, in pieno centro, oltre a un ostello per i giovani e a uno spazio per il coworking.

Proprio sui finanziamenti si era dunque concentrato Dario Romano. Il capogruppo Pd ha ammesso in aula di non essere «ottimista come i revisori dei conti sul tema del PNRR, perché purtroppo le tempistiche dei progetti, vuoi perché il personale di comune è quello e deve fare un sacco di lavoro, vuoi perché ci sono dei ritardi che derivano da altre situazioni». Su palazzo Gherardi «si è in ritardo sull’esecuzione dei lavori» e su questo «chiedo un’attenzione da parte dell’amministrazione, rischiamo di perdere quelle risorse se non li portiamo avanti». L’intervento nel suo complesso costerà oltre 6,5 milioni di euro.

Il sindaco Massimo Olivetti ha spiegato qual è l’intoppo che sta bloccando l’intervento per quanto riguarda palazzo Gherardi: «Evidentemente il problema in questo momento è che siamo davanti alla sovrintendenza per poter procedere ad un esproprio». Il comune è infatti proprietario dell’edificio ma negli anni sono stati venduti gli spazi al piano terra, dove sono sorti alcuni negozi. Al momento solo tramite scale – e c’è un bello e prestigioso scalone  – si può accedere al palazzo, quindi non è accessibile a tutti. Da qui il problema di risolvere il nodo accessibilità per poi far partire l’intervento nel suo complesso. La strategia è quella di procedere all’esproprio «quantomeno degli immobili che ci permetterebbero di poter far salire l’ascensore nei piani superiori, così da battere le barriere architettoniche». Una situazione nota ormai da tempo: lo stesso sindaco ammette che «questo è un problema che già credo il Consiglio conoscesse» ma su cui evidentemente ancora non si è andati avanti.

Fonte:Centropagina